La seconda edizione della Giornata dell’Agrivoltaico italiano, promossa da ANIE Rinnovabili, dimostra che agricoltura e fotovoltaico non sono mondi in contrapposizione, ma alleati strategici per la transizione ecologica.
Lo scorso 22 gennaio, a Roma, si è tenuta la seconda edizione della Giornata dell’Agrivoltaico, promossa da ANIE Rinnovabili. Un appuntamento di rilievo nazionale che ha riunito istituzioni, associazioni, esperti, imprese e rappresentanti del mondo agricolo e fotovoltaico per fare il punto sullo stato dell’arte e sulle prospettive dell’integrazione tra agricoltura e produzione di energia rinnovabile alla luce dei più recenti aggiornamenti normativi.
La giornata si è articolata in un percorso tra norme, numeri, esperienze concrete e visioni future, con l’obiettivo di dimostrare che agricoltura e fotovoltaico non sono mondi in contrapposizione, ma alleati strategici per la transizione ecologica. Nel corso dell’evento sono stati illustrati dati provenienti da progetti già realizzati e sono state analizzate le recenti evoluzioni normative, a partire dal DL 175/2025.
“In Europa l’agrivoltaico sta emergendo come una soluzione strategica per un futuro energetico sostenibile, offrendo una via per integrare la produzione agricola e la generazione di energia su larga scala, con benefici per l’ambiente, l’economia e la sicurezza energetica” evidenzia Andrea Cristini, Presidente di ANIE Rinnovabili.
Secondo la mappatura aggiornata di SolarPower Europe, in Europa sono attivi oltre 200 progetti agrivoltaici e agrisolari in almeno 10 Paesi, per una capacità complessiva superiore a 15 GW, a testimonianza di un mercato in rapida strutturazione industriale. In questo contesto, il ruolo dell’Italia può e deve essere centrale, grazie a progetti che possono diventare benchmark su scala internazionale.
Nell’ambito dell'Unione Europea la Francia rappresenta uno dei contesti più maturi: il Governo ha integrato l’agrivoltaico nelle politiche agricole ed energetiche nazionali e il mercato è atteso crescere a un ritmo di 1–2 GW di nuova capacità all’anno a partire dal 2026, sostenuto da un quadro normativo dedicato. La Germania si distingue, invece, per l’integrazione dell’agrivoltaico nei meccanismi di incentivazione del fotovoltaico, con progetti pilota e commerciali supportati dal Renewable Energy Act (EEG) e una forte attenzione alla continuità della produzione agricola. I Paesi Bassi rappresentano un riferimento tecnologico, in particolare per l’agrivoltaico nelle coltivazioni ad alta intensità, grazie al ruolo di centri di ricerca e a programmi pubblici di innovazione agricola.
Andrea Cristini sottolinea con favore l’introduzione della definizione di impianto agrivoltaico nella legislazione italiana: “Si tratta di un passaggio fondamentale perché finalmente la norma chiarisce che gli impianti agrivoltaici devono essere adeguatamente elevati in quanto l’elemento dimensionale dell’altezza non può essere un vincolo rigido, ma occorre un approccio più flessibile in funzione delle colture e della pastorizia”.
Secondo ANIE Rinnovabili la differenza tra un impianto tecnologicamente avanzato ed uno base risiede nella presenza di sistemi di monitoraggio e gestione agricola. Tuttavia, permangono criticità su alcuni aspetti, come il vincolo dell’80% della Produzione Lorda Vendibile (PLV), il concetto di terreni di “valore agricolo elevato” e la soglia della percentuale di suolo agricolo utilizzabile che può variare tra lo 0,8% e il 3%.
A conferma del forte interesse del mercato verso l’agrivoltaico, il bando dedicato del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha registrato una partecipazione elevata. Alla chiusura della prima finestra nel settembre 2024, sono state presentate 643 richieste di finanziamento, per una potenza complessiva superiore a 1,7 GW e oltre 920 milioni di euro di contributi richiesti, a fronte di uno stanziamento pari a 1,1 miliardi di euro. In risposta all’elevata domanda e per garantire il pieno utilizzo delle risorse disponibili, nel 2025 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha riaperto i termini del bando fino al 30 giugno 2025, con l’obiettivo di sostenere la realizzazione di 1,04 GW di nuovi impianti agrivoltaici entro il 30 giugno 2026. Secondo gli aggiornamenti pubblicati nel corso del 2025, le procedure hanno portato alla selezione di oltre 700 progetti, per una capacità installabile complessiva prossima ai 2 GW, confermando l’agrivoltaico come pilastro strategico della transizione energetica nazionale e dell’innovazione in ambito agricolo.
Durante l’evento di Roma, particolare attenzione è stata dedicata all’impatto delle nuove disposizioni normative sull’individuazione delle aree idonee. La recente revisione del quadro regolatorio ha infatti ristretto significativamente le superfici considerate compatibili con l’installazione di impianti agrivoltaici. Un cambiamento che rischia di mettere in difficoltà alcune Regioni, compromettendo la possibilità di raggiungere gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili previsti dal decreto.
“L’agrivoltaico rappresenta una scelta strategica per il futuro del Paese - conclude Giulio Iucci, Vice Presidente di ANIE Federazione. “È la dimostrazione che la transizione ecologica può essere un percorso di equilibrio e non di contrapposizione, capace di generare sviluppo, tutela ambientale e coesione sociale. L’Italia ha tutte le competenze e le risorse per essere protagonista di questo cambiamento, a condizione che istituzioni, imprese e mondo agricolo lavorino insieme, con una visione condivisa e di lungo periodo.”
Con oltre 200 partecipanti, l’evento si è confermato come un importante punto di riferimento per un settore in rapida evoluzione, che guarda al 2030 con l’ambizione di contribuire in modo decisivo alla transizione ecologica del Paese.
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