Una case study interessante messa a punto da Culligan, con l'implementazione del sistema Water Filtering Station (WFS) che è in grado di riutilizzare l'acqua di scarto di vari processi industriali, recuperando dal 95% al 100% dell'acqua erogata, ed è disponibile in diverse taglie a seconda della necessità (40, 70 e 100 litri/minuto di acqua processata).
La siccità del 2022 e del primo scorcio del 2023 ha acceso i riflettori su un problema cruciale per la nostra vita e per il benessere stesso del Pianeta: la carenza di acqua. I cambiamenti climatici stanno modificando drasticamente la disponibilità delle risorse idriche nelle diverse aree del mondo, con conseguenze che impattano direttamente su persone e imprese. La disponibilità di acqua dolce per l’agricoltura, l’industria, l’alimentazione e la salute sarà sempre più a rischio, tanto che, Secondo il World Economic Forum, già entro il 2030 la domanda potrebbe superare l’offerta del 40%. Da un lato serve aumentare le risorse disponibili, ad esempio attraverso la desalinizzazione, dall’altro bisogna agire drasticamente sulla riduzione della domanda.
Il settore agroalimentare ha davanti a sé grandi responsabilità, dato che oltre a causare un terzo delle emissioni globali, è anche autore complessivamente del 90% dei consumi mondiali di acqua, tra agricoltura, che da sola ne consuma il 70%, e industria di trasformazione degli alimenti. Le industrie agroalimentari, quindi, sono oggi chiamate ad adottare un approccio sostenibile che ponga il risparmio idrico tra le proprie priorità. Un orientamento green che prevede investimenti in tecnologie per il risparmio idrico, inoltre, comporta vantaggi dal punto di vista economico, soprattutto per quelle realtà multinazionali che operano in determinate aree del mondo. Basti pensare che i costi dell’acqua variano dai 0,6 €/m3 circa dell’Italia sino ai 5 €/m3 del Middle East e Brasile.
La ricerca e sviluppo ha reso disponibili innovazioni intelligenti antispreco che consentono il recupero delle acque utilizzate nei processi produttivi, coniugando risparmio idrico ed economico. Tra queste, il sistema Water Filtering Station di Culligan, leader mondiale nel settore del trattamento acqua con un'esperienza di oltre 80 anni, presente in oltre 90 Paesi, e un approccio trasversale che copre tutta la filiera della qualificazione dell’acqua.
L’obiettivo era sfidante: entro il 2020 bisognava ridurre del 40% i consumi di acqua degli stabilimenti nel mondo, rispetto ai consumi del 2010. Con in mente questo traguardo, un’importante azienda leader a livello mondiale nel settore del packaging si è affidata a Culligan chiedendo un sistema di trattamento acqua in grado di recuperare gli scarichi delle macchine riempitrici (filling machines) per poterle riutilizzare nuovamente all’interno dello stesso processo. L'acqua potabile veniva utilizzata per il raffreddamento delle confezioni in modo continuo ad alte temperature (50°), con una portata variabile da 5 a 40 litri/min per macchina per poi essere scaricata con alti livelli di oli, grassi e perossido di idrogeno utilizzato per la sterilizzazione dei pacchetti.
Grazie al sistema Water Filtering Station (WFS) progettato da Culligan, l’azienda è oggi in grado di recuperare il 95% dell’acqua di scarto delle filling machine e di riutilizzarla nel processo. Gli impianti, realizzati con diversi stadi di filtrazione, provvedono alla rimozione completa di oli, grassi e perossido di idrogeno. Dopo la filtrazione, l’acqua viene inviata in un sistema di disinfezione UV che distrugge i microrganismi e poi raffreddata a temperature sotto i 15 °C. Infine, l’acqua viene sottoposta a test di controllo per misurare il PH per poi essere reimmessa nel ciclo produttivo. Gli impianti sono dotati di un sistema di controllo automatico che si interfaccia direttamente con le macchine riempitrici. Considerando un parco macchine installato funzionante di 8.700 unità, il progetto ha un risparmio complessivo potenziale pari a quasi 31.000.000 m3 di acqua potabile all’anno, corrispondenti al consumo annuo di una città da 400.000 abitanti come Bologna.
