Un piano strategico che trasforma le competenze accademiche in soluzioni concrete per le imprese: 19 nuovi progetti di ricerca coinvolgeranno 91 professionisti in ambiti chiave per la competitività del territorio.
Il Veneto accelera sul fronte dell'innovazione tecnologica con un investimento regionale di quasi 4 milioni di euro destinato a dare continuità e valore operativo all'Ecosistema dell'Innovazione iNEST. Il progetto, nato originariamente nell'ambito del PNRR, viene ora rafforzato dalla Regione per creare un ponte diretto tra i laboratori universitari e il tessuto produttivo. L'intervento finanzia 19 progetti di ricerca che coinvolgono direttamente 91 profili altamente qualificati - tra cui 30 post-doc, 57 ricercatori e 4 contratti di ricerca - coprendo settori nevralgici della Strategia di Specializzazione Intelligente regionale: dallo Smart Manufacturing alla salute, dall'energia all'agroalimentare tecnologico fino alla creatività digitale.
L'obiettivo dichiarato dall'assessore allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, è trasformare la ricerca accademica in una vera e propria politica industriale. La Regione mira a sbloccare il potenziale inespresso del vasto patrimonio di brevetti e competenze sviluppato dagli atenei veneti, facilitando un incontro strutturato tra la domanda di innovazione delle imprese e l'offerta scientifica universitaria. In questa direzione, a settembre verrà organizzato un evento dedicato per favorire il trasferimento tecnologico, consolidando il lavoro del Tavolo permanente istituito tra Regione e sistema universitario per costruire una strategia regionale della ricerca solida e condivisa.
La visione della Regione non si limita al finanziamento dei singoli progetti, ma punta alla creazione di un ecosistema capace di trattenere i talenti sul territorio. Per contrastare la fuga di cervelli, l'ente sta lavorando per rafforzare le filiere ad alta intensità tecnologica, mappando le eccellenze venete in settori strategici come l'aerospazio, la microelettronica, il biomedicale e la biochimica. L'idea è favorire la crescita di imprese tecnologicamente avanzate che possano assorbire la produzione di ricerca locale, offrendo prospettive professionali di alto livello.
Questo impegno interistituzionale, che unisce scienze ingegneristiche, ambientali e agronomiche, rappresenta un passo fondamentale verso la prossima programmazione europea. Attraverso il sostegno a iNEST e la creazione di una rete interistituzionale tra università ed enti di ricerca del Nord-Est, il Veneto si candida a diventare un laboratorio permanente per la competitività, dove l'innovazione non è solo una sfida scientifica, ma il motore principale per garantire lo sviluppo economico, l'occupazione qualificata e la capacità di rispondere con prontezza alle trasformazioni globali.
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