▾ G11 Media Network: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...
InnovationCity

: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista

Climate change: secondo una ricerca CDP meno del 5% delle aziende europee è allineata all’obiettivo 1,5°C

Circa la metà delle imprese europee dichiara di avere piani per la transizione climatica in linea con l’obiettivo degli 1,5°C, ma meno del 5% mostra progressi significativi in questo senso. L’Italia ha ottenuto risultati peggiori rispetto alla media europea.

Ricerche e Trend Transizione Energetica / Sostenibilità

Le imprese europee non riescono a sviluppare piani di transizione climatica credibili per allinearsi all’obiettivo di mantenere l’innalzamento della temperatura media sotto gli 1,5°C, così da realizzare un futuro più ecosostenibile. Lo dice un'analisi condotta su un campione di società che rappresentano in aggregato circa il 75% dei mercati azionari europei, pubblicata dall'organizzazione no-profit CDP e dalla società globale di consulenza manageriale Oliver Wyman, un business di Marsh McLennan. A dimostrazione del fatto che le aziende europee si stanno rendendo conto della necessità di tali piani, il report “Stepping up” ha rilevato che circa la metà di queste (49%) dichiara di avere in atto un piano di transizione climatica per limitare il surriscaldamento a 1,5°C.

Tuttavia, lo studio rileva che la maggior parte dei piani manca di ambizione e trasparenza in aree chiave essenziali per dimostrare risultati concreti, come la governance, la pianificazione finanziaria e il coinvolgimento dell’intera catena del valore.

Nel report sono incluse 86 realtà italiane che hanno presentato un rapporto a CDP sui temi del clima, 16 sulla salvaguardia delle risorse idriche e 6 sulla deforestazione. Meno del 5% delle aziende europee considerate (56) ha un obiettivo di riduzione delle emissioni allineato a 1,5°C e fornisce informazioni in relazione ad almeno due terzi degli indicatori chiave, dimostrando l'esistenza di un piano di transizione credibile (aziende “avanzate”). Un altro 30-45% delle imprese è classificato "in fase di sviluppo", ovvero ha obiettivi di emissioni meno ambiziosi (allineati all’obiettivo dei 2°C) e fornisce informazioni su almeno la metà degli indicatori. Il restante 50%+ delle aziende considerate ha mostrato solo progressi "limitati".

L’Italia ha ottenuto risultati peggiori rispetto alla media europea: il 38% delle aziende italiane considerate è classificata in "fase di sviluppo"; nessuna come “avanzata”.

Sebbene 9 su 10 abbiano avviato iniziative per ridurre le emissioni, il rapporto rileva evidenti lacune nelle azioni necessarie per la transizione verso gli 1,5 °C. Ad esempio, solo il 26% valuta in che misura le spese o i ricavi si allineano all’Accordo di Parigi e meno del 40% inserisce le questioni climatiche nei rapporti con i fornitori.

Di conseguenza, il report stima che fino al 40% del debito bancario delle aziende analizzate (1.800 miliardi di euro) sia erogato a favore di soggetti che non hanno obiettivi chiari o piani di transizione credibili. L'accesso al credito potrebbe diventare più difficoltoso man mano che le banche daranno attuazione ai propri piani di zero emissioni nette (“net zero”), decarbonizzando il proprio portafoglio impieghi.

8 istituzioni finanziarie su 10 che hanno condiviso i propri dati con CDP stanno già valutando l'allineamento agli 1,5°C dei loro clienti, almeno nei settori chiave.

Poiché il clima è solo una parte di una sfida più ampia legata alla sostenibilità, il rapporto ha esaminato anche le principali aree d'azione nell’ambito della biodiversità, della deforestazione e della sicurezza idrica. Il 7% delle aziende ha dichiarato di avere un obiettivo forte per ridurre le emissioni, il consumo di acqua e la deforestazione, mentre il 39% ha dichiarato di impegnarsi pubblicamente a favore della biodiversità.

Manca ancora l'incentivazione economica dei dirigenti aziendali al raggiungimento di questi obiettivi: sebbene il 54% delle imprese dichiari di valutare la retribuzione dei dirigenti anche sulla base di parametri legati al cambiamento climatico, meno di un terzo lo fa guardando nel loro insieme le dimensioni del cambiamento climatico, della deforestazione e dell'acqua.

