«Chiude un anno molto faticoso, soprattutto con la rincorsa all’elettrico che rimane su una quota asfittica, passata al 4,2% dal 3,7% dell’anno 2022, e che pone l’Italia fortemente indietro rispetto al resto dell’Europa» sottolinea Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto.
Secondo gli ultimi dati rilasciati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a fine dicembre 2023 il mercato autovetture ha registrato 111.136 immatricolazioni, con una crescita contenuta al +5,9% su dicembre 2022, portando a chiudere l’intero anno solare 2023 con un totale di 1.566.448 unità, pari ad un aumento del +19% sull’anno 2022 (il differenziale sul 2019 è del -18,3%).
«Chiude un anno molto faticoso, soprattutto con la rincorsa all’elettrico che rimane su una quota asfittica, passata al 4,2% dal 3,7% dell’anno 2022, e che pone l’Italia fortemente indietro rispetto al resto dell’Europa. Il risultato di dicembre è stato influenzato dall’annunciata revisione dell’Ecobonus e disponibilità di nuove risorse per la fascia 61-135 g/km di CO2 a partire dal 2024 che, di fatto, ha determinato un effetto rinvio degli acquisti al nuovo anno. Inoltre, il fenomeno delle auto-immatricolazioni è stato significativo anche a dicembre, evidenziando le preoccupanti difficoltà nelle vendite reali di auto elettriche e plug-in, anche a causa dei listini che restano sostenuti e di una cultura verso l’impatto zero dei veicoli che manca di quel salto qualitativo indispensabile per l’affermazione di una mobilità veramente green» sottolinea Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto.
«Inutile ripetere che nell’ambito della transizione ecologica gli operatori, così come le famiglie e le imprese, hanno bisogno di continuità e di un quadro normativo chiaro nella sua applicazione. Purtroppo, invece, nel corso del 2023 abbiamo aspettato, invano, la modifica dell’attuale schema dell’Ecobonus – sono avanzati oltre 300 milioni sul comparto auto green e ben 13,7 sui 15 mln stanziati per i commerciali elettrici – e ora si attende la pubblicazione di un nuovo DPCM che, stando alle dichiarazioni del Ministro Urso, dovrebbe rimodulare le risorse per essere più aderente alle necessità del Paese e spingere il rinnovo del parco circolante ma sul quale, almeno fino ad oggi, non c’è stato un confronto aperto con tutti gli attori del settore e soprattutto con coloro che ogni giorno si relazionano con la clientela per la vendita dei veicoli. Come ribadito in più occasioni – conclude De Stefani – annunciare misure incentivanti con ventilate possibili partenze solo nei mesi successivi altera il normale andamento del mercato e arreca incertezza tra i clienti e gli operatori, suscitando dubbi e frizioni commerciali. L’auspicio è che il Tavolo Automotive sul nuovo Piano incentivi convocato per il mese di febbraio possa offrire risposte adeguate allo svecchiamento del parco auto circolante e allo schema dell’Ecobonus».
A dicembre il canale dei privati ha avuto una crescita del +13,4% e una rappresentatività del 57,3% mentre nei dodici mesi 2023 il volume dei privati si attesta a 879.403 unità e quota al 56,1% (-2,7 p.p. sul 2022). Le società nel mese ottengono un incremento del +28,4% (quota 17,3%) e chiudono l’anno in progresso del +31,8% (quota 15%). Il noleggio complessivamente registra a dicembre -17,2% (quota 25,4%) e una performance annua del +24,1% (quota al 28,9%).
Dal punto di vista delle alimentazioni, le auto elettriche segnano a dicembre +49,5% ma nei dodici mesi, nonostante l’incremento del +34,5%, la quota è solo al 4,2% dal 3,7% del 2022. Le plug-in ottengono un risultato negativo a dicembre (-18%) e anche sull’anno la performance è debole con +2,7% e una quota scesa al 4,4% dal 5,1% del 2022. Le ibride elettriche crescono nel mese del +7% (quota 35%) e nel cumulato annuo archiviano una crescita a doppia cifra del +26,2%, raggiungendo una quota di mercato del 36,1%. Benzina e diesel segnano a dicembre rispettivamente +24,5% (quota 30,4%) e -20,4% (quota 15,3%); nell’intero 2023 le variazioni sono pari a +22,2% e +5,5% chiudendo al 28,5% e al 15,5% di quota (-2,2 p.p.). Il Gpl è stabile a dicembre (+0,7%) e nel 2023 raggiunge il +20% delle preferenze con una quota di mercato del 9,1%. Nel corso del 2023 è proseguita la discesa inarrestabile del metano che è arrivato a malapena allo 0,1% di rappresentatività nell’anno.
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