: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
Il metaverso è uno spazio destinato ad essere usato solo in ambito Consumer o sarà utilizzato anche in ambito professionale?
IDC definisce il Metaverso come un’evoluzione dell’odierno Internet, che sfrutta dispositivi mobili, visori per realtà aumentata e virtuale e network di nuova generazione per creare un’esperienza utente persistente e continua con un forte senso di presenza. Si è già raggiunto il livello di Ready Player One? Ovviamente no, ma siamo già a buon punto. Oggi, la tecnologia progredisce velocemente e sarà solo questione di tempo prima che un utilizzo personale del Metaverso aumenti esponenzialmente e si raggiunga un’adozione di massa. Con tutte queste tecnologie a disposizione, la domanda è: quale sarà il suo ruolo e il suo valore per l’industria e la vita lavorativa quotidiana? A queste domande risponde Aras, fornitore di una piattaforma low-code completa di applicazioni realizzate per governare la progettazione, costruzione e manutenzione di prodotti complessi.
Il Metaverso è davvero esteso e, affinché abbia successo, richiederà tecnologie differenti da quelle tipicamente immaginate. È necessaria un’infrastruttura significativa con molte similitudini con ciò che si utilizza attualmente. Per esempio, Microsoft Teams o Google Meet sono strumenti progettati per incontrare virtualmente, ma nel Metaverso potrebbero diventare immersivi e, ad esempio, attraverso l’utilizzo di una sedia dotata di attuatori di movimento si avrà la possibilità di sentire e vivere insieme il medesimo spazio. Questo potrebbe migliorare la connessione umana che è mancante nella tecnologia di oggi, ma non si tratta solo di un incontro in uno spazio adibito alle riunioni. Potrebbe avvenire in sede o su Marte, lasciamo che siano i team IT del futuro a scoprirlo.
Non esiste modo migliore di sfruttare il Metaverso, se non la possibilità di trovarsi nel luogo in cui sarà presente e funzionerà un prodotto o un sistema complesso, sperimentare in prima persona l’esperienza come farebbe l’utente e comprendere così eventuali problemi attraverso la collaborazione virtuale. Per avere successo è necessaria una rappresentazione accurata in 3D del prodotto complesso, trasmetterla e manipolarla.
Per essere presenti nel “luogo” di applicazione del prodotto è necessario l’accesso ai suoi dati; la buona notizia è che non si tratta di nulla di differente rispetto a quanto avviene oggi, tranne per il fatto che con una soluzione PLM obsoleta si ha a disposizione unicamente una lista di dati non completa. Una buona notizia è che un approccio ai dati di prodotto implementato oggi e basato su una piattaforma SaaS, creerà il necessario contesto per gli incontri nel Metaverso di domani. Chiunque potrà avere accesso alle informazioni, tutti sapranno quali decisioni sono state prese ed a chi sono in carico le fasi successive. L’accesso a questi dati e la loro navigazione renderanno più efficienti le riunioni nel Metaverso perché tutti avranno i dati corretti al giusto momento. Viceversa, la non disponibilità dei dati di prodotto, o la scarsa accuratezza degli stessi, si tradurrà in discussioni collaborative di scarso livello.
Lo spazio dove avviene la riunione deve essere accurato per esprimere il contesto in cui opererà, ma anche il prodotto complesso di cui si parla deve analogamente avere un contesto accurato. Per questo motivo è necessario gestire la configurazione del prodotto virtuale e mantenerla aggiornata man mano che le cose cambiano. Disporre di una configurazione non attuale ha poco senso; è necessario piuttosto disporre di una versione sempre aggiornata per creare il corretto contesto dell’incontro. Questa configurazione deve essere navigabile, non solo come rappresentazione 3D, ma anche in forma potenziata in modo da poter accedere alle informazioni ad essa correlate per dare luogo ad una discussione realmente utile e collaborativa. Ciò richiede la connettività alle informazioni di tutta l’azienda, compresi clienti, fornitori e l’interno dell’organizzazione.
