▾ G11 Media Network: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...
InnovationCity

: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista

Dissalazione a impatto zero: dal Politecnico di Torino la tecnologia che usa alghe e calore di scarto

Una ricerca del Politecnico di Torino introduce un’innovazione nei processi di dissalazione: l’impiego di un derivato delle alghe brune per la produzione idrica tramite il recupero di calore a bassa temperatura, attualmente disperso nei cicli industriali.

Transizione Energetica / Sostenibilità

La disponibilità di acqua dolce sta diventando uno dei temi più urgenti del nostro tempo, anche per l’Europa e per l’Italia. Le ondate di calore, le siccità sempre più frequenti e l’aumento della domanda idrica stanno mettendo sotto stress fiumi, invasi e falde, mentre in molte aree costiere l’acqua di mare resta una risorsa enorme ma ancora difficile da trasformare in acqua potabile in modo sostenibile. 

Ladissalazione è già oggi unatecnologia strategica, ma richiede spesso ingenti quantità di energia elettrica o calore ad alta temperatura, con costi, impatti e complessità che ne limitano la diffusione su larga scala. Proprio per affrontare questi limiti, un nuovo studio del Politecnico di Torino, pubblicato sulla prestigiosa rivistaCell Reports Physical Science, propone un’innovazione nello stato dell’arte della dissalazione termica: un materiale ottenuto da alghe brune, in grado di produrre acqua dolce valorizzando anche il calore a bassa temperaturache oggi, in molti processi industriali, viene semplicemente disperso.

Da anni lavoriamo su tecnologie che mettano insieme acqua ed energia in modo intelligente– spiega Eliodoro Chiavazzo, docente del Dipartimento Energia-DENERG del Politecnico di Torino (laboratorio SMaLL) e coordinatore della ricerca –. La domanda è semplice: quanta energia stiamo perdendo ogni giorno sotto forma di calore a bassa temperatura, e quanto valore potremmo ricavarne? Se trasformiamo anche solo una parte di quel calore per produrre acqua dolce, apriamo una strada nuova per la resilienza idrica, soprattutto dove l’accesso all’energia elettrica non è scontato o dove i costi energetici rendono le soluzioni tradizionali meno praticabili”. 

La dissalazione non è infatti solo una questione idrica: è un processo energivoro, e la possibilità di alimentarlo con calore a bassa temperatura cambia le regole del gioco perché trasforma una fonte spesso inutilizzata in una risorsa. In pratica, significa immaginare impianti in cui una parte dell’energia termica oggi dissipata venga recuperata e utilizzata per produrre acqua dolce, riducendo il fabbisogno elettrico e migliorando il bilancio complessivo di sostenibilità.

La ricerca ruota attorno ad un protagonista inatteso: un idrogel di alginato di calcio, materiale bio-derivato a base di alginati presenti naturalmente nelle pareti cellulari delle alghe brune. In laboratorio gli autori lo hanno realizzato sotto forma di piccole sfere con una proprietà cruciale per la dissalazione termica di nuova generazione: sono infatti capaci di assorbire rapidamente grandi quantità di vapore acqueo e di rilasciarlo quindi in modo controllato quando viene fornito calore. 

Il mio lavoro si è concentrato sulla sintesi del materiale e sui test sperimentali – racconta Matteo Calò, dottorando al DENERG e primo autore dello studio –Quello che ci ha colpito è la combinazione di prestazioni elevate e sostenibilità. In condizioni tipiche (30° gradi e 70% di umidità relativa), questo idrogel assorbe fino a 1,28 grammi di acqua per grammo di materiale. Si tratta di un valore nettamente superiore a quello di sorbenti comuni, come i silica-gel o altri materiali innovativi attualmente in fase avanzata di studio, che nelle stesse condizioni si fermano a meno della metà di questa capacità. Questo aspetto è cruciale: maggiore è l’acqua caricata dal materiale, più veloce è il processo con cui avviene, e maggiore è l’acqua purificata che possiamo produrre”.

Per comprendere la portata di questo risultato, occorre guardare alla dissalazione non come a una tecnologia unica, ma come a un insieme di soluzioni diverse, ciascuna con caratteristiche, vantaggi e limiti specifici. La più nota è l’osmosi inversa, estremamente efficace e oggi molto diffusa, che però richiede energia elettrica e impianti in grado di gestire alte pressioni, con sistemi spesso complessi da manutenere. Esistono poi approcci termici che separano il sale facendo evaporare e successivamente ricondensare l’acqua, ma in genere necessitano di sorgenti di calore a temperature più elevate, quindi più costose o meno facilmente disponibili. Il lavoro del Politecnico punta invece su una via emergente: la dissalazione basata su adsorbimento, che può operare a temperature decisamente più basse, trasformando in risorsa quel calore “di scarto” che abbonda nell’industria, in alcuni impianti energetici e, sempre più spesso, anche in infrastrutture moderne.

