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PwC e StartupItalia presentano a SIOS26 Summer i dati sullo stato dell’arte dell’agroalimentare meridionale: tra enormi potenzialità produttive e la sfida di scalare la transizione digitale.
L’agroalimentare italiano si trova di fronte a una trasformazione epocale, e il Mezzogiorno, cuore pulsante della produzione nazionale con il 44% delle imprese agricole italiane, si candida a diventare il vero laboratorio dell’innovazione agroalimentare europea. La prima mappatura completa dell’ecosistema Agritech del Mezzogiorno, presentata da PwC e StartupItalia durante il SIOS26 Summer di Cagliari, offre una fotografia lucida di un settore che vanta un valore aggiunto di 17,3 miliardi di euro, ma che deve ancora superare un significativo divario tecnologico. Sebbene la qualità delle produzioni sia riconosciuta a livello globale con 327 denominazioni DOP/IGP, la propensione all'innovazione resta limitata, con un tasso del 6,2% contro una media nazionale di adozione di tecnologie avanzate ancora troppo bassa. Di fronte all'urgenza del cambiamento climatico e a una pressione normativa crescente, la transizione digitale non rappresenta più un’opzione, ma un obbligo di competitività e conformità per le filiere del Sud.
Il cuore tecnologico di questa evoluzione si articola attorno a otto direttrici strategiche, che spaziano dalla Smart Precision Agriculture alla gestione delle risorse idriche, passando per la Circular economy, il FoodTech e l'adattamento climatico. La mappatura di 82 startup e PMI innovative rivela un tessuto imprenditoriale giovane, dinamico e fortemente concentrato in Sicilia, Puglia e Campania, dove il 77% delle realtà integra con successo più tecnologie abilitanti. Bari e Cagliari stanno emergendo come veri e propri hub dell'innovazione, capaci di attrarre talenti che rientrano dopo esperienze all'estero, trasformando le criticità ambientali del territorio - come lo stress idrico e la pressione climatica - in motori per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche all'avanguardia. Queste realtà non vedono la sostenibilità come un elemento accessorio, ma come un pilastro centrale della propria proposta di valore, integrato in metriche concrete come la riduzione della carbon footprint e l'ottimizzazione del consumo idrico.
Nonostante il dinamismo osservato, per scalare l'innovazione e consolidare l'ecosistema AgriFoodTech meridionale è necessario colmare lacune strutturali attraverso azioni coordinate. Le priorità strategiche individuate dal report evidenziano la necessità di coinvolgere gli orchestratori di filiera, come cooperative e grandi imprese, per favorire l’adozione tecnologica su larga scala, promuovendo al contempo la creazione di cluster territoriali specializzati che valorizzino le vocazioni locali. È fondamentale investire nello sviluppo di competenze interdisciplinari che sappiano unire agronomia, tecnologia e logiche di business, oltre ad ampliare l’offerta di capitali per supportare le tecnologie deep-tech che richiedono cicli di sviluppo prolungati. In questo scenario, il Mezzogiorno ha la concreta opportunità di proporsi come un laboratorio europeo dell'adattamento climatico, esportando soluzioni tecnologiche nate per rispondere a sfide mediterranee ma dotate di un elevato potenziale di scalabilità globale, a patto che l'intero sistema paese supporti l'automazione, la robotica agricola e l'interoperabilità dei dati lungo tutta la catena del valore.
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