Parte la prima edizione del Master interuniversitario di secondo livello “Manager della Transizione ecologica e dei contratti di fiume”, volto a formare figure esperte nel coordinare e gestire strategie e azioni a supporto della pianificazione e del progetto di territorio e paesaggio.
La transizione ecologica costituisce oggi una delle principali sfide e opportunità strategiche a livello globale, promossa dagli accordi internazionali e declinata in Europa attraverso il Green Deal. In Italia, tale priorità si traduce in un imponente piano di investimenti pubblici: la Missione “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica” del PNRR rappresenta la componente più rilevante del programma nazionale, con una dotazione complessiva di circa 70 miliardi di euro destinati all’economia circolare e alla transizione energetica, di cui circa 15,08 miliardi di euro per la tutela del territorio e delle risorse idriche.
Questa mobilitazione di risorse richiede tuttavia una nuova capacità di governance e una visione integrata: per tradurre i principi strategici in interventi efficaci, superando vulnerabilità ambientali e conflitti sociali, è necessario formare professionisti con competenze transdisciplinari, capaci di operare nei processi di pianificazione, progettazione e gestione sostenibile dei territori.
Nasce in questo contesto il Master interuniversitario di II livello “Manager della transizione ecologica e dei Contratti di Fiume”, promosso dal Politecnico di Torino in collaborazione con l’Università di Sassari, l’Università di Napoli Federico II, l’Università di Firenze e il Politecnico di Bari, con il supporto del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume (TNCdF), di ISPRA e del CNR, e in rete con Università dell’Insubria, Università di Salerno, Università del Molise, Università di Roma Tre, Università di Urbino, Università Politecnica delle Marche, Università di Camerino e con l’Università di Brescia.
Il Master forma esperti capaci di gestire processi complessi di pianificazione e progettazione territoriale, supportando enti pubblici e professionisti nella gestione integrata e partecipata delle risorse idriche e ambientali. Le figure in uscita potranno operare presso istituzioni territoriali – Ministeri, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni – e in ambiti professionali legati all’architettura, all’ingegneria, alla pianificazione e alle scienze ambientali, sociali ed economiche.
Il Master si pone in continuità con l’azione dell’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume presso il MASE, rispondendo al fabbisogno formativo individuato a livello nazionale nei campi della governance, del potenziamento delle competenze e del monitoraggio delle politiche ambientali, con particolare attenzione ai territori delle acque: fiumi, laghi, lagune, aree umide e coste. Come rilevato dal TNCdF, attualmente in Italia vi sono oltre 300 processi di Contratto di Fiume attivati dei quali 102 giunti a sottoscrizione.
“La transizione ecologica impone una nuova alfabetizzazione territoriale e culturale: non basta applicare soluzioni tecniche, occorre sviluppare competenze capaci di integrare saperi ambientali, sociali, giuridici e manageriali in una visione sistemica del territorio. Le città, i paesaggi e i fiumi devono essere interpretati come ecosistemi dinamici, dove la natura diventa infrastruttura di resilienza e di benessere collettivo”, dichiara Angioletta Voghera, Coordinatrice del Master e Vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica con delega per le Pubbliche Amministrazioni– Politecnico di Torino. “In questa prospettiva, il Master forma professionisti in grado di connettere pianificazione, progetto e partecipazione, accompagnando le pubbliche amministrazioni e i territori nella costruzione di politiche di adattamento e rigenerazione sostenibile”.
Il Master di secondo livello “Manager della transizione ecologica e dei Contratti di Fiume”si rivolge a laureati e professionisti di architettura, ingegneria, pianificazione, scienze naturali, sociali, economiche e giuridiche, oltre che a tecnici e funzionari delle Pubbliche Amministrazioni. Elemento distintivo è l’approccio transdisciplinare e operativo, che integra competenze ambientali, giuridiche, economiche, sociali e progettuali con strumenti di mediazione, partecipazione e pianificazione strategica.
“Il Master risponde a un’esigenza ormai evidente: molte PA e numerose imprese non dispongono oggi delle competenze necessarie per affrontare vulnerabilità ambientali, conflitti sociali e sfide di sostenibilità, e il percorso formativo nasce proprio per colmare questo gap di conoscenze e operativo - commenta Voghera -. In questo quadro, la formazione non si limita alla trasmissione di conoscenze tecniche, ma punta a sviluppare capacità di ascolto, cooperazione interistituzionale e progettazione condivisa, radicando la transizione ecologica nel tessuto sociale attraverso educazione ambientale e cittadinanza attiva. La centralità del capitale naturale e dei servizi ecosistemici, insieme alla dimensione del progetto di paesaggio e del regional design, contribuisce a tradurre le visioni strategiche in azioni concrete e territorialmente coerenti, secondo un approccio realmente integrato”.
Gli sbocchi professionali includono ruoli di gestione, coordinamento e consulenza presso ministeri, regioni, città metropolitane, province e comuni, oltre che posizioni in società di servizi ambientali, enti di ricerca e imprese attive in progetti di sostenibilità e pianificazione integrata.
Dal rischio idrogeologico alle politiche ambientali: il programma didattico del Master
Il Master propone un percorso multidisciplinare che affronta in chiave integrata i principali temi legati alla gestione sostenibile del territorio: dal rischio idrogeologico alla pianificazione ambientale, dalla rigenerazione dei paesaggi fluviali e costieri alle politiche di adattamento climatico e di governance partecipata. Le attività formative comprendono moduli teorici, laboratori interdisciplinari e project work su casi reali, tra cui un’esperienza direttamente sul campo nel Sud Italia, dove i partecipanti analizzeranno un caso reale di gestione fluviale, confrontandosi con stakeholder locali e sviluppando proposte operative di rigenerazione e gestione sostenibile del territorio. Elemento distintivo del Master è l’approccio operativo, che unisce didattica frontale e sperimentazione diretta sul campo, favorendo la collaborazione tra mondo accademico, istituzioni e professioni.
Per sostenere la partecipazione dei candidati più meritevoli, il Politecnico di Torino, grazie al supporto di Enti territoriali come la Regione Campania, mette a disposizione borse di studio a copertura totale o parziale della quota di iscrizione, riservate in particolare a giovani laureati e a dipendenti della Pubblica Amministrazione attivi nei processi di pianificazione, gestione ambientale e transizione ecologica.
Le iscrizioni sono aperte fino alle ore 14.00 del 7 gennaio 2026. Maggiori informazioni su requisiti di iscrizione, modalità del bando e scadenze sono disponibili sul sito ufficiale del Politecnico di Torino.
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