Fase Nomination: lascia il tuo voto agli Italian Security Awards 2026
Il settore agroalimentare affronta una sfida strutturale: gli allevamenti generano 4,3 gigatonnellate di CO₂ (un terzo delle emissioni del sistema agroalimentare globale), con costi ambientali e pressioni crescenti lungo la filiera zootecnica. La mangimistica circolare trasforma questa criticità in opportunità, recuperando surplus alimentari e riducendo drasticamente l’impatto emissivo.
Uns delle sfide più urgenti del nostro tempo è la riduzione delle emissioni climalteranti generate dal sistema agroalimentare. E i numeri parlano chiaro: secondo gli ultimi dati della FAO disponibili, infatti, le emissioni globali dei sistemi agroalimentari hanno raggiunto i 16,5 miliardi di tonnellate di CO₂, con un aumento del 21% rispetto al 2001, rappresentando oggi il 32% delle emissioni totaliprodotte dall’attività umana.
All’interno di questo quadro, l’allevamento animale si conferma la componente singola più rilevante: le emissioni del settore zootecnico hanno toccato i 4,3 Gt di CO₂eq, la voce più pesante dell’intero sistema, davanti alla deforestazione (2,8 Gt CO₂eq) e a trasporti, packaging e distribuzione (1,4 Gt CO₂eq). Un dