Secondo Carlo Reita, direttore della Fondazione, il Chips ACT 2.0 offre ancora delle possibilità di sviluppo per tutta la filiera, dai materiali ai macchinari di produzione e test, dalla progettazione alla fabbricazione e al packaging dei chip, alla loro integrazione nei settori industriali critici per il paese: automotive, aerospazio e difesa, intelligenza artificiale.
A poche ore dal rilascio della bozza relativa al nuovo piano europeo Chips Act 2.0, arriva la risposta della Fondazione Chips-IT, realtà che ha lo scopo di promuovere la progettazione e lo sviluppo di circuiti integrati a semiconduttore attraverso la propria attività di ricerca, anche facendo leva su collaborazioni a rete con laboratori e gruppi di eccellenza nazionali e internazionali, di rafforzare il sistema della formazione professionale nel campo della microelettronica e assicurare la costituzione di una rete di università, centri di ricerca e imprese che favorisca l’innovazione e il trasferimento tecnologico nel settore, anche nell’ambito di iniziative e programmi dell’Unione europea.
In merito alla bozza del Chips Act 2.0, pubblicata oggi dalla Commissione europea, Carlo Reita, direttore della Fondazione Chips-IT, sottolinea come: “Il Chips Act 2.0 riconosce ancora una volta la centralità, purtroppo in passato dimenticata, della microelettronica in tutto quello che è la rivoluzione digitale a tal punto che la Commissione ha scelto di integrare questo documento nel Tech Sovereignty Package. La pubblicazione avviene prima della definizione del Multiyear Financial Framework 2028-2034 e quindi rimangono molte incertezze sulle effettive risorse che verranno dedicate alle iniziative delineate dal documento. L’impostazione mette più in avanti l’aspetto della domanda rispetto al Chips Act 1.0 ma, al di là di esprimere i bisogni europei, resta molto vago su come questi possano essere soddisfatti in maniera sostenibile nell’ attuale quadro mondiale. Vi è molto spazio sui meccanismi di gestione di crisi ma non si vedono le misure che possano fornire un quadro più sicuro per le imprese, come per esempio l’uso delle commesse pubbliche per il sostegno alle aziende, in particolare PMI e start-ups, basate in EU sulla falsariga di quello che fanno gli USA".
"Per il nostro paese, continua Carlo Reita, questo Chips ACT 2.0, offre ancora delle possibilità di sviluppo per tutta la filiera, dai materiali ai macchinari di produzione e test, dalla progettazione alla fabbricazione e al packaging dei chip, alla loro integrazione nei settori industriali critici per il paese: automotive, aerospazio e difesa, intelligenza artificiale. La Fondazione Chips-IT vede il suo ruolo e il suo posizionamento confortato dalle priorità indicate in questo documento: attore della progettazione di circuiti innovanti e a basso consumo, animatore e coordinatore dell’ecosistema come Competence Centre nazionale (CADETTI) e partner chiave della piattaforma di design europea EuroCDP, promotore del trasferimento tecnologico alle imprese anche facilitando l’incontro tra start-up e investitori. Con l’adeguato supporto nazionale in complemento, la continua crescita di Chips-IT può fornire al paese uno strumento sempre più potente per inserire le priorità e attività nazionali nel quadro europeo”.
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Secondo Carlo Reita, direttore della Fondazione, il Chips ACT 2.0 offre ancora delle possibilità di sviluppo per tutta la filiera, dai materiali ai macchinari di produzione e test, dalla progettazione alla fabbricazione e al packaging dei chip, alla loro integrazione nei settori industriali critici per il paese: automotive, aerospazio e difesa, intelligenza artificiale.
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