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Osservatorio Digital Identity PoliMi: continua la diffusione in Italia di Spid e CIEID e si lavora all'IT Wallet

In Italia 41,5 milioni di identità SPID, 48,4 milioni di CIE e 9 milioni di CieID. 7 milioni di utenti hanno attivato “Documenti su IO”. Il 50% degli italiani usa un wallet delle BigTech, principalmente per le carte di pagamento. Il 49% degli italiani vorrebbe che il wallet per l’identità fosse erogato dal Governo.

Ricerche e Trend

Il 2025 è stato l’anno della “messa a punto” per gli EUDI Wallet in Europa, ma la strada per una piena diffusione e adozione è ancora lunga. In UE sono 22 i progetti di digital identity wallet, di cui 11 già operativi, ma nessuno è ancora certificato come EUDI Wallet conforme a eIDAS2, il regolamento che definisce un quadro comune per l'identità e l'autenticazione digitali. In parallelo, alcuni Paesi vicini, come Regno Unito e Svizzera, hanno scelto di allinearsi agli standard europei per garantire l’interoperabilità.

Mentre l'Europa lavora su più fronti per sperimentare soluzioni all’interno del perimetro normativo di eIDAS2, nel mondo altri wallet evolvono con velocità molto differenti. Alcuni Stati stanno stringendo partnership strategiche con le BigTech, che colgono l’occasione per potenziare e consolidare le loro soluzioni. In Giappone, ad esempio, Apple ha integrato la carta di identità nel proprio wallet, mentre negli USA Apple e Google hanno avviato la memorizzazione del passaporto, per ora utilizzabile solo per viaggi interni in alcuni aeroporti selezionati. Ci sono poi diversi progetti fuori dall’ambito governativo: si contano 110 digital identity wallet sviluppati da aziende private, spesso nati per gestire attributi di altra natura, come biglietti o carte di pagamento, e che ora prevedono la possibilità di memorizzare anche documenti di identità, seppur generalmente ancora privi di piena validità legale.

In questo scenario, in Italia continua lo sviluppo dell’IT Wallet pubblico, che sarà integrato all’interno dell’app IO. Al momento è attiva la funzionalità “Documenti su IO”, che a oggi conta 7 milioni di utenti e 11,7 milioni di documenti memorizzati. Si attendono invece le linee guida per lo sviluppo degli IT wallet privati. Prosegue in parallelo la crescita dei sistemi esistenti: 41,5 milioni di italiani hanno SPID, utilizzato complessivamente oltre 1 miliardo di volte in un anno, e 48,4 milioni la Carta di Identità Elettronica in corso di validità, di cui 9 milioni hanno attivato anche le credenziali digitali tramite l'app CieID. Per quest’ultimo, gli utilizzi digitali sono in crescita: a fine agosto 2025 si registravano 73,7 milioni di accessi, già superiori ai 71,4 milioni dell'intero 2024.

Guardando agli utenti, comincia a crescere la curiosità verso le novità introdotta da eIDAS2: l’EUDI Wallet interessa al 56% degli italiani (i più aperti all’uso di questo strumento tra i Paesi comparabili al nostro) e quasi un utente su due preferirebbe che il wallet in cui inserire i propri documenti di identità fosse erogato dal Governo o da un ente pubblico.
Sono alcuni dei risultati della ricerca dell'Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano.

“Il 2026 sarà l’anno in cui l’identità digitale europea passerà dalla sperimentazione alla realtà concreta, ma la piena adozione richiederà ancora tempo – commentaGiorgia Dragoni, Direttrice dell’Osservatorio Digital Identity -. Restano, infatti, tanti cantieri di lavoro aperti: dall'identificazione di credenziali a valore aggiunto da memorizzare nel wallet alla creazione di un ecosistema di servizi digitali e fisici dove queste possano essere effettivamente utilizzate, coinvolgendo attivamente aziende private e utenti”.

Nel percorso per la messa a punto dell’IT Wallet, l'Italia è impegnata nelle sperimentazioni dei consorzi europei e nello sviluppo del wallet pubblico quale evoluzione di  "Documenti su IO". A oggi,  7 milioni di utenti hanno attivato la funzionalità, memorizzando complessivamente 11,7 milioni di documenti (5,7 milioni di patenti, 5,9 milioni di tessere sanitarie e 100mila carte della disabilità). Parallelamente, AgID sta definendo le Linee Guida della convenzione per i wallet provider privati e si attendono l’integrazione di nuove credenziali e lo sviluppo di connettori informatici per l'utilizzo online dell’IT Wallet.

In attesa del nuovo wallet, CIE e SPID continuano a crescere. Ad oggi 48,4 milioni di cittadini possiedono una Carta di Identità Elettronica fisica in corso di validità, di cui 9 milioni hanno attivato anche le credenziali digitali tramite l'app CieID (il 16%), con un incremento del 48% rispetto al 2024. Gli utilizzi digitali sono in crescita: a fine agosto 2025 si registravano 73,7 milioni di accessi, già superiori ai 71,4 milioni dell'intero 2024.

A ottobre 2025 si contano 41,5 milioni di identità SPID attive per cittadini maggiorenni, l’82% della popolazione. Continuano ad aumentare in valore assoluto (+1,7 milioni nei primi 9 mesi del 2025), ma si stabilizzano gli utilizzi medi per utente: 2,7 accessi mensili da gennaio a settembre 2025, invariati rispetto allo scorso anno. Secondo la stima dell’Osservatorio, il sistema supererà complessivamente 1,3 miliardi di accessi annui nel 2025. SPID per minori, invece, al momento conta solo 44mila rilasci, lo 0,6% della popolazione in questa fascia d’età.

A inizio ottobre sono state rinnovate per ulteriori due anni le convenzioni con gli Identity Provider di SPID, un segnale importante di continuità. Il tema della sostenibilità del sistema resta aperto: alcuni gestori hanno annunciato l’introduzione di un costo annuale per gli utenti, a causa delle difficoltà nel raggiungere l'equilibrio economico mantenendo gli standard di servizio richiesti. Una strategia di convivenza e integrazione di SPID e CIE - almeno nel medio periodo - potrà garantire la piena accessibilità dei servizi digitali e accompagnare la transizione verso l’IT Wallet.

Sul fronte EUDI Wallet, invece, l'interesse degli italiani è significativo e si distingue nel panorama europeo: il 56% degli utenti è molto interessato (il 26% neutrale e il 18% contrario). Nel confronto con i principali Paesi europei l'Italia è in testa: in Spagna la quota di utenti molto interessati è pari al 49%, mentre Germania e Francia si fermano rispettivamente al 39% e al 37%.

Quasi un utente italiano su due (il 49%) preferirebbe che il wallet per i documenti di identità fosse erogato dal Governo o da un ente pubblico, anche se il 21% vorrebbe poi trasferire su altre app credenziali meno critiche, come ad esempio i biglietti di viaggio. Solo il 13% prediligerebbe soluzioni private (nello specifico l’8% offerte da aziende attive in questo settore, il 5% da BigTech), mentre il 21% non è proprio interessato a memorizzare documenti di identità in app di wallet.

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