: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
Il progetto europeo PROTEIN4IMPACT punta allo sviluppo di Nuovi Alimenti Proteici derivati da fonti non convenzionali, tra cui sottoprodotti agroalimentari, funghi, batteri, insetti e alghe.
Nuovi alimenti proteici (NPF) da fonti non convenzionali come sottoprodotti agroalimentari, funghi, batteri, insetti e alghe. È quanto metterà a punto il progetto europeo PROTEIN4IMPACT da 5,3 milioni di euro, al quale partecipano 18 partner di 13 Paesi europei, tra cui per l’Italia ENEA, Cnr e Consorzio In.Bio. Il progetto mira a valutare le caratteristiche nutrizionali, sanitarie, di sicurezza e di qualità degli NPF derivati da fonti non convenzionali, analizzandone al contempo l’impatto ambientale e socioeconomico.
“Il consumo di proteine è indispensabile per l’alimentazione e la salute umana. Tuttavia, il modello tradizionale di produzione, basato prevalentemente sui grandi allevamenti animali, comporta costi ambientali e sociali che necessitano di un’alternativa”, spiega il referente ENEA del progetto Antonio Molino, ricercatore del Dipartimento Sostenibilità.
Per la produzione di farine proteiche, ENEA curerà l’allevamento di insetti, in particolare Tenebrio molitor e Alphitobius diaperinus, utilizzando diete non convenzionali basate su scarti del settore agroindustriale, con l’obiettivo di valutare soluzioni innovative per la produzione sostenibile di proteine. Inoltre, saranno coltivate microalghe in specifiche condizioni operative, studiate per massimizzare il contenuto proteico della biomassa.
Inoltre, ENEA si occuperà del recupero delle frazioni proteiche e lipidica degli scarti ittici particolarmente ricchi di acidi grassi Omega-3; in particolare il DHA, già ampiamente utilizzato come integratore alimentare per la salute cardiovascolare e lo sviluppo neurologico, sia durante la gravidanza che nei formulati per neonati. Le attività si svolgono presso i Centri Ricerca ENEA di Portici (Napoli), Casaccia (Roma) e Trisaia (Matera) e coinvolgono un team di circa 15 ricercatori esperti del settore.
“Grazie a queste attività, ENEA contribuisce allo sviluppo di soluzioni innovative basate sul recupero delle risorse e sull’uso efficiente delle materie prime, rafforzando il ruolo della ricerca pubblica italiana nella transizione verso sistemi alimentari più sostenibili, dove queste nuove fonti proteiche possano contribuire a ridurre l’impatto ambientale rispetto a quelle tradizionali”, conclude Molino.
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13-02-2026
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