▾ G11 Media Network: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...
InnovationCity

Dagli scarti di pomodoro e olive nascono i biopolimeri del futuro

Con un budget di 5,6 milioni di euro, il progetto unisce biocatalisi e intelligenza artificiale per convertire i residui agroalimentari del Mediterraneo in materiali avanzati per automotive, tessile e packaging con una riduzione della CO2 del 50%.

AgriFoodTech

Fonte: Immagine generata con AI

Trasformare gli scarti agroalimentari del bacino del Mediterraneo in materiali avanzati per l'industria manifatturiera del futuro è la sfida ecologica e industriale al centro di POLYMERS-5B, il progetto europeo finanziato dalla Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (CBE JU). La ricerca è tra i protagonisti di EUBCE 2026, la prestigiosa Conferenza ed Esposizione Europea sulle Biomasse in corso all'Aia, nei Paesi Bassi, dove si radunano i massimi esperti internazionali di bioeconomia. In occasione del simposio, la società NSBProject, che partecipa al consorzio in qualità di Innovation Broker, presenta i più recenti avanzamenti scientifici e i risultati dell'analisi competitiva condotta attraverso una metodologia proprietaria basata sull'intelligenza artificiale, pensata per traghettare l'innovazione dai laboratori universitari direttamente verso il mercato.

La piattaforma tecnologica di POLYMERS-5B, un programma quadriennale da 5,6 milioni di euro che unisce 12 partner europei sotto il coordinamento dell'Istitituto IST-ID di Lisbona, ha già raggiunto il Technology Readiness Level 5 (TRL5), completando con successo la produzione pilota riproducibile in lotti fino a 15 chilogrammi. A differenza delle bioplastiche tradizionali di prima generazione, che utilizzano colture dedicate sottraendo suolo agricolo alla produzione di cibo, questo modello sfrutta esclusivamente biomasse di seconda generazione, come i residui della filiera dell'olio d'oliva, gli scarti dell'industria del pomodoro e le biomasse lignocellulosiche. I dati scientifici validati certificano prestazioni eccezionali: i nuovi poliesteri bio-based garantiscono una riduzione dell'impronta carbonica fino al 50% rispetto agli equivalenti di origine fossile, vantano un'elevata stabilità termica con una temperatura di transizione vetrosa pari o superiore a 80°C e mostrano proprietà meccaniche strutturali, espresse da un Modulo di Young di circa 2 GPa, che li rendono perfettamente comparabili e sostituibili alle plastiche petrolchimiche tradizionali.

Il fulcro della presentazione all'EUBCE riguarda l'individuazione delle macro-aree industriali in cui questi nuovi materiali circolari possono esprimere la massima competitività economica senza richiedere compromessi prestazionali. Attraverso il motore di intelligence C-Tech Navigator di NSBProject, i ricercatori hanno mappato il panorama europeo dei biomateriali identificando un vero e proprio vuoto di mercato non presidiato dalle tecnologie concorrenti già esistenti, come il PEF, relegato quasi solo al packaging rigido delle bevande, o i PHA, ottimi per biodegradabilità ma fragili di fronte ai trattamenti termici industriali. I polimeri di POLYMERS-5B si collocano efficacemente in questo spazio commerciale, candidandosi come sostituti ideali nella produzione di componenti interni e pannelli per l'automotive, filati ad alta tenacità per il tessile tecnico, packaging flessibile e film barriera per alimenti, oltre a resine e rivestimenti funzionali per il settore dell'arredo e del design.

La transizione verso questa manifattura circolare poggia su basi chimiche rivoluzionarie, sviluppate dal team del professor Luis Fonseca dell'Università di Lisbona, che impiegano processi di polimerizzazione enzimatica e chimica verde operanti in condizioni ambientali blande, riducendo drasticamente l'uso di solventi e sostanze chimiche aggressive secondo i severi principi europei di sicurezza e sostenibilità biologica fin dalla progettazione. Sbloccare il potenziale di questa tecnologia significa poter attingere a un bacino immenso di materia prima seconda, considerando che in Europa vengono generate ogni anno circa 120 milioni di tonnellate di scarti agroalimentari oggi quasi interamente inutilizzati. POLYMERS-5B si inserisce così strategicamente nel solco del Green Deal, dimostrando come la mappatura predittiva dei mercati e la valorizzazione dei residui agricoli locali possano dare vita a filiere industriali indipendenti, capaci di azzerare la dipendenza dai combustibili fossili e generare reale valore economico per l'economia continentale.

Tag correlati

Esplora altri articoli su questi argomenti

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato

Related news

Ultime Notizie

Rinnovabili in Italia, per il 75% delle imprese l'incertezza normativa è il principale ostacolo allo sviluppo del settore

Diffusi i risultati della survey di ANIE Rinnovabili. Regole stabili, autorizzazioni più rapide e infrastrutture adeguate le priorità indicate dalla filiera.

10-06-2026

Fusione inerziale: alla NIF raggi gamma record da primo esperimento a guida italo-tedesca

Un consorzio internazionale converte energia in radiazione con un'efficienza dieci volte superiore grazie all'uso di materiali avanzati a bassa densità.

09-06-2026

Innovazione in Europa: Lombardia leader in Italia, ma il Mezzogiorno resta a guardare

Il nuovo "Regional Innosystem Index 2026" di TEHA Group fotografa un’Europa a più velocità, dove le regioni italiane mostrano una capacità innovativa elevata nel Nord, ma faticano a colmare il distacco dal Mezzogiorno e dai leader continentali in settori chiave come talento e capitale umano.

09-06-2026

Apple svela Siri AI, la nuova era dell'assistenza virtuale basata su Apple Intelligence

Più naturale nelle conversazioni e perfettamente integrata nell'ecosistema, la nuova Siri è in grado di comprendere il contesto personale dell'utente e introduce l'intelligenza visiva. Però su iPhone e iPad non arriverà in Europa.

09-06-2026

Notizie più lette

1 Progetto Etifor-Università di Padova. La prima carne da allevamento rigenerativo arriva al ristorante

In un ristorante padovano è possibile gustare la prima carne da allevamento rigenerativo, un progetto gestito scientificamente dallo spin-off dell’Università di Padova Etifor.

2 La UE lancia pacchetto "sovranità tech" ovvero Chips Act 2.0 e nuove misure per l'espansione del Cloud e AI in Europa

L'obiettivo globale è ridurre la dipendenza dalle forniture di Paesi terzi, in particolare USA e Cina. Tra gli obiettivi primari c'è anche il potenziamento della produzione UE di semiconduttori e l'aumento delle capacità dei datacenter domestici nonchè l'aspetto energetico.

3 Europa e nuovo Chips ACT. Il commento della Fondazione Chips-IT

Secondo Carlo Reita, direttore della Fondazione, il Chips ACT 2.0 offre ancora delle possibilità di sviluppo per tutta la filiera, dai materiali ai macchinari di produzione e test, dalla progettazione alla fabbricazione e al packaging dei chip, alla loro integrazione nei settori industriali critici per il paese: automotive, aerospazio e difesa, intelligenza artificiale.

4 Microsoft Scout, l’assistente AI che porta la potenza di OpenClaw nel mondo 365

Ispirato al celebre progetto OpenClaw, il nuovo assistente di Microsoft promette un'esperienza altamente personalizzata, capace di apprendere abitudini e abilità per automatizzare il lavoro quotidiano in sicurezza.

Iscriviti alla nostra newsletter

Join our mailing list to get weekly updates delivered to your inbox.

Iscriviti alla newsletter

www.innovationcity.it - 8.5.0 - 4.6.4