I dati dei prodotti richiedono connettività, cioè il digital thread
Navigare tra i dati dei prodotti nel Metaverso non sarà molto diverso da quanto lo sia oggi, anche se si potrà disporre di un’interfaccia maggiormente personalizzabile, basata su un profilo utente predefinito. Il digital thread sarà altrettanto importante nel Metaverso. Prepararsi ora a questa eventualità significa porre le basi per avere la flessibilità necessaria per adattarsi a un futuro Metaverso. Collegando i silos di informazioni con il contesto, questo digital thread è tracciabile. Nel Metaverso è possibile esplorare le informazioni per costruire la base di riferimento per la prossima generazione di prodotti. Sarà possibile tracciare le problematiche di un prodotto partendo dal punto di vista del cliente ed arrivando fino al team o all’ingegnere che lo ha progettato. Tutto ciò permetterà di risolvere velocemente i problemi e apportare modifiche per soddisfare le richieste dei clienti.
Il digital thread racconta una storia all’interno del Metaverso
Per quanto fantastico possa apparire il Metaverso per le aziende, abbiamo già a disposizione la maggior parte degli strumenti per preparare la scena e il futuro imminente. Ciò significa intraprendere immediatamente azioni quali:
• Implementare una soluzione PLM basata su SaaS che consenta la personalizzazione in modo da supportare pienamente le esigenze attuali e ancora di più quando si transiterà nel Metaverso;
• Permettere la tracciabilità con il digital thread, cercando opportunità che garantiscano le integrazioni necessarie per attuare la connessione con il contesto in tutto l’ecosistema aziendale;
• Mantenere la visibilità del contesto attraverso il digital twin. Ricercare situazioni che permettano di tenere il passo con i cambiamenti di configurazione dei prodotti, non solo durante il loro sviluppo, ma anche una volta realizzati e sono pienamente- operativi.
Può analizzare fino a 200 campioni al giorno, con risultati in 24–48 ore e dispone di sistemi in grado di rilevare anche sostanze non ancora note. Invimit SGR, società interamente detenuta dal MEF che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, ha contribuito attivamente alla realizzazione del nuovo centro antidoping della Federazione medico sportiva italiana (FMSI).
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P&G presenta la “Champions Clubhouse”, un'esperienza per gli atleti prima nel suo genere nel cuore del più grande dei Villaggi Olimpici e Paralimpici, che offrirà agli atleti servizi e prodotti di punta da marchi come Gillette, Head & Shoulders e Gillette Venus.
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Il programma europeo EAGLES (European Advanced Generation IV Lead-Cooled Energy System) è finalizzato allo sviluppo e alla successiva commercializzazione, prevista entro il 2039, di un reattore nucleare veloce a piombo di piccola taglia (EAGLES-300).
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Unit 42, il team di intelligence sulle minacce di Palo Alto Networks, ha pubblicato un nuovo report dal titolo “Cyber Threats to Milan-Cortina 2026”, che illustra i rischi digitali senza precedenti che prendono di mira uno degli eventi più seguiti al mondo.
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Le piccole e medie imprese italiane possono trarre grandi vantaggi dall’Intelligenza Artificiale, bisogna solo introdurla in azienda con semplicità e pragmatismo. Questo è il punto di partenza della startup padovana.
SME AI Accelerator mira a supportare oltre 20.000 Pmi nel corso dell'anno con formazione pratica gratuita, focalizzata sulle applicazioni concrete dell'intelligenza artificiale. Il programma è aperto ai titolari di piccole imprese e ai team di tutti i settori, inclusi quelli senza esperienza tecnica, e si concentra sull'uso degli strumenti di AI per migliorare produttività, efficienza e competitività.
Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto 'Digitalization and Decarbonization Report 2025', redatto dall'Energy & Strategy della School of Management del Politecnico di Milano Le richieste di connessione vengono soprattutto dalla Lombardia (34,9 GW) e Piemonte (11,7 GW). Seguono Lazio (7,1 GW), Puglia (3,9 GW), Veneto (2,9 GW) ed Emilia-Romagna (2,7 GW).
Il Politecnico di Torino lancia la prima edizione in Italia di un Master dedicato al comparto degli impianti a fune: un ponte tra innovazione e sicurezza per guidare l'evoluzione del trasporto sostenibile e formare figure chiave nella progettazione e vigilanza del comparto funiviario. Un comparto in forte crescita nel mondo, che genera un fatturato diretto di circa 1,3 miliardi di euro e un valore complessivo di circa 8 miliardi di euro.