“L’acqua è una risorsa preziosa e lo sarà sempre di più. Culligan è leader nei sistemi di trattamento acqua e il nostro forte impegno per il risparmio idrico si traduce anche nell’applicazione di tecnologie innovative per il recupero e il riciclo di acque utilizzate in processi industriali” – afferma Lauro Prati – Vicepresidente Aqua Italia e direttore Business Unit Commercial & Industrial Culligan Italiana. “Per un’impresa, poter recuperare fino al 95% dell’acqua utilizzata nei processi significa abbattere drasticamente la propria impronta ambientale e contribuire alla salvaguardia del pianeta, oltre che sfruttare una importante opportunità di risparmio economico” conclude Lauro.

Water Filtering Station (WFS) è in grado di riutilizzare l'acqua di scarto di vari processi industriali, recuperando dal 95% al 100% dell'acqua erogata, ed è disponibile in diverse taglie a seconda della necessità (40, 70 e 100 litri/minuto di acqua processata). Il sistema può utilizzare diversi stadi di filtrazione per purificare l’acqua: filtro a coalescenza per la rimozione di oli e grassi, filtri meccanici che trattengono particelle con dimensioni fino a 1 micron e filtri a carbone attivo per rimuovere, tra le altre cose, il perossido di idrogeno. Attualmente, nel mondo sono installate 26 unità WFS, tra Italia, Algeria, Nigeria, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Dubai, Arabia Saudita, Libano. Il risparmio complessivo annuale è di 600.000 m3 di acqua potabile, equivalente a 270 piscine olimpioniche o 400 milioni di bottiglie di acqua.
ENEA, Cnr e Consorzio RFX guidano il piano triennale per lo sviluppo di reattori modulari, fusione e formazione d'eccellenza.
08-05-2026
Carapelli Blu è l’output dello studio dell’Istituto Nutrizionale Carapelli-Fondazione ETS e dell’Università di Perugia che identifica il blu come tipologia di vetro più efficace nella conservazione dell’olio extravergine di oliva.
08-05-2026
In questo contributo, a cura di Samuele Franchini, Business Development Manager Ascom Italia, parliamo di trasformazione digitale della sanità, che non è solo una questione tecnologica, ma è anche soprattutto organizzativa. In un contesto segnato da crescente complessità clinica, carenza di personale e sistemi informativi frammentati, l’interoperabilità emerge come elemento chiave per migliorare efficienza, sicurezza e qualità dell’assistenza.
08-05-2026
Il nuovo modello di Social Cost of Carbon quantifica l'impatto delle emissioni, includendo danni a salute, biodiversità e stabilità sociale. “Non dobbiamo più solo chiederci quanto costa emettere, ma quale valore si può generare evitando di farlo", spiega Luca Conti, CEO di E.ON
08-05-2026
Come denuncia il WWF, questa domenica è il Country Overshoot Day italiano, come anche dichiara il Global Footprint Network. In soli 123 giorni abbiamo già esaurito il “budget ecologico” dell’intero anno. Da lunedì 4 maggio in poi vivremo in deficit ecologico. Nel 2025 la data di Overshoot era stata il 6 maggio, questo significa che la nostra impronta ecologica complessiva sta continuando a peggiorare.
L'Istituto Italiano di Tecnologia potenzia la protesi liquida con l'ossido di grafene, aumentando la sensibilità alla luce e avvicinando la sperimentazione clinica per i pazienti ipovedenti.
Il nuovo modello di Social Cost of Carbon quantifica l'impatto delle emissioni, includendo danni a salute, biodiversità e stabilità sociale. “Non dobbiamo più solo chiederci quanto costa emettere, ma quale valore si può generare evitando di farlo", spiega Luca Conti, CEO di E.ON
Dall’8 al 10 maggio scienziati, imprese e istituzioni si confrontano sulle frontiere della tecnologia e delle Life Sciences, concludendo con la XX edizione del prestigioso Premio letterario Galileo.