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Siglato un accordo quinquennale di collaborazione scientifica per approfondire le tecnologie LENR e sviluppare soluzioni energetiche sostenibili ad alta efficienza.
L’ENEA e la start-up Prometheus hanno annunciato la firma di un importante accordo di collaborazione scientifica, finalizzato all’esplorazione delle nuove frontiere legate alle reazioni nucleari a bassa energia (LENR). Questa tipologia di processi, che si differenzia nettamente dalla fusione termonucleare convenzionale poiché avviene a temperature e pressioni decisamente inferiori, rappresenta una delle aree più sperimentali e promettenti della ricerca energetica. Il protocollo, della durata di cinque anni, si concentrerà sullo sviluppo di modelli teorici capaci di interpretare i fenomeni fisici alla base delle LENR, sulla caratterizzazione di materiali avanzati sottoposti a condizioni chimico-fisiche estreme e sulla messa a punto di tecniche sofisticate per la rivelazione di radiazioni nucleari a bassa intensità , ponendo particolare enfasi sull'analisi dei neutroni e sulla validazione dei modelli di calcolo.
Attraverso questa sinergia, l’ENEA mette a disposizione le proprie infrastrutture e il know-how del proprio Dipartimento Nucleare, integrando le competenze tecnologiche specifiche di Prometheus. Come evidenziato da Alessandro Dodaro, direttore del Dipartimento Nucleare di ENEA, l’intesa riflette la precisa volontà dell’ente di mantenere un’attenzione costante su tutti i fronti della ricerca nucleare, inclusi quelli più innovativi che richiedono approcci scientifici rigorosi e strumenti di misura estremamente affidabili per fare chiarezza su fenomeni ancora poco compresi ma potenzialmente cruciali per un futuro a zero emissioni. L’accordo prevede inoltre la partecipazione congiunta a bandi di ricerca nazionali e internazionali per dare ulteriore slancio all'attività scientifica e tecnologica.
Dal lato industriale, il progetto ambisce a risultati tangibili nel breve termine. Fabrizio Petrucci, presidente di Prometheus, ha infatti sottolineato l'obiettivo di arrivare a mettere sul mercato, auspicabilmente entro il prossimo triennio, dispositivi capaci di produrre calore con un’efficienza superiore rispetto agli apparecchi tradizionali. Fabio Pistella, responsabile del programma di lavoro designato da Prometheus, ha ribadito la necessità di approfondire la modellistica teorica alla luce dell’evidenza di risultati sperimentali che dimostrano una generazione di potenza e trasmutazioni non previste dalle teorie scientifiche consolidate. La collaborazione con l’ENEA rappresenta, in questo senso, una tappa fondamentale per validare tali evidenze e trasformare le scoperte di laboratorio in soluzioni energetiche concrete e scalabili.
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