La risposta di Assoutenti: troppe violazioni, serve registro delle autorizzazioni e indennizzi per consumatori colpiti da telefonate commerciali indesiderate
La multa da 500mila euro inflitta dal Garante per la privacy ad Enel è l’ennesima dimostrazione del far west che regna in Italia sul fronte del telemarketing. Lo afferma Assoutenti, commentando la sanzione per trattamento illecito di dati personali degli utenti.
“Le molte iniziative di miglioramento proposte sul tema e l’introduzione del registro delle opposizioni non hanno prodotto i risultati sperati, e in tema di telefonate commerciali i cittadini continuano ad essere in balia di operatori e call center – afferma il presidente Gabriele Melluso – La nuova multa del Garante è l’ennesima riprova della necessità di un cambio di rotta: oltre alle sanzioni delle autorità, serve introdurre sistemi che obblighino le società e gli operatori a indennizzare in modo diretto i cittadini vittime di telefonate commerciali indesiderate. Indispensabile poi un registro delle autorizzazioni dove si iscrivono solo coloro che vogliono essere interpellati telefonicamente per proposte commerciali. Serve cioè una riforma radicale del sistema che porti dall’attuale opt-out al più efficace opt-in, seguendo l’esempio di altri paesi europei, in modo che solo chi fornisce espressa autorizzazione possa ricevere telefonate commerciali, e senza tale consenso call center e operatori non possano più chiamare né disturbare i cittadini”.
“Assoutenti chiede infine un incontro con Enel per creare un nuovo modello virtuoso in tema di telemarketing da inserire nella carta dei servizi alla clientela, e la creazione di un portale dedicato ai consumatori dove segnalare comportamenti scorretti e violazioni della privacy”, conclude Melluso.
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