Il principio è intuitivo, anche se realizzarlo in modo efficiente ed economico richiede ricerca e ingegneria. In una camera sotto vuoto l’acqua salata evapora anche a temperature moderate; il vapore viene catturato dall’idrogel; poi, scaldando il materiale, il vapore viene rilasciato e fatto condensare come acqua dolce in un’altra zona del sistema, dove può essere raccolto. In questo passaggio il sale resta indietro, nella soluzione di partenza: un modo diverso di “separare” acqua e sale, che non punta a forzare l’acqua attraverso una membrana ad alta pressione, ma a guidare un ciclo di evaporazione, cattura e rilascio del vapore a bassa temperatura.

La novità più concreta e promettente in ottica applicativa riguarda le prestazioni del prototipo sperimentale, che ha dimostrato la capacità di produrre acqua dolce già con una sorgente a 45 °C. Si tratta di unatemperatura molto comune: è quella di molti flussi di calore residuo industriale, di alcune soluzioni solari termiche a bassa temperatura e di diverse applicazioni in cui oggi il calore viene semplicemente dissipato. In condizioni ottimali, con una sorgente a 60 °C, gli autori riportano una produttività giornaliera specifica di circa 6 metri cubi di acqua al giorno per tonnellata di materiale impiegato, collocando il sistematra le soluzioni più interessanti per applicazioni di piccola scala alimentata da calore a temperature moderate. Anche l’efficacia della separazione è stata confermata: a partire da un’acqua con salinità paragonabile a quella marina, si raggiunge una rimozione del sale superiore al 99%. 

In questo contesto emerge un aspetto centrale dal punto di vista energetico: quando un sistema è alimentato da calore a bassa temperatura, la vera opportunità non consiste soltanto nella produzione di acqua dolce, ma nella possibilità di integrarla con altri usi termici, aumentando l’efficienza complessiva dell’impianto. La dissalazione può così diventare parte di un’architettura di “multi-generazione”, in cui una stessa sorgente termica alimenta più servizi in modo sinergico. “Dal punto di vista energetico, l’aspetto interessante è l’integrazione– osserva Calò –. Se hai una sorgente di calore a bassa temperatura, puoi pensare a un sistema capace di produrre acqua dolce e, al tempo stesso, contribuire a servizi come il raffrescamento, migliorando il fattore di utilizzo del calore disponibile”.

Il collegamento con il raffrescamento è particolarmente attuale, perché la domanda di freddo sta crescendo in molte aree del mondo proprio a causa dell’aumento delle temperature. In diversi contesti, soprattutto in regioni costiere calde, i bisogni di acqua dolce e di raffrescamento crescono insieme. Le tecnologie basate su adsorbimento sono interessanti anche per questo: possono essere impiegate non solo per la dissalazione, ma anche per cicli di raffrescamento termicamente attivati, riducendo il ricorso a compressori elettrici nelle ore più critiche.

Quando si confrontano tecnologie, è fondamentale partire dai vincoli reali: energia disponibile, manutenzione, infrastrutture, impatto ambientale e contesto d’uso– sottolinea Vincenzo Gentile, ricercatore del DENERG e coautore dello studio –In questo lavoro abbiamo ragionato in modo non troppo diverso da quanto si fa nel riciclo dei rifiuti, provando a rivalorizzare qualcosa che per decenni è stato considerato uno scarto, se non addirittura un problema da smaltire, ovvero il calore disperso nei processi industriali”.

