: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
Il 68% delle aziende dichiara di aver fissato degli obiettivi di riduzione delle emissioni, nonostante solo il 31% abbia già definito il proprio piano di transizione. Inoltre, il 77% dei Report ha incluso le informazioni sull’Analisi di Scenario, in grado di rafforzare la capacità delle imprese di affrontare le sfide derivanti dal cambiamento climatico per il futuro.
"Si registra un grande impegno da parte delle imprese per rispondere alle nuove richieste informative e al contempo un quadro di elevata variabilità nell’estensione dei report, con una spiccata differenziazione per settore e altrettanta variabilità nel numero di impatti, rischi e opportunità identificati». Così sottolinea Valeria Brambilla, AD di Deloitte & Touche, la società di revisione e organizzazione contabile del Network Deloitte, commentando “CSRD Insights”, il report di Deloitte che analizza un campione di 85 società quotate sul mercato Euronext Milano, pari all’81% della capitalizzazione complessiva, che nel 2024, per la prima volta, hanno applicato la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS).
«Consapevoli della necessità delle imprese di confrontarsi dopo questo primo anno di applicazione della CSRD e di quanto sia complesso seguire un quadro in continua evoluzione, anche alla luce delle annunciate misure di semplificazione nell’ambito del pacchetto Omnibus», spiega Brambilla, «abbiamo lanciato CSRD Connect, una nuova iniziativa che ha l’obiettivo di fornire strumenti utili per affrontare il futuro del reporting di sostenibilità, favorendo il dialogo tra imprese, professionisti ed esperti di settore».
Estensione dei report eterogenea e opportunità di razionalizzazione
I report analizzati da Deloitte mostrano una forte variabilità nell’estensione della rendicontazione, presentando una media di 150 pagine, con un range che va da 54 a 379 pagine. L’estensione dei report risulta variabile e differenziata da settore a settore. Questo evidenzia tanto il grande impegno delle aziende nel primo anno di reporting, quanto l’opportunità per una maggiore razionalizzazione dei contenuti in futuro.
Cambiamento climatico, forza lavoro e condotta delle imprese al centro dell’analisi
Significativa la variabilità anche nel numero di impatti, rischi e opportunità ESG individuati. Nonostante ciò, il 100% delle società esaminate rileva come centrali i temi del cambiamento climatico (Standard europeo E1), della forza lavoro propria (Standard europeo S1) e della condotta aziendale (Standard europeo G1).
Percorso verso Net-zero: il 68% vuole ridurre le emissioni, il 31% ha un piano di transizione
Il 68% delle aziende dichiara di aver fissato degli obiettivi di riduzione delle emissioni, nonostante solo il 31% abbia già definito il proprio piano di transizione. Inoltre, il 77% dei Report ha incluso le informazioni sull’Analisi di Scenario, in grado di rafforzare la capacità delle imprese di affrontare le sfide derivanti dal cambiamento climatico per il futuro.
Gli altri temi specifici identificati dalle imprese
Una azienda su 4 ha introdotto temi “entity-specific”, riferiti all’area sociale e di governance, soprattutto nei settori “Industrial Products and Construction”, “Financial Services” e “Retail Wholesale & Entertainment”. Tra i temi più ricorrenti ci sono innovazione, cybersecurity & IA, qualità e continuità del prodotto/servizio.
«L’esperienza della prima stagione di reporting CSRD ha accresciuto consapevolezza e commitment da parte delle imprese e avviato un percorso di profonda trasformazione nella sfera dell’informativa di sostenibilità», sottolinea Alessandra Cerruti, Partner Deloitte & Touche. «Le evidenze emerse dallo studio delineano una serie di indicazioni utili per affrontare la prossima stagione di reporting, in un percorso che punti a razionalizzare l’informativa e a promuovere una sempre maggiore comparabilità tra gli operatori, nel rispetto delle peculiarità di ciascun settore, comunicando in maniera sempre più trasparente, accurata ed efficace al mercato la propria strategia di sostenibilità».
Nell’ambito dell’iniziativa CSRD Connect, Deloitte avvierà un ciclo di workshop tecnici rivolti alle aziende soggette alla normativa e, a settembre 2025, organizzerà un evento dedicato all’analisi delle priorità e dei temi chiave per la nuova stagione di reporting.
Entro il 29 maggio 2026, l’Italia dovrà recepire nel proprio ordinamento la direttiva europea che per gli edifici residenziali impone una riduzione dei consumi energetici del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Secondo le stime questa rivoluzione in ambito immobiliare costerà al nostro Paese circa 85 miliardi di euro entro il 2030 solo in termini di riqualificazione energetica generando un giro d’affari da 280 miliardi di euro tra impatti diretti, indiretti e indotto.
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L'investimento è pari a 550.000 euro. La startup è entrata nella “TOP 100 Startup Italiane” selezionate da Forbes e Ventive e ha ricevuto la menzione speciale “ENI Joule for Entrepreneurship”, nell’ambito del premio ENI Award, che mira a valorizzare le migliori idee imprenditoriali innovative e sostenibili.
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Attraverso la sinergia tra centri di ricerca e privati, MEDWISE affronta la gestione dei rifiuti organici nei Paesi mediterranei ancora legati allo smaltimento in discarica.
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Al centro di qualche polemica, le medaglie, da sempre, sono il sogno degli atleti. Durante l'evento olimpionico in corso in questi giorni verranno assegnate 245 medaglie d’oro, 245 di argento e 245 di bronzo per i soli Giochi Olimpici. A cui si aggiungono 137 medaglie d’oro, 137 di argento e 137 di bronzo per i Giochi Paralimpici. Ma come sono fatte realmente le medaglie? Ve lo spieghiamo, partendo dal fatto che si differenziano tra "Olimpiadi" e "Paralimpiadi" per il logo.
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