: "La sovranità digitale come scelta strategica" La sovranità secondo Aruba.it
Ora disponibili in Europa i principali prodotti UV-C per la disinfezione dell'aria e la pulizia delle serpentine
VALENCIA, Calif.: UltraViolet Devices, Inc. (UVDI), produttore leader di tecnologie avanzate UV-C per la qualità dell'aria interna e la disinfezione delle superfici, ha annunciato oggi che i suoi prodotti V-MAX™ per la disinfezione dell'aria e la pulizia delle serpentine hanno ottenuto la marcatura CE. Quest'ultima indica che i prodotti soddisfano elevati requisiti di sicurezza, salute e protezione ambientale e possono essere commercializzati nello Spazio economico europeo (SEE), che comprende i 27 Stati membri dell'Unione europea, otto paesi dell'Associazione europea di libero scambio e sette paesi che approvano il reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità, tra cui Australia, Canada, Israele, Giappone, Nuova Zelanda, Turchia e Stati Uniti.
Fonte: Business Wire
Dalle Alpi al plateau antartico. Carote di ghiaccio contenenti la memoria dell’atmosfera del passato sono ora conservate in sicurezza alla Stazione Concordia in una grotta nel ghiaccio progettata per preservare i campioni dei ghiacciai montani per le future generazioni di scienziate e scienziati.
15-01-2026
La tecnologia a campi elettrici pulsati PEF abbatte del 20% i consumi elettrici e del 60% quelli termici.
15-01-2026
Al netto degli effetti di calendario, a novembre 2025 l'indice generale aumenta in termini tendenziali per i beni strumentali (+3,3%), l'energia (+2%) e i beni intermedi (+1%). Diminuiscono, invece, lievemente i beni consumo (-0,8%).
15-01-2026
Con quasi 112.000 inalatori smaltiti in tre anni, il progetto pilota contribuisce alla riduzione delle emissioni indirette e sostiene la transizione verso la nuova piattaforma pMDI a basso impatto ambientale del Gruppo Chiesi
14-01-2026
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online tramite la piattaforma Sfinge 2020, dal 9 marzo al 21 marzo 2026.
La decisione dell’Autorità conferma che tali adeguamenti di prezzo sono stati determinati da un contesto straordinario caratterizzato da un significativo incremento dei costi – in particolare dell’energia e delle materie prime – nonché da una domanda sostenuta, e non da condotte concertate tra gli operatori del mercato.
Secondo Greenpeace l’intesa raggiunta oggi ignora i costi ambientali e sociali, rischiando di aumentare le importazioni di materie prime legate alla deforestazione e di favorire poche grandi aziende, a scapito degli agricoltori e dei produttori europei.
Secondo Greenpeace il sistema degli allevamenti intensivi punta solo a massimizzare la produzione ad ogni costo senza alcun riguardo per la tutela delle risorse naturali, per la salute pubblica e, come dimostra questa nuova inchiesta, per il benessere animale.