▾ G11 Media Network: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...
InnovationCity

: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista

“Case green”: il contributo decisivo delle soluzioni digitali

La direttiva UE, che tanto fa discutere diversi governi, definisce lo Smart Readiness Indicator (SRI) come il motore della trasformazione digitale e sostenibile degli edifici. In primo piano anche i sistemi BACS e il Digital Building Logbook

Smart City / Smart Mobility

Gli edifici sono la maggior voce di consumo energetico nell’Unione Europea: circa il 40% degli utilizzi di energia, oltre la metà di quelli di gas (principalmente per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda per uso domestico), nonché il 35% delle emissioni di gas serra legate all'energia, sono riconducibili agli edifici, residenziali e non.

A fronte di questo, circa un terzo del parco immobiliare nell’Unione ha più di 50 anni, e quasi il 75% è inefficiente sotto il profilo energetico, mentre il tasso medio annuo di ristrutturazione energetica è solo dell'1 percento. È naturale quindi che l’UE si sia concentrata negli anni su studi e provvedimenti per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Uno degli esiti più recenti di questi sforzi è la cosiddetta “Direttiva case green”, cioè la Energy Performance of Buildings Directive (EPBD), approvata in via definitiva il 12 aprile 2024 (UE/2024/1275) ed entrata in vigore il 29 maggio. Da allora gli Stati membri hanno due anni per recepirla: per ora il governo italiano non ha ancora emesso i decreti attuativi per implementarla.

Gli obiettivi della direttiva case green

La direttiva case green è frutto di un lungo percorso iniziato 15 anni fa: è al suo quarto aggiornamento. Per questo è detta anche EPBD 4, o EPBD rivista o rafforzata. I suoi obiettivi sono molto ambiziosi: le emissioni di gas a effetto serra nell'edilizia devono ridursi di almeno il 60% entro il 2030 rispetto al 2015, e il parco immobiliare UE deve essere a emissioni zero entro il 2050. Per arrivarci, gli edifici residenziali devono ridurre il consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, mentre il 16% degli edifici non residenziali con le prestazioni peggiori andrà ristrutturato entro il 2030 e il 26% entro il 2033.

Inoltre dal 1º gennaio 2030 tutti i nuovi edifici devono essere a emissioni zero (non devono generare emissioni in loco da combustibili fossili), scadenza che per i nuovi edifici pubblici è anticipata di due anni, e dal 1° gennaio di quest’anno è vietato ogni incentivo per le caldaie a combustibili fossili.

La UE ha comunque specificato che la direttiva non introduce obblighi per i singoli proprietari di ristrutturare le proprie abitazioni. E neanche impone ai governi di adottare misure specifiche. Gli Stati membri possono arrivare agli obiettivi fissati tramite piani nazionali di ristrutturazione edilizia adattati alle specificità del loro parco immobiliare e territorio, prevedendo strumenti di finanziamento e incentivazione. Inoltre alcune categorie di edifici sono esentate: tra queste immobili inferiori a 50 mq, palazzi storici, edifici di culto o in zone protette, seconde case abitate meno di 4 mesi l’anno.

La digitalizzazione nell’edilizia

La direttiva “case green” sviluppa ovviamente molti altri elementi, tra cui l’introduzione di standard minimi di prestazione energetica per gli edifici esistenti, e una serie di disposizioni per eliminare gradualmente i combustibili fossili dal riscaldamento degli edifici e promuovere gli impianti a energia solare. Inoltre rafforza i sistemi di certificazione energetica introducendo i “passaporti energetici”, cioè tabelle di marcia che stabiliranno per ogni edificio le fasi di ristrutturazione per migliorare le prestazioni energetiche.

Qui però ci concentriamo sul contributo delle tecnologie digitali per realizzare gli obiettivi della direttiva. Notoriamente il settore costruzioni è lento nell’innovazione, ma la digitalizzazione inizia a incidere anche qui. I sistemi di controllo, raccolta e analisi dei dati, l’automazione, l’AI e tecnologie digitali come Building Information Modeling (BIM), Digital Twin, IoT, robotica, droni, Realtà Virtuale e Aumentata, stampa 3D, stanno cambiando profondamente la progettazione, costruzione, gestione e uso degli edifici. In particolare, in ambito “case green”, l’integrazione di BIM, Digital Twin e algoritmi di intelligenza artificiale, attualmente in fase embrionale, apre la strada a sistemi molto più precisi di ottimizzazione del consumo energetico degli edifici.

