▾ G11 Media Network: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...
InnovationCity

Sostenibilà: a che punto siamo e cosa serve per accelerare

Qual è la giusta formula perché la trasformazione sostenibile accada davvero? Quali sono gli ambiti ai quali viene prestata maggiore attenzione? Chi dovrebbe occuparsene all’interno delle aziende? Quali sono gli ostacoli più comuni per coloro che avviano un progetto di sostenibilità e quali i benefici riscontrati? A queste domande risponde una recente indagine promossa da U-Earth Biotech.

Ricerche e Trend

Qual è la formula perché la trasformazione sostenibile accada davvero? Quali sono gli ambiti ai quali viene prestata maggiore attenzione? Chi dovrebbe occuparsene all’interno delle aziende? Quali sono gli ostacoli più comuni per coloro che avviano un progetto di sostenibilità e quali i benefici riscontrati? Queste sono parte delle domande di una recente indagine promossa da U-Earth Biotech, azienda che sviluppa soluzioni biotech professionali per la purificazione dell’aria, con lo scopo di approdare a un quadro più completo sullo stato dell’arte della trasformazione sostenibile. Il panel è formato da figure professionali direttamente coinvolte nei progetti di sostenibilità: il 13,6% degli attori è rappresentato da CEO, il 33,7% da ruoli specializzati come Head of Sustainability e i Sustainability Specialist, oltre il 50% ha invece funzioni limitrofe come i marketing manager o i responsabili delle risorse umane.

Tematiche affrontate: qualità dell’aria ed emissioni al primo posto, biodiversità fanalino di coda

Tra tutti i progetti intrapresi dalle aziende intervistate, circa 100 in Italia, il 25,6% ha deciso di sviluppare iniziative legate al tema della gestione della qualità dell’aria e delle emissioni con la maggior parte degli sforzi dedicati a programmi “net zero” orientati a ridurre le emissioni a medio lungo termine. La riduzione del biossido di carbonio (78,2%) la fa da padrona. Qualcuno, ma pochi, adottano anche politiche a breve per il miglioramento della qualità dell’aria. Il 30,1% si affida principalmente ad energie pulite. Seguono le politiche volte a limitare le emissioni dai trasporti (smart working, 23,3%, e promozione dei trasporti pubblici, 19,9%). Solo il 10,6% degli intervistati investe in purificazione dell’aria. E chi non ci riesce (il 5,5%) compensa con crediti di carbonio. Il 13,5% dei progetti invece è dedicato alla gestione delle risorse idriche e dei rifiuti e a quelli per la riduzione della plastica. Il 9,8% si è addentrato in iniziative più strutturate, concentrando gli investimenti in veri e propri Piani per la sostenibilità, categoria che include una serie di adeguamenti per rendersi conformi a specifiche indicazioni regolatorie in determinati settori. Interessante il risultato ottenuto dai progetti a sfondo sociale e quelli sulla diversità e l’inclusione ai quali più del 8% delle aziende intervistate si è focalizzato. L’attenzione per l’economia circolare coinvolge l’8,4% dei progetti, mentre l’efficienza energetica, intesa sia come risparmio economico che come riduzione dell’inquinamento è presente nel 7,4% delle iniziative. Delle azioni promosse la biodiversità (1,9%) ha catturato decisamente meno interesse pur costituendo la quarta peggior minaccia dei prossimi 10 anni secondo il World Economy Forum; ma questo è probabilmente riconducibile al core business delle organizzazioni che hanno partecipato al progetto.

Quali complessità affrontano le aziende quando intraprendono un progetto di sostenibilità?

Oltre un quinto delle aziende intervistate sostiene che il primo grande ostacolo nello sviluppo di progetti di sostenibilità sia legato all’aspetto economico, ossia la mancanza di denari. Lavorare in modo più sostenibile implica una trasformazione nei modelli organizzativi, un ripensamento delle infrastrutture e dei processi e tutto ciò richiede degli investimenti. Il fattore “soldo” non è tuttavia l’unica barriera percepita, infatti, quasi a pari merito, gli intervistati attribuiscono alla “mancanza di una visione orientata alla sostenibilità” una delle cause principali di rallentamento. Quindi spesso la scarsità del budget è un alibi. Infatti, un altro impedimento rilevato è quello che riguarda la figura professionale che dovrebbe farsi carico dello sviluppo dei progetti. Che ruolo e responsabilità dovrebbe avere? Quali sono le corrette competenze? È evidente la complessità della materia che di certo non è d’aiuto. Ciò che è chiaro per gli intervistati è che chi guida il processo di trasformazione verso la sostenibilità deve avere il potere per farlo ponendo figure di vertice come il CEO (27,3%) o di un Head of Sustainability (21,8%) in un ruolo strategico per il cambiamento. Il 16,4% si è mostrato invece a favore di una governance allargata da attribuire ad un organo collegiale, un board formato da un insieme di stakeholder.

