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L'emergenza caldo è strutturale, un nuovo rapporto svela il clima del futuro a Roma

Temperature record di giorno, temperature da notti tropicali sempre più frequenti. Roma deve cambiare passo con nuove strategie di adattamento urbano per rispondere a una trasformazione climatica ormai consolidata. Questo in sintesi, quello che emerge dal Secondo Rapporto di Monitoraggio Climatico per Roma Capitale, realizzato dalla Fondazione CMCC, Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici.

Ricerche e Trend

Il caldo estremo che sta colpendo Roma, e non solo, non rappresenta più un’eccezione episodica, ma il segnale evidente di una trasformazione climatica strutturale che la città sta vivendo ormai da diversi anni. A confermarlo è il Secondo Rapporto di Monitoraggio Climatico per Roma Capitale, realizzato dalla Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, che offre una lettura ad alta risoluzione del clima urbano e fornisce dati scientifici fondamentali per orientare la futura Strategia di Adattamento Climatico. I dati raccolti delineano un quadro preoccupante: il 2025 si è infatti posizionato tra gli anni più caldi dal 1991, con temperature medie annuali costantemente superiori alla media del periodo 1991–2020. Particolarmente emblematico è stato il mese di giugno 2025, che ha registrato temperature medie di circa 4°C superiori ai valori storici di riferimento, inserendo l'anno nel gruppo dei cinque più caldi della serie recente, insieme al 2022, 2023 e 2024.

Oltre all'aumento delle medie, cresce in modo significativo il disagio termico nelle aree urbane, misurato attraverso indicatori che impattano direttamente sulla salute e sulla qualità della vita dei cittadini. Nel corso del 2025, la Capitale ha dovuto affrontare oltre 40 giornate torride, definite come giorni in cui la temperatura massima supera i 35 °C, posizionando l'anno al quarto posto per frequenza di eventi estremi dal 1991 ad oggi. Un dato ancora più allarmante riguarda le notti tropicali, ovvero quelle in cui la colonnina di mercurio non scende sotto i 20 °C, impedendo il naturale recupero fisiologico dopo giornate di afa intensa: nel 2025 se ne sono contate 101, contro una media storica di 76. Questa tendenza sta alterando anche le dinamiche quotidiane, con un fabbisogno energetico che si polarizza sempre più verso il periodo estivo a causa della crescente necessità di sistemi di raffrescamento.

Guardando al futuro, gli scenari analizzati dal CMCC non lasciano spazio a dubbi sulla necessità di intervenire con urgenza. Entro i prossimi anni, a seconda delle politiche climatiche adottate, la temperatura media giornaliera a Roma potrebbe aumentare tra 1,2 °C e 1,8 °C, con un numero di notti tropicali destinato a crescere ulteriormente tra 26 e 36 giorni aggiuntivi. Anche la frequenza delle ondate di calore estive potrebbe raddoppiare o addirittura triplicare rispetto al periodo di riferimento. Per fronteggiare questa sfida, strumenti come la piattaforma Roma Climate Hub diventano essenziali: la possibilità di leggere il cambiamento climatico quartiere per quartiere permette di individuare le aree più esposte e pianificare interventi mirati di adattamento, che spaziano dalla gestione del rischio idraulico alla protezione del litorale. La sfida per la Capitale è dunque quella di trasformare questi dati in politiche di adattamento trasparenti e verificabili, rendendo la città capace di resistere all'impatto di un clima che, come evidenziato dagli esperti del CMCC, richiede oggi più che mai azioni concrete e coordinate.

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