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Lotta alla crisi del kiwi: la collaborazione Plantvoice-Salvi Vivai punta sull'innovazione

Il kiwi italiano è uno dei frutti maggiormente esportati nel mondo, con circa 300.000 tonnellate destinate ai mercati esteri, per un valore di circa 400 milioni di euro.

AgriFoodTech

Nel cuore dell’Agro Pontino è nata la partnership tra Plantvoice - società benefit con sede a Bolzano e Verona, che ha brevettato una tecnologia sensoristica in grado di misurare in tempo reale la composizione elettrochimica della linfa delle piante - e Salvi Vivai – azienda ferrarese leader nella produzione vivaistica e nella ricerca agronomica – per affrontare una delle sfide più critiche per l’agricoltura italiana: la gestione dello stress radicale e della moria del kiwi, fenomeno che negli ultimi anni ha compromesso rese e qualità dei raccolti. Il progetto, avviato nella primavera del 2023, ha visto l’installazione delle sonde brevettate Plantvoice negli impianti di kiwi giallo G3 dell’azienda Salvi a Latina, distribuiti su due appezzamenti con due diversi portainnesti, al fine di avviare un monitoraggio avanzato per analizzare lo stato fisiologico del kiwi e migliorare la gestione delle risorse idriche e nutrizionali.

Secondo i dati di CSO Italia, il kiwi rappresenta una coltura strategica per l’agricoltura italiana, con oltre 25.000 ettari coltivati e una produzione media di circa 400.000 tonnellate l’anno. I principali areali produttivi sono concentrati in Lazio (33% della produzione), seguito da Piemonte (17%), Emilia Romagna (15%), Calabria (11%) e Veneto (10%). La filiera del kiwi continua a rappresentare un settore strategico per l’agricoltura italiana, con una produzione che ha un valore complessivo di circa 2 miliardi di euro. Il kiwi italiano è uno dei frutti maggiormente esportati nel mondo, con circa 300.000 tonnellate destinate ai mercati esteri, per un valore di circa 400 milioni di euro. Le principali destinazioni di esportazione sono la Germania (15%), la Spagna (11%), la Francia (9%), gli Stati Uniti (7%) e la Polonia (5%). Nonostante il calo produttivo, il kiwi italiano si conferma un pilastro del mercato ortofrutticolo globale, rappresentando il terzo produttore mondiale, preceduto solo dalla Cina e dalla Nuova Zelanda. 

A causa della moria del kiwi, un fenomeno legato principalmente a stress radicali e squilibri idrici, la produzione di kiwi ha subito nell’ultimo decennio un calo importante, passando da oltre 570.000 tonnellate nel 2015 a circa 277.000 tonnellate nel 2024/25, a fronte di un potenziale produttivo che potrebbe raggiungere le 600.000 tonnellate. Questo calo è attribuibile a condizioni climatiche instabili, come siccità e piogge irregolari, ma anche a patologie radicali che indeboliscono la pianta e riducono la produttività. L'adozione di tecnologie agricole 4.0, un mercato che nel 2024 ha raggiunto un valore di 2,3 miliardi di euro (fonte: Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano), risulta quindi fondamentale per garantire la competitività del settore e sfruttare il suo pieno potenziale.

La collaborazione tra Plantvoice e Salvi Vivai, grazie all’utilizzo di una tecnologia sensoristica all’avanguardia, ha permesso di analizzare e comprendere come le piante dei due appezzamenti reagissero ai diversi regimi irrigui e alle condizioni ambientali, offrendo agli agronomi di Salvi Vivai dati concreti e continui per ottimizzare le scelte colturali. I sensori di Plantvoice sono stati inseriti direttamente nel fusto della pianta di kiwi giallo G3 permettendo di misurarne la composizione elettrochimica della linfa, restituendo un quadro preciso dello stato idrico e nutrizionale in tempo reale.

Grazie a questa tecnologia è stato possibile correlare i dati fisiologici con gli eventi irrigui, le precipitazioni e le condizioni meteo. Le piante monitorate hanno mostrato variazioni nette nella risposta ai diversi livelli di irrigazione (30% e 100%), evidenziando come non sia solo la quantità d’acqua nel suolo a determinare la salute della coltura, ma la capacità della pianta di assorbirla e utilizzarla in modo efficiente. Durante la stagione autunnale, le sonde hanno registrato con estrema precisione il cambiamento di stato dovuto alla defogliazione, tracciando il progressivo calo dei valori elettrochimici fino al ripristino post-sostituzione del sensore. Un livello di sensibilità che nessun sistema esterno al fusto era mai riuscito a raggiungere. 

L’integrazione dei dati fisiologici con i parametri climatici e di campo - temperatura, umidità, pluviometria, anemometria - ha permesso inoltre di costruire un modello decisionale completo, capace di supportare una gestione più efficiente della fertirrigazione. Il monitoraggio continuo ha consentito di mantenere elevati standard qualitativi della produzione, preservando forma, colore, dimensione e qualità organolettiche dei frutti anche a fine stagione, e garantendo produttività costante in termini di kg per pianta. Parallelamente, l’ottimizzazione dei regimi irrigui e nutrizionali ha permesso di ridurre fino al 30% l’uso di acqua, senza compromettere resa e qualità.

Il monitoraggio sul kiwi giallo G3 della filiera Zespri a Latina rappresenta un passo strategico verso un’agricoltura più predittiva, sostenibile e redditizia, in cui ogni litro d’acqua e ogni intervento sono guidati da evidenze fisiologiche. “Il nostro obiettivo non è sostituire l’esperienza dell’agricoltore, ma darle una nuova dimensione: quella interna alla pianta” – spiega Tommaso Beccatelli, co-founder di Plantvoice. “La linfa racconta ogni giorno come la coltura vive, respira e reagisce. Noi diamo voce a questo racconto.” “La collaborazione con Salvi Vivai rappresenta un passo importante per la validazione agronomica della nostra tecnologia” – prosegue Matteo Beccatelli, CEO e co-founder di Plantvoice. “Analizzando la linfa, possiamo conoscere lo stato fisiologico della pianta in tempo reale e fornire strumenti di supporto alle decisioni basati su dati oggettivi. È un modo nuovo di fare agricoltura, più consapevole, produttivo e sostenibile.”

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