Una soluzione d’avanguardia per migliorare la qualità dell’aria e proteggere la sicurezza dei pazienti, riducendo drasticamente i costi del Servizio Sanitario Nazionale.
La battaglia contro le infezioni correlate all’assistenza (ICA) rappresenta una delle sfide sanitarie, economiche e ambientali più complesse dei nostri tempi. Ogni anno, nell’Unione Europea, si contano oltre 3,5 milioni di casi, un dato che in Italia si traduce in circa 430.000 infezioni annue e un onere pesantissimo per il Servizio Sanitario Nazionale, stimato in 800 milioni di euro dovuti principalmente al prolungamento delle degenze. Gli ospedali, pur essendo luoghi deputati alla cura, spesso celano insidie invisibili legate alla qualità dell’aria indoor e alla contaminazione delle superfici, dove batteri antibiotico-resistenti e bioaerosol possono trasformare un ambiente protetto in un potenziale veicolo di trasmissione. La criticità della situazione è confermata dall'evidenza scientifica, che suggerisce come fino al 50% di queste infezioni potrebbe essere evitato con misure di prevenzione più efficaci.
Il problema non riguarda solo l'inquinamento che proviene dall'esterno, ma anche le dinamiche interne alle strutture, caratterizzate da un vero e proprio paradosso terapeutico. Studi pubblicati su riviste internazionali evidenziano come la concentrazione di inquinanti chimici nei reparti di degenza sia sistematicamente superiore a quella esterna. Questo accade perché, nel tentativo di garantire l’igiene, si utilizzano massicce dosi di detergenti industriali e disinfettanti che rilasciano composti organici volatili, ai quali si aggiungono i gas medici necessari alle attività cliniche. In questo scenario, la sanificazione tradizionale, che agisce in modo periodico e limitato alle superfici accessibili, non risulta più sufficiente a garantire una protezione costante ed efficiente.
Per rispondere a questa esigenza, la realtà italiana REair ha sviluppato una nanotecnologia fotocatalitica denominata eCoating. Questo rivestimento trasparente, registrato come Presidio Medico Chirurgico, rappresenta un cambio di paradigma: agisce in modo passivo e continuativo, 24 ore su 24, senza alcun costo operativo o energetico. A differenza dei sistemi di filtrazione e ventilazione, che richiedono manutenzione e consumi, questa tecnologia rimane attiva sulle superfici trattate per anni, abbattendo il 99,9% della carica batterica. Il vantaggio principale risiede nella capacità di agire non solo sulle superfici ad alto contatto come maniglie e corrimano, ma anche su aree difficilmente raggiungibili come controsoffitti e pareti alte, che spesso fungono da serbatoi per microrganismi e funghi.
Adottare questo approccio significa superare il falso dualismo tra la pulizia delle superfici e la salubrità dell'aria, puntando invece su un approccio integrato. Gli esperti suggeriscono che le strutture sanitarie debbano evolvere verso la creazione di veri e propri ospedali infection resilient, in cui la tecnologia si affianca ai protocolli esistenti per garantire una protezione costante durante l’intera giornata. Questa strategia non è solo un presidio per la sicurezza dei pazienti, ma una misura di tutela essenziale anche per il personale sanitario, proteggendo medici e infermieri dai rischi professionali.
In ultima analisi, investire in prevenzione attraverso soluzioni sostenibili e facilmente integrabili nel patrimonio edilizio esistente - spesso caratterizzato da strutture con decenni di vita - rappresenta una leva fondamentale per l’efficienza economica del sistema. Ridurre il rischio di infezioni significa, infatti, diminuire il ricorso ad antibiotici, accorciare i tempi di degenza e contenere la spesa sanitaria. La qualità dell’aria e la protezione delle superfici diventano, dunque, elementi centrali non solo per il recupero clinico dei pazienti, ma per garantire una sanità pubblica più moderna, sicura e orientata alla sostenibilità di lungo periodo.
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