Case green”: tre soluzioni digitali

Per ora la direttiva “case green” attribuisce un ruolo fondamentale soprattutto a tre soluzioni digitali:

- i Building Automation Control Systems (BACS), i sistemi di monitoraggio e automazione di tutti i sistemi di un edificio e relative funzioni (riscaldamento, ventilazione, raffreddamento, acqua calda, illuminazione, ecc.);

- il Digital Building Logbook, ossia registro digitale degli edifici;

- lo Smart Readiness Indicator (SRI), un indicatore per misurare la capacità di un edificio di migliorare le sue prestazioni energetiche attraverso tecnologie digitali e AI.

Per quanto riguarda i BACS, secondo uno studio promosso dall’associazione EU.BAC citato nel recente Osservatorio MIBA, l’introduzione della direttiva EPBD favorirà investimenti nel settore di 7,4 miliardi di euro l’anno sino al 2026 a livello europeo e, considerando che il patrimonio edilizio italiano è circa il 12% di quello europeo, di circa un miliardo l’anno in Italia. Dopo questo forte investimento iniziale, che consentirà di equipaggiare la maggior parte degli edifici pubblici con sistemi BACS, gli investimenti a livello nazionale si stabilizzeranno a circa 500 milioni l’anno fino al 2030 e poi, nel lungo periodo, a circa 60-100 milioni l’anno.

Il Digital Building Logbook è una sorta di “database dell’edificio”, cioè un archivio di tutti i dati che lo riguardano. In particolare conterrà tutti i dati relativi all’uso di energia, tra cui anche i certificati di prestazione energetica, i passaporti energetici, gli SRI. Ha lo scopo di facilitare il processo decisionale e la condivisione delle informazioni nel settore edilizio, nonché tra i proprietari e gli occupanti degli edifici, gli istituti finanziari e gli enti pubblici. Quanto allo SRI, addirittura è definito dalla UE il motore della trasformazione digitale e sostenibile degli edifici, e dovrebbe diventare una sorta di “certificato dinamico” dell’efficienza energetica dell’edificio.

Per definizione lo SRI deve misurare la capacità dell’edificio di usare le tecnologie digitali e AI per eseguire 3 funzionalità chiave: ottimizzare l'efficienza energetica e le prestazioni complessive, adattare il funzionamento alle esigenze dell'occupante, adattarsi ai segnali delle reti energetiche a cui è collegato. Più precisamente, lo SRI deve valutare le prestazioni dei servizi smart dell’edificio in 9 settori tecnici - riscaldamento, raffreddamento, acqua calda sanitaria, ventilazione, illuminazione, involucro dinamico dell'edificio, elettricità, ricarica dei veicoli elettrici, monitoraggio e controllo - sulla base di 7 impatti desiderati (efficienza energetica, manutenzione e previsione dei guasti, comfort, convenienza, salute, benessere e accessibilità, informazioni agli occupanti, flessibilità energetica e stoccaggio).

Edilizia, l’efficienza energetica non è solo tutela dell’ambiente

Tutto ciò richiederà la definizione di un framework per il calcolo del SRI, e soprattutto di una nuova categoria di soluzioni digitali, con sistemi di raccolta dei dati e appositi software di analytics, in grado di elaborare il tutto e produrre in output una classe SRI complessiva e un punteggio SRI per l’edificio. A tal fine, la Commissione Europea ha iniziato a contribuire alla definizione di un approccio di attuazione dello SRI con alcuni studi, che hanno portato a una prima metodologia di calcolo, poi testata su 112 edifici a livello europeo. Ne è emerso che l’implementazione di uno SRI comune nel settore edile dell’Unione Europea potrebbe portare a un risparmio energetico superiore al 5% entro il 2050, sbloccare investimenti per 181 miliardi di euro in 30 anni ed evitare ogni anno fino a 32 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra.

