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Un incontro per esplorare il contributo dell’Università di Bologna, partner del progetto nazionale per l’innovazione del settore agroalimentare, verso un’agricoltura italiana più sostenibile e digitale.
Venerdì 21 novembre, l’Alma Mater di Bologna ospiterà UNIBO presenta AGRITECH: innovazione sostenibile per le filiere produttive, una giornata dedicata a ricerca, innovazione e sostenibilità nel settore agroalimentare. L’evento, aperto a tutti gli attori delle filiere produttive e agli stakeholder istituzionali, avrà inizio alle ore 9.00 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari – DISTAL (Viale Fanin 44, Bologna).
La ricerca italiana in agricoltura occupa una posizione di primo piano nello scenario internazionale, con ricadute dirette sulla qualità e la produttività dei prodotti Made in Italy. Per mantenere questa eccellenza, è essenziale investire in risorse umane, strutturali e di networking, così da affrontare sfide sempre più urgenti: il cambiamento climatico, la scarsità di manodopera qualificata, la promozione di una sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
IlCentro Nazionale Agritech - progetto di ricerca e innovazione finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) con fondi Next Generation EU - è nato per promuovere il progresso del settore agroalimentare grazie a un approccio collaborativo che riunisce università, centri di ricerca e imprese private. Attivo dal 2022 al 2026, rappresenta un investimento senza precedenti a sostegno della ricerca italiana.
L’Università di Bologna, fra i principali partner del progetto, contribuisce con un approccio multidisciplinare che spazia dalle tecnologie geniche alla difesa avanzata delle colture, dall’economia circolare all’agricoltura e zootecnia di precisione. L’obiettivo è un’agricoltura italiana più efficiente, resiliente e rispettosa dell’ambiente, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e della strategia Farm to Fork.
L’incontro presenterà irisultati di tre anni di attività sperimentale condotti nell’ambito di AGRITECH@Unibo, insieme alle prospettive future del Centro Nazionale. Sarà inoltre l’occasione per illustrare nuove tecnologie e pratiche dell’economia agricola in Emilia-Romagna, discutere obiettivi e strategie di rafforzamento del sistema regionale e favorire l’interconnessione tra ricerca, impresa e istituzioni.
La giornata si aprirà alle 9.00 con i saluti del Professor Giovanni Dinelli, Direttore del DISTAL, seguiti dall’intervento del Professor Luca Corelli Grappadelli, DISTAL, dedicato alla presentazione del Centro Nazionale Agritech.
La mattinata proseguirà con sessioni tematiche su risorse genetiche e cambiamento climatico, salute delle colture e riduzione degli agrofarmaci, tecnologie per la gestione intelligente dei sistemi agricoli, zootecnia di precisione e nuovi modelli di economia circolare.
Il pomeriggio sarà dedicato all’analisi dell’impatto di AGRITECH@Unibo, a cura del Professor Attilio Toscano, Referente Scientifico Agritech, e alla presentazione dei risultati del WorldCafè@DISTAL, a cura del Professor Davide Viaggi, Coordinatore nazionale WP3 dello Spoke 3.
Seguirà una Tavola rotonda che riunirà istituzioni, enti di ricerca e imprese per discutere gli sviluppi futuri del progetto e il consolidamento del sistema agricolo italiano di eccellenza. Interverranno Silvia Lorenzini, Direzione Generale Agricoltura, caccia e pesca – Regione Emilia-Romagna; Patrizia Alberti, Responsabile dell’Area Innovazione, formazione e consulenza Regione Emilia-Romagna; Francesco Vincenzi, Presidente ANBI; Guido Zama, già Direttore Confagricoltura Emilia-Romagna; Marco Allaria Olivieri, Direttore Coldiretti Emilia-Romagna; Riccardo Evangelisti, Responsabile Territorio e Ambiente CIA Emilia-Romagna; Maria Grazia Manzini, Presidentessa dell’Ordine degli Agronomi di Bologna. A fare gli “onori di casa”, il Professor Attilio Toscano, DISTAL.
In questo articolo abbiamo parlato di: AGRITECH, Agroalimentare, Cambiamento climatico, Economia circolare, Innovazione sostenibile, Ricerca agricola, Sostenibilità ambientale,
Dai risultati della nuova ricerca emerge che le minori quantità di pioggia si registrano soprattutto in Pianura Padana e nell’Alto Adriatico, con tre grandi minimi storici attorno al 1820, 1920 e 1980. Gli eventi più estremi sono riferibili alla stessa area con valori massimi intorno al 1870, 1930 e 2003. Un aumento marcato dell’intensità delle precipitazioni riguarda anche le regioni liguri-tirreniche, comprese Toscana e Lazio, lungo tutto il periodo dal XIX secolo a oggi.
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