Quali sono le capacità fondamentali e come muovere i primi passi verso la trasformazione sostenibile

Dall’indagine emerge che colui che diventa leader della trasformazione sostenibile dovrebbe avere delle caratteristiche o abilità specifiche. Quasi un quarto degli intervistati sostiene che il pensiero strategico è un alleato fondamentale, seguito dalla capacità di visione, unita a quella di saper guardare oltre, cioè al futuro. Nell’esecuzione dei progetti, invece, i professionisti intervistati attribuiscono un peso importante (26,7%) all’insieme delle conoscenze tecniche e delle competenze applicative. Per gli intervistati bisogna dunque partire dalla conoscenza, ma anche dalla cultura (25,5%), tanto che per esempio il 7% di chi ha risposto alle domande suggerisce progetti proprio volti alla realizzazione e sviluppo di una cultura aziendale orientata alla sostenibilità sia all’interno dell’organizzazione ma anche estesa all’esterno, a partner e fornitori. Parimenti il 25,5% delle risposte evidenzia come il secondo passo dovrebbe essere quello di creare una strategia organica ad hoc e di lungo respiro. La sostenibilità non può essere affrontata in modo occasionale e affidata alle circostanze contingenti. Al contrario, va strutturata con criterio. A partire dall’analisi, passando per la definizione di obiettivi, azioni mirate, responsabilità, fino alla valutazione dei risultati. Ogni passo deve essere accuratamente pianificato e monitorato. Infine, il cuore: la passione per queste tematiche gioca un ruolo primario, combinata alla resistenza, fanno sì che non ci si scoraggi di fronte alle numerose difficoltà e si trovino le energie per raggiungere i traguardi prefissati.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato

Related news

Ultime Notizie

ITS Rizzoli e Microsoft insieme per preparare i professionisti Cloud del futuro

La collaborazione nell'ambito del programma globale Microsoft Datacenter Academy dota l'istituto milanese di un vero Centro Elaborazione Dati, affiancando alla didattica sul campo 8 borse di studio e 4 tirocini curricolari.

30-10-2026

A Cibus Tec 2026 le soluzioni Siemens per la digitalizzazione dell'industria alimentare

Presso le Fiere di Parma la multinazionale presenta un ecosistema integrato di automazione, software e intelligenza artificiale industriale per supportare l'intera filiera del Food & Beverage.

29-10-2026

Lombardia: la Regione promuove la Carta per guidare lo sviluppo responsabile dell'AI

La Regione Lombardia rinnova il proprio quadro normativo sulla ricerca con l'approvazione di una legge strategica che mette l'AI etica al centro della crescita economica e dei servizi pubblici, sostenuta dai fondi europei FESR.

28-10-2026

AI e supercalcolo: AMD e Meta siglano l'intesa per potenziare i data center e le reti neurali del futuro

La collaborazione tra i due giganti tecnologici si espande con l'installazione dei primi sistemi su scala rack AMD Helios, l'adozione su larga scala delle CPU EPYC di sesta generazione e l'ottimizzazione software per l'agente AI Muse.

28-10-2026

Notizie più lette

1 CarpeCarbon e Michelin Italiana: al via l'innovativo impianto di cattura e utilizzo della CO2

La startup innovativa e la multinazionale dello pneumatico siglano un accordo per installare nel sito di Cuneo un impianto di Direct Air Capture (DAC) integrato nei processi industriali, consentendo sia il riutilizzo locale dell'anidride carbonica sia lo stoccaggio permanente.

2 Tecnologia per le infrastrutture: a Catania otto startup rivoluzionano il settore con IA e robotica marina

Il programma di accelerazione della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital, gestito da Plug and Play ed ELIS, conclude il terzo batch presentando a Palazzo Biscari le tecnologie per rendere le grandi infrastrutture fisiche più sicure, resilienti e circolari.

3 Per il 55% degli italiani la prossima auto sarà ibrida o elettrica, ma autonomia e ricarica restano ancora i principali problemi

Un'indagine condotta da CARFAX, azienda specializzata nella tracciabilità della storia dei veicoli, evidenzia le aspettative sul futuro delle motorizzazioni e le valutazioni che frenano l'acquisto di veicoli usati.

4 Agenzia ICE porta negli Stati Uniti dieci eccellenze dell'innovazione italiana

La settima edizione dell'iniziativa porta 10 imprese innovative del biotech, del pharma e della digital health a contatto con i principali hub globali di San Diego e Boston per incontri con investitori, visite ai centri di ricerca ed eventi di pitching.

Iscriviti alla nostra newsletter

Join our mailing list to get weekly updates delivered to your inbox.

Iscriviti alla newsletter

www.innovationcity.it - 8.5.12 - 4.6.4