Più in generale, sottolinea la UE nella presentazione della direttiva “case green”, migliorare la prestazione energetica degli edifici non solo tutela l’ambiente e riduce le bollette energetiche, ma rende anche l’Europa più indipendente, e va a beneficio della salute e del benessere dei cittadini. Inoltre gli investimenti nell’efficienza energetica contribuiscono a stimolare l’economia, a sostenere i settori industriali dell’UE e a creare più posti di lavoro verdi. Il settore edile contribuisce per circa il 9,6% al valore aggiunto della UE e impiega quasi 25 milioni di persone in circa 5,3 milioni di imprese.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
Iscriviti alla nostra Newsletter Gratuita. Iscriviti
Rimani sempre aggiornato, seguici su Google News! Seguici

Related news

Ultime Notizie

Intred porta la fibra ottica in oltre 180 scuole della provincia di Milano grazie al Bando Scuola 2

Il Bando Scuola 2, finanziato e promosso dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio grazie ai fondi del PNRR, ha permesso di connettere oltre 1.200 scuole che erano rimaste escluse dal precedente Bando. Con le ultime attivazioni, sono stati connessi oltre il 90% degli istituti della Provincia di Milano compresi nel Bando Scuola 2, a cui si aggiungono le 980 scuole già collegate nel territorio milanese nell’ambito del Bando Scuola 1.

25-02-2026

Dissalazione a impatto zero: dal Politecnico di Torino la tecnologia che usa alghe e calore di scarto

Una ricerca del Politecnico di Torino introduce un’innovazione nei processi di dissalazione: l’impiego di un derivato delle alghe brune per la produzione idrica tramite il recupero di calore a bassa temperatura, attualmente disperso nei cicli industriali.

24-02-2026

Droni e mobilità aerea: il mercato italiano cresce del 5% e tocca i 168 milioni di euro

Gli ultimi dati rilasciati dall'Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata PoliMi: il 95% del mercato è generato dalle Aerial Operations, il 5% dall’Innovative Air Mobility & Delivery. Il numero di imprese torna a crescere (675), per la prima volta dopo cinque anni.

24-02-2026

CONI-CONAI, intesa per migliorare la sostenibilità negli eventi sportivi

"Portare riciclo, linee guida ambientali e buone pratiche all’interno degli impianti e nelle nostre manifestazioni significa trasformare ogni evento in un’occasione di responsabilità condivisa" sottolinea il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio.

23-02-2026

Notizie più lette

1 Milano sempre più smart city con la mobilità verticale: Kone contribuisce con 140 tra nuovi ascensori e scale mobili

I giochi invernali accelerano la trasformazione del capoluogo lombardo grazie a un vasto piano di riqualificazione che vede la multinazionale finlandese protagonista. Il progetto ha coinvolto il Villaggio Olimpico e l’Ice Hockey Arena Santa Giulia, lasciando un’eredità duratura oltre l’evento sportivo, oltre a 17 stazioni della metro M3. L’obiettivo è “rendere le città sempre più smart e vivibili”, evitando opere destinate a esaurirsi con i grandi eventi.

2 Sette siti olimpici su un'area di 22mila km quadrati, a Milano-Cortina 2026 si celebrano le prime 'Olimpiadi Diffuse'

Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige ospitano sette sedi di gara, dislocate in quattro cluster principali: Milano, Cortina d'Ampezzo, Valtellina (Bormio e Livigno) e Val di Fiemme (Predazzo e Tesero). A queste si aggiungono le località specifiche per il biathlon (Anterselva), in Alto Adige, nel comprensorio della Val Pusteria, mentre la cerimonia di chiusura avverrà all'Arena di Verona, il prossimo 22 febbraio.

3 Auto elettriche, gli incentivi solo se il 70% della componentistica sarà europea

Lo prevede l'Industrial Accelerator Act (ICT) che sarà pubblicato il prossimo 25 febbraio. I veicoli dovranno essere assemblati in UE ed avere almeno il 70% della componentistica, esclusa la batteria, fabbricata in uno stato dell'Unione, ma anche la batteria dovrà avere componentistica europea.

4 Lombardia: un nuovo Cluster per spingere l'innovazione nel Made in Italy cosmetico

La rete regionale conta oggi nove Cluster già riconosciuti, ciascuno attivo su un ambito tecnologico strategico per la competitività e il tessuto industriale lombardo.

Iscriviti alla nostra newsletter

Join our mailing list to get weekly updates delivered to your inbox.

Iscriviti alla newsletter

www.innovationcity.it - 8.3.23 - 4.6.4