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FoodSeed accelera la transizione sostenibile dell’AgriFoodTech italiano con 7 nuove startup

Dalla biotecnologia alla circular economy fino all’intelligenza artificiale: le startup selezionate da FoodSeed presentano soluzioni per ridurre l’impatto ambientale e aumentare l’efficienza del comparto agroalimentare attraverso un approccio di Open Innovation.

AgriFoodTech

Si è chiuso il percorso triennale di FoodSeed, il programma di accelerazione della Rete Nazionale di CDP Venture Capital SGR, promosso e co-investito da Fondazione Cariverona, UniCredit e Eatable Adventures, con la presentazione di 7 nuove realtà (5 Made in Italy e 2 da Svizzera e Paesi Bassi, realtà che poi apriranno anche una sede italiana) che rappresentano la nuova generazione dell'AgriFoodTech italiano.

I progetti selezionati per la terza edizione, presentati il 21 ottobre a Verona, uniscono ricerca scientifica, tecnologie d'avanguardia e visione strategica per trasformare in chiave sostenibile l'intera filiera agroalimentare, dalla produzione alla trasformazione industriale. Con un investimento iniziale di 170 mila euro, che potrà crescere fino a 500 mila per le realtà più promettenti, le startup prenderanno parte a un programma di accelerazione di sei mesi volto a consolidare i loro modelli di business.

Scarti che diventano ingredienti di alto valore, packaging biodegradabili che sostituiscono la plastica, intelligenza artificiale che previene i rischi climatici e aumenta le rese, proteine fermentate che eliminano gli additivi sintetici: le 7 startup selezionate portano soluzioni concrete capaci di rispondere alle esigenze e alle sfide più urgenti delle aziende del comparto agroalimentare. Progetti e tecnologie che, grazie al supporto di FoodSeed, beneficiano di un programma di accelerazione ad alto impatto e di un network strategico di attori che promuove la collaborazione e l'adozione industriale di tecnologie spesso sviluppate sia sul mercato che nei laboratori universitari o di ricerca, ma di non facile integrazione nelle strutture produttive tradizionali. 

È questo il cuore del modello di Open Innovation su cui FoodSeed ha costruito il proprio successo: creare un ecosistema in cui startup, imprese, centri di ricerca, istituzione e investitori collaborano per innestare nuove tecnologie in un tessuto industriale frammentato che fatica a innovare autonomamente. Un approccio che rafforza l’intero comparto, accelerando crescita, innovazione e competitività.

Lanciato nel 2023 con una dotazione complessiva di 15 milioni di euro, il programma di accelerazione FoodSeed ha potuto contare sul sostegno di partner promotori e co-investitori quali Fondazione Cariverona e UniCredit, Eatable Adventures, tra i principali acceleratori Foodtech su scala globale, in qualità di co-investitore e gestore operativo del programma, Gruppo Amadori, Veronafiere, Accelerate for Impact Platform del CGIAR e Università degli Studi di Verona. Nel corso delle tre edizioni si sono aggiunti partner strategici come Revo Insurance, Enologica Vason, NOI Techpark e Fondazione Bruno Kessler.

Con 21 startup accelerate in tre anni, FoodSeed registra risultati che attestano l'efficacia del modello: le startup del programma hanno raccolto complessivamente 10,2 milioni di euro in investimenti e sviluppato oltre 50 collaborazioni industriali. Tra gli esempi più significativi delle edizioni precedenti, Foreverland ha chiuso un round da 3,4 milioni di euro per il suo cioccolato sostenibile a base di carruba e aperto il suo primo impianto produttivo in Puglia, e HypeSound ha raccolto 1,2 milioni per la bioproduzione industriale attraverso il suono.

Tra le novità della terza edizione di FoodSeed, le due startup straniere con founder italiani, pronte a sviluppare le loro attività in Italia. Una presenza che arricchisce il panorama dell’AgriFoodTech nazionale e contribuisce a consolidare il tessuto industriale, favorendo l’arrivo di nuovi talenti, competenze e opportunità di collaborazione internazionale.

LE 7 STARTUP SELEZIONATE

Kymia: dal mallo del pistacchio alla cosmetica, tra bellezza e longevità

Kymia trasforma i sottoprodotti del pistacchio – in particolare il mallo, tradizionalmente considerato uno scarto – in principi attivi di alto valore per i mercati food & beverage, cosmetico e nutraceutico. Nata in Sicilia dall'intuizione della dottoressa Arianna Campione, la startup ha sviluppato un processo innovativo e a basso consumo energetico per estrarre dal pistacchio un ingrediente dal potere antiossidante superiore, riconosciuto per i suoi benefici anti-invecchiamento, antibatterici e di supporto al metabolismo. Il vantaggio competitivo risiede in una tecnologia replicabile e sostenibile, basata su un modello di economia circolare che valorizza flussi di scarti agricoli sottraendoli all'incenerimento e alle discariche, fornendo al contempo un ingrediente premium supportato scientificamente e particolarmente attrattivo per l'industria cosmetica globale, sempre più orientata verso soluzioni naturali ed efficaci.

Bloxy: packaging bio-based, invisibile e intelligente per proteggere freschezza e gusto

Spin-off dell'Università di Bologna, Bloxy reinventa il packaging alimentare con una soluzione attiva e completamente biodegradabile. Il team ha sviluppato e brevettato un innovativo materiale bio-based e trasparente che, a contatto con il prodotto, agisce come una barriera attiva: blocca l'ossigeno proveniente dall'esterno ed elimina quello residuo intrappolato durante il confezionamento. Questa doppia azione permette di prolungare significativamente la shelf-life dei prodotti, preservando freschezza, gusto e valore nutrizionale e riducendo al contempo l'impatto ambientale. A differenza degli imballaggi convenzionali realizzati con polimeri o metalli non riciclabili, la tecnologia di Bloxy può essere utilizzata sia come sottile rivestimento sia come bustina attiva, offrendo ai produttori una soluzione sostenibile e ad alte prestazioni senza compromessi in termini di conservazione.

