Per limitare le diagnosi sbagliate e contrastare la AMR (Antimicrobial Resistance), tra le tecnologie più efficaci disponibili oggi c’è la diagnostica molecolare rapida.
La stagione 2024-2025 è stata caratterizzata da un’elevata circolazione di virus respiratori. Il numero assoluto di casi stimati è stato il più alto da quando viene effettuata la sorveglianza.
Le sindromi simil-influenzali hanno colpito il 27,7% degli italiani (25,3% nella scorsa stagione), per un totale di circa 16.138.000 casi dall’inizio della stagione (14.637.000 nella scorsa stagione). Si stima che questi casi virali rappresentino il 70% delle infezioni respiratorie acute (bronchiti o faringiti), che possono essere sia di origine virale e che batterica, per la sola restante parte, di conseguenza non curabile con antibiotici.
Gli errori diagnostici, che a livello delle cure primarie si aggirano attorno al 5%, possono portare a prescrizioni farmacologiche non adeguate e antibiotici. Uno studio a cura dell’University College di Londra e del Dipartimento della Salute britannico, ripreso dalla BBC dimostra che dal 1999 al 2011 vi è stato un incremento nelle prescrizioni di antibiotici di oltre il 40%, per patologie lievi per le quali in effetti tali farmaci agiscono solo nel 10% dei casi.
Soprattutto, però, l’eccesso di terapie antibiotiche genera AMR, Antimicrobial Resistance, antibiotico resistenza, ovvero la capacità dei batteri di resistere all'azione degli antibiotici, rendendoli inefficaci. In Italia il 27% dei ceppi isolati di Klebsiella pneumoniae non è più sensibile agli antibiotici (contro una media UE del 4%) e il numero di decessi per infezioni da batteri resistenti è tra i più alti d’Europa, circa 11 mila casi l’anno.
La AMR rappresenta una delle principali minacce globali per la salute: riduce le opzioni terapeutiche, aumenta la durata dei ricoveri, incrementa i costi sanitari e la mortalità dei pazienti. È quindi fondamentale affidarsi a tecnologie sanitarie di ultima generazione capaci di limitare le diagnosi sbagliate e la prescrizione errata di antibiotici: tra queste c’è la diagnostica molecolare rapida, che permette di distinguere con precisione un’infezione virale da una batterica offrendo un’analisi eziologica rapida e precisa.
“Il Consiglio Europeo ha fissato l’obiettivo di ridurre del 20% il consumo umano di antibiotici entro il 2030: per raggiungere questo traguardo è fondamentale migliorare l’accuratezza delle diagnosi, in particolare per le patologie respiratorie, le più frequentemente associate a prescrizioni improprie” evidenzia Bruna Marini, Ricercatrice e Co-founder di Ulisse Biomed, healthcare biotech company attiva nei settori della diagnostica, della teranostica e della terapeutica. “È possibile rendere le diagnosi realmente affidabili basandosi su test molecolari rapidi, che oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, sono sempre più precisi, veloci e accessibili”.
L’antibiotico-resistenza (AMR, Antimicrobial Resistance) è in rapido aumento in Italia, in Europa e nel mondo. Il meccanismo alla base è quello della pressione selettiva: quando si usano antibiotici per infezioni virali, inefficaci sui virus, si eliminano solo i batteri sensibili, favorendo la sopravvivenza e la diffusione di ceppi resistenti. L’uso inappropriato di antibiotici è dunque il principale motore del fenomeno: secondo l’ECDC, infatti, esiste una correlazione diretta tra il consumo di antibiotici e i livelli di resistenza; laddove l’uso è maggiore, spesso a causa di diagnosi non precise, la resistenza cresce.
L’Italia registra uno dei tassi di mortalità per AMR più alti del continente ma, anche a livello europeo, si contano ogni anno circa 670 mila infezioni e 33 mila decessi da batteri resistenti. Su scala globale l’antibiotico-resistenza è responsabile di 1,27 milioni di decessi e potrebbe arrivare a causarne 10 milioni l’anno entro il 2050.
Per distinguere con precisione tra infezioni virali e batteriche, riducendo gli errori diagnostici, la tecnologia più efficace oggi disponibile è la diagnostica molecolare rapida. I test di laboratorio di ultima generazione (Test PCR multiplex) consentono di identificare in poche ore la causa di un’infezione e rilevare contemporaneamente più patogeni - virus, batteri o mutazioni genetiche - da un unico tampone.
In questo ambito, Ulisse Biomed ha sviluppato la piattaforma Hyris System, basata su dispositivi portatili per l’analisi PCR (bCUBE) e pannelli di test multiplex per l’identificazione simultanea di diversi patogeni respiratori: durante la pandemia di Covid-19, il sistema è stato approvato da Health Canada ed è stato impiegato in quasi un milione di test in tutto il Paese, anche in contesti extra-laboratorio come impianti produttivi e siti industriali, dimostrando la possibilità di portare la diagnostica di precisione ovunque serva, in tempi rapidi e con elevata affidabilità.
CRESCONO GLI ERRORI DIAGNOSTICI
In Italia gli errori diagnostici sono la prima causa di denunce in ambito sanitario: nel Lazio ad esempio, rappresentano il 20,7% del totale delle segnalazioni.
Il costo complessivo della "malasanità" per il Servizio Sanitario Nazionale, in termini di risarcimenti e spese legali, è stimato in circa 13 miliardi di euro all'anno con l’importo medio di un risarcimento per errore medico che si aggira intorno ai 250.000 euro (ma può superare il milione di euro per danni gravi).
Tuttavia il problema delle diagnosi errate è comune a tutto il mondo: negli Stati Uniti circa 12 milioni di adulti ogni anno ricevono diagnosi errate in ambito ambulatoriale e questi errori contribuiscono a un numero di decessi compreso tra 40-80 mila all'anno. Uno studio della Johns Hopkins University ha stimato, inoltre, che i risarcimenti per errori seri superino negli USA i 100 miliardi di dollari l'anno.
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