Questo lavoro è anche un tassello di una visione più ampia che il Politecnico di Torino porta avanti sul tema dell’acqua, con attività che uniscono ricerca sui materiali, chimica, termofluidodinamica, sistemi energetici e prototipazione. “Nel Clean Water Center lavoriamo per trasformare ricerca e prototipi in soluzioni che possano avere impatto– spiega Matteo Fasano, docente del DENERG e coautore dello studio –L’acqua è una questione tecnica, ma anche sociale ed economica: significa sicurezza alimentare, salute, stabilità dei territori. Una tecnologia che produce acqua dolce usando calore a bassa temperatura può essere utile in comunità costiere, in aree isolate, in situazioni emergenziali, ma anche in contesti industriali dove oggi si paga due volte: prima per generare energia e poi per disperderla. Se quell’energia residua diventa acqua, e potenzialmente contribuisce anche a servizi energetici come il raffrescamento, il bilancio cambia”.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
Iscriviti alla nostra Newsletter Gratuita. Iscriviti
Rimani sempre aggiornato, seguici su Google News! Seguici

Related news

Ultime Notizie

Dissalazione a impatto zero: dal Politecnico di Torino la tecnologia che usa alghe e calore di scarto

Una ricerca del Politecnico di Torino introduce un’innovazione nei processi di dissalazione: l’impiego di un derivato delle alghe brune per la produzione idrica tramite il recupero di calore a bassa temperatura, attualmente disperso nei cicli industriali.

24-02-2026

Droni e mobilità aerea: il mercato italiano cresce del 5% e tocca i 168 milioni di euro

Gli ultimi dati rilasciati dall'Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata PoliMi: il 95% del mercato è generato dalle Aerial Operations, il 5% dall’Innovative Air Mobility & Delivery. Il numero di imprese torna a crescere (675), per la prima volta dopo cinque anni.

24-02-2026

CONI-CONAI, intesa per migliorare la sostenibilità negli eventi sportivi

"Portare riciclo, linee guida ambientali e buone pratiche all’interno degli impianti e nelle nostre manifestazioni significa trasformare ogni evento in un’occasione di responsabilità condivisa" sottolinea il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio.

23-02-2026

BYD e Azienda Trasporti Verona rafforzano la partnership industriale. A Verona una nuova flotta di 34 BYD eBUS completamente elettrici

L’introduzione dei BYD eBUS B12 rappresenta una premiere in Italia e si distingue come soluzione unica a livello globale per architettura costruttiva e integrazione tecnologica. Non si tratta esclusivamente di un rinnovo flotta, ma di un salto di paradigma nella progettazione dell’autobus urbano elettrico, dove ingegneria strutturale e sistema energetico convergono in un’unica piattaforma integrata.

23-02-2026

Notizie più lette

1 Sette siti olimpici su un'area di 22mila km quadrati, a Milano-Cortina 2026 si celebrano le prime 'Olimpiadi Diffuse'

Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige ospitano sette sedi di gara, dislocate in quattro cluster principali: Milano, Cortina d'Ampezzo, Valtellina (Bormio e Livigno) e Val di Fiemme (Predazzo e Tesero). A queste si aggiungono le località specifiche per il biathlon (Anterselva), in Alto Adige, nel comprensorio della Val Pusteria, mentre la cerimonia di chiusura avverrà all'Arena di Verona, il prossimo 22 febbraio.

2 Milano sempre più smart city con la mobilità verticale: Kone contribuisce con 140 tra nuovi ascensori e scale mobili

I giochi invernali accelerano la trasformazione del capoluogo lombardo grazie a un vasto piano di riqualificazione che vede la multinazionale finlandese protagonista. Il progetto ha coinvolto il Villaggio Olimpico e l’Ice Hockey Arena Santa Giulia, lasciando un’eredità duratura oltre l’evento sportivo, oltre a 17 stazioni della metro M3. L’obiettivo è “rendere le città sempre più smart e vivibili”, evitando opere destinate a esaurirsi con i grandi eventi.

3 Olimpiadi Milano-Cortina 2026: cloni perfetti del negozio ufficiale delle Olimpiadi ingannano e truffano migliaia di utenti

Bitdefender Labs sta monitorando una campagna fraudolenta attiva che fa leva su annunci pubblicitari fasulli nei quali vengono promossi sconti fino all’80% sui presunti prodotti ufficiali di Milano-Cortina 2026.

4 Tecnologia all'avanguardia a supporto di Federica Brignone. Technogym: 'Le soluzioni più avanzate per la riabilitazione e la preparazione fisica'

Per l'evento di Milano-Cortina 2026, Technogym ha allestito le palestre dei Villaggi Olimpici e Paralimpici e i centri di preparazione, fornendo oltre 1.500 attrezzature e soluzioni digitali per l'allenamento degli atleti provenienti da tutto il mondo.

Iscriviti alla nostra newsletter

Join our mailing list to get weekly updates delivered to your inbox.

Iscriviti alla newsletter

www.innovationcity.it - 8.3.23 - 4.6.4