AlmaSerum: dal siero di latte a cosmetici innovativi

Startup lombarda guidata da Antonella Bellina, AlmaSerum trasforma il siero di latte, “prezioso” scarto della lavorazione lattiero-casearia, in sottoprodotti ad alto valore. Grazie a un'innovativa macchina proprietaria di elettrospinning e a una membrana nanotecnologica sviluppata dalla startup, il siero viene filtrato localmente recuperando, da un lato, acqua pulita riutilizzabile nei processi industriali lattiero-caseari e, dall'altro, rotoli di membrana arricchiti con proteine, vitamine e minerali, pronti per essere trasformati in maschere e patch per l'industria cosmetica. Le dimensioni compatte delle macchine consentono l’installazione di mini-linee produttive direttamente negli stabilimenti lattiero-caseari, riducendo sensibilmente i costi di trasporto e le emissioni di CO₂, mentre i caseifici possono accedere a nuove fonti di ricavo trasformando quello che era considerato uno scarto in prodotti di valore per due diversi mercati.

PeelPack: innovazione green per contenitori 100% compostabili da bucce di patate

Una startup svizzera che sviluppa contenitori in bioplastica compostabili per frutta e verdura, ricavati da bucce di patate industriali. PeelPack collabora attivamente con agricoltori, rivenditori, industrie alimentari e impianti di compostaggio per costruire una catena del valore completamente circolare che riduce le emissioni di gas serra, l'inquinamento da microplastiche e la dipendenza da imballaggi di origine fossile. Il vantaggio competitivo risiede nella tecnologia proprietaria che crea imballaggi durevoli e compostabili a livello industriale direttamente dai rifiuti agricoli, rispondendo alle crescenti normative europee contro le plastiche fossili e alla domanda di alternative sostenibili e locali. La soluzione si integra perfettamente nelle catene di fornitura esistenti, offrendo un'alternativa circolare ed economicamente vantaggiosa validata dai partner industriali.

GreenAnt: AI e satelliti per la gestione del rischio climatico in agricoltura

GreenAnt, nata nei Paesi Bassi, ha sviluppato Desidera, uno strumento di nuova generazione per la mitigazione dei rischi climatici e la gestione di precisione del territorio agricolo. Basata su algoritmi proprietari di intelligenza artificiale, la piattaforma analizza dati satellitari con precisione superiore agli standard attuali, monitorando aspetti cruciali come tipologia di coltura, stadio di crescita, rischio di alluvioni, deforestazione, salute del suolo e cambiamenti geofisici. A differenza delle soluzioni tradizionali, spesso frammentate e poco affidabili, Desidera integra in modo esclusivo dati satellitari SAR (Synthetic Aperture Radar), utilizzabili in qualsiasi condizione meteorologica, con un'intelligenza artificiale avanzata. In un contesto in cui i raccolti agricoli si sono ridotti di oltre il 20%, dagli anni '60 a oggi, a causa del cambiamento climatico, Desidera consente di aumentare la resa fino al 20%, ottimizzare l'uso delle risorse ed evitare perdite attraverso modelli previsionali in tempo reale.

NOIET: proteine fermentate multifunzionali per etichette più pulite

NOIET sviluppa proteine fermentate multifunzionali in grado di sostituire, in un’unica soluzione, diversi additivi sintetici tradizionalmente impiegati nell’industria alimentare. Queste proteine garantiscono conservazione naturale, protezione antiossidante, miglioramento del profilo nutrizionale e prolungamento della shelf life dei prodotti. Per rispondere alla crescente richiesta di soluzioni clean label - ovvero alimenti più naturali, privi di additivi artificiali e con etichette semplici e trasparenti - e al tempo stesso sostenibili, NOIET ha sviluppato una tecnologia basata sulla fermentazione microbica che consente di ottenere ingredienti naturali ad alte prestazioni. Un approccio che permette ai produttori di formulare prodotti più sani e trasparenti, senza rinunciare all’efficienza richiesta su scala industriale. La missione di NOIET è creare una nuova categoria di ingredienti che coniughi innovazione scientifica, salute e sostenibilità, offrendo all’industria alimentare un modello di sviluppo più trasparente e responsabile.

Prospecto: monitoraggio intelligente dei vigneti con AI

Con sede in Lombardia, Prospecto offre soluzioni di monitoraggio automatizzato per l'agricoltura basate sull'intelligenza artificiale. Dopo aver identificato un'esigenza critica del mercato ovvero la gestione inefficiente dei vigneti basata su ispezioni manuali che richiedono molta manodopera e portano a dati incompleti, Prospecto ha sviluppato un sistema che si integra perfettamente nelle operazioni agricole di routine. Utilizzando telecamere montate sul trattore e analisi delle immagini guidata dall'AI durante le normali operazioni sul campo, la soluzione fornisce informazioni complete e in tempo reale su grappoli d'uva, densità delle foglie, piante mancanti e stima della resa, senza richiedere ulteriori sforzi agli agricoltori. Questo approccio riduce drasticamente la necessità di manodopera specializzata, minimizza i costi operativi e consente decisioni tempestive basate sui dati per mantenere una produzione e una qualità ottimali.

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