Presentata la sesta edizione del rapporto Reale Mutua-Confagricoltura: le imprese sostenibili crescono il doppio, nonostante l'aumento dei costi e le tensioni globali.
E' stato presentato il sesto rapporto AGRIcoltura100, l'indagine condotta da MBS Consulting su oltre 3.800 aziende agricole italiane. I dati confermano un trend inarrestabile: la sostenibilità non è più solo una scelta etica, ma la principale leva di competitività del settore primario. La quota di imprese che raggiungono un livello di sostenibilità elevato è balzata al 57,9%, un progresso netto rispetto al 49,3% registrato nel 2020. Il dato più rilevante riguarda le performance economiche: le aziende con alti standard di sostenibilità hanno registrato una crescita del fatturato nel 30,6% dei casi, una percentuale doppia rispetto alle imprese ferme ai livelli base.
Tuttavia, il successo della transizione "green" deve fare i conti con un quadro geopolitico ed economico estremamente volatile. Gli agricoltori italiani segnalano una forte preoccupazione (42%) per i conflitti commerciali e i dazi, in particolare sul mercato statunitense. A questo si aggiunge la crisi in Medio Oriente, che ha innescato un nuovo ciclo di inflazione e rincari energetici. La redditività è sotto pressione: quasi la metà delle aziende intervistate dichiara un utile inferiore al 5% del fatturato, e solo una su quattro riesce a intervenire sui prezzi di vendita per ammortizzare i costi di produzione.
Nonostante le difficoltà, l'impegno ambientale è l'area che registra la crescita più significativa, con le aziende ad alto livello passate dal 49% al 63,8% in cinque anni. Il rapporto individua cinque pilastri per la trasformazione futura del settore:
Qualità come valore distintivo: il 65,5% delle imprese punta su tracciabilità e sicurezza come fattori competitivi.
Innovazione tecnologica: l'82,2% delle imprese sostenibili investe costantemente in nuove tecnologie.
Integrazione industriale: oltre la metà delle aziende ha diversificato le attività includendo agriturismo, trasformazione o produzione di energia.
Gestione del rischio idrogeologico: cresce il ruolo degli agricoltori come custodi del territorio contro il cambiamento climatico.
Capitale umano: la sfida si sposta sulla capacità di offrire lavoro stabile e gestire il ricambio generazionale.
L’innovazione è il fattore che più di tutti genera impatti positivi sull’ambiente, sulla qualità delle produzioni e sulla stessa economia aziendale, e la sua correlazione con la sostenibilità è fortissima: tra le imprese con livello di sostenibilità alto, l’82,2% presenta un livello di innovazione elevato.
La sfida per i prossimi anni sarà quella di coniugare la resilienza economica con gli obiettivi ambientali. In un mercato globale sempre più frammentato, la capacità di fare sistema e di integrare la filiera produttiva sarà determinante per permettere all'agricoltura italiana di trasformare la sostenibilità in un vantaggio strutturale duraturo.
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