In vista dell'entrata in vigore nel 2024 della storica legge dell'Unione Europea sull'obbligo di rendicontazione (la CSRD) si segnala una nota positiva: tra le aziende che condividono i propri dati con CDP, il 71% già inserisce i dati relativi al cambiamento climatico, alla deforestazione e alla sicurezza idrica nella relazione annuale di gestione per gli investitori. Per quanto riguarda i dati sulla biodiversità, invece, si scende a 1 azienda su 4. Nel frattempo, circa 1 impresa su 5 risulta avere una politica considerata "best practice" per ridurre l'impatto sull'acqua e il 29% adotta una politica "best practice" riguardo alla deforestazione zero.

Solo il 5% dei player che comunicano a CDP i dati sulle foreste attualmente certifica che il 90% dei volumi delle commodity impiegate non contribuisce alla deforestazione, mentre solo il 13% valuta l'impatto della propria catena del valore sulla biodiversità.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
Iscriviti alla nostra Newsletter Gratuita. Iscriviti
Rimani sempre aggiornato, seguici su Google News! Seguici

Related news

Ultime Notizie

Nucleare: EAGLES-300 tra gli otto progetti più promettenti dell’Alleanza europea SMR

Il programma europeo EAGLES (European Advanced Generation IV Lead-Cooled Energy System) è finalizzato allo sviluppo e alla successiva commercializzazione, prevista entro il 2039, di un reattore nucleare veloce a piombo di piccola taglia (EAGLES-300).

03-02-2026

Milano-Cortina 2026: oltre le medaglie, si prepara una battaglia cyber ad alto rischio

Unit 42, il team di intelligence sulle minacce di Palo Alto Networks, ha pubblicato un nuovo report dal titolo “Cyber Threats to Milan-Cortina 2026”, che illustra i rischi digitali senza precedenti che prendono di mira uno degli eventi più seguiti al mondo.

03-02-2026

L’invasione dei robot umanoidi: l'Italia accelera verso un mercato globale da 70 mld di euro

“Il Belpaese ha tutte le carte in regola per diventare protagonista in questo settore, qui c’è eccellenza”, spiega il prof. Bruno Siciliano dell’Università Federico II di Napoli.

03-02-2026

Olimpiadi Milano-Cortina 2026: dal Mimit via libera a 8.000 frequenze radio

Le tecnologie wireless consentono l'erogazione di servizi fondamentali quali il cronometraggio delle competizioni, le comunicazioni tra atleti, staff e organizzatori, le riprese e la trasmissione audio e video, nonché i sistemi di sicurezza e di videosorveglianza. Senza dimenticare le tecnologie volte a migliorare la fruizione dell'evento, tra cui i droni FPV, per riprese in grado di creare un'esperienza di volo immersiva "in prima persona", e le body-cam indossate dagli atleti.

03-02-2026

Notizie più lette

1 OpificioAI: l’AI portata alle PMI italiane

Le piccole e medie imprese italiane possono trarre grandi vantaggi dall’Intelligenza Artificiale, bisogna solo introdurla in azienda con semplicità e pragmatismo. Questo è il punto di partenza della startup padovana.

2 OpenAI e Booking.com lanciano SME AI Accelerator, l'acceleratore AI per le Pmi

SME AI Accelerator mira a supportare oltre 20.000 Pmi nel corso dell'anno con formazione pratica gratuita, focalizzata sulle applicazioni concrete dell'intelligenza artificiale. Il programma è aperto ai titolari di piccole imprese e ai team di tutti i settori, inclusi quelli senza esperienza tecnica, e si concentra sull'uso degli strumenti di AI per migliorare produttività, efficienza e competitività.

3 In Italia a dicembre 2025 le richieste di connessione per nuovi data center hanno raggiunto i 69 GW

Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto 'Digitalization and Decarbonization Report 2025', redatto dall'Energy & Strategy della School of Management del Politecnico di Milano Le richieste di connessione vengono soprattutto dalla Lombardia (34,9 GW) e Piemonte (11,7 GW). Seguono Lazio (7,1 GW), Puglia (3,9 GW), Veneto (2,9 GW) ed Emilia-Romagna (2,7 GW).

4 Trasporto sostenibile, al PoliTo un Master dedicato agli impianti a fune

Il Politecnico di Torino lancia la prima edizione in Italia di un Master dedicato al comparto degli impianti a fune: un ponte tra innovazione e sicurezza per guidare l'evoluzione del trasporto sostenibile e formare figure chiave nella progettazione e vigilanza del comparto funiviario. Un comparto in forte crescita nel mondo, che genera un fatturato diretto di circa 1,3 miliardi di euro e un valore complessivo di circa 8 miliardi di euro.

Iscriviti alla nostra newsletter

Join our mailing list to get weekly updates delivered to your inbox.

Iscriviti alla newsletter

www.innovationcity.it - 8.3.23 - 4.6.4