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Impulsi elettrici ultra-brevi aprono nuove strade per riparare i tessuti danneggiati, superando i limiti dei trapianti cellulari tradizionali.
Una ricerca coordinata da ENEA, nell'ambito del progetto europeo RISEUP, ha rivelato che è possibile determinare il futuro delle cellule staminali utilizzando impulsi elettrici mirati. Gli studi, pubblicati su prestigiose riviste scientifiche, dimostrano che l'applicazione di impulsi elettrici ultra-brevi (PEF) può orientare le cellule verso la proliferazione o il differenziamento in tessuti specifici come ossa, neuroni o grasso. Questa scoperta rappresenta un punto di svolta per la medicina rigenerativa, poiché offre una soluzione a uno dei problemi principali del settore: l'elevata mortalità delle cellule staminali subito dopo il trapianto.
Il cuore della strategia risiede nell'elettroporazione, una tecnica che utilizza campi elettrici per creare microscopici pori temporanei nella membrana cellulare. I ricercatori hanno scoperto che questi impulsi, della durata di appena 100 microsecondi, innescano delle oscillazioni di calcio all'interno della cellula che funzionano come un vero e proprio centro di comando. Regolando la frequenza di queste oscillazioni, è possibile decidere se mantenere le cellule in uno stato di crescita (proliferazione) per assicurarne la sopravvivenza nel tessuto lesionato, o se trasformarle nelle cellule specializzate necessarie alla guarigione.
L'aspetto rivoluzionario di questo approccio è l'integrazione tra una tecnica fisica consolidata e la biologia cellulare. Mentre l'elettroporazione è già usata per veicolare farmaci o distruggere tumori, l'uso di impulsi a intensità moderata per controllare il destino cellulare è un risultato inedito. Grazie a questa "guida elettrica", gli scienziati possono ora sperare in trapianti più efficaci e sicuri, riducendo la dipendenza da strutture di supporto esterne (scaffold) e migliorando drasticamente la capacità delle staminali di rigenerare i tessuti umani danneggiati.
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