Per l’OIPA, l'Organizzazione Internazionale Protezione Animali, questa è la dimostrazione che la scienza è in grado di progredire senza il coinvolgimento di animali.
E' stato sviluppato il primo polmone umano su chip, in grado di riprodurre fedelmente i movimenti respiratori e le patologie dell’organo e per questo rivoluzionario dal punto di vista della ricerca scientifica. Un progresso importantissimo, che l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) accoglie come la dimostrazione che la scienza è in grado di progredire senza il coinvolgimento di animali.
Un’innovazione a opera di un gruppo di ricercatori del Francis Crick Institute e dell’azienda biotecnologica AlveoliX, a cui è stato dedicato uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances. Siamo di fronte a un modello di polmone umano su chip realizzato a partire da cellule staminali umane: una tecnologia che permette di studiare le patologie e testare le sostanze in modo più affidabile rispetto ai modelli animali, da sempre considerati poco predittivi per l’essere umano.
“Questa è la dimostrazione di quanto sia anacronistico e perfino svantaggioso dal punto di vista scientifico continuare sulla strada della sperimentazione animale. La scienza ormai ci conferma che esistono strumenti di ricerca più efficaci, che offrono risultati più affidabili per l’essere umano ed eticamente sostenibili” racconta Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia.
Alla luce di questa innovazione, il recente passo indietro sul divieto di sperimentazione animale per le sostanze di abuso e per il trapianto di organi tra diverse specie, appare ancora più controverso: nel 2026 è doveroso – oltre che possibile – sostenere e portare avanti studi di ricerca all’avanguardia, che si appoggino a tecniche moderne, abbandonando metodi eticamente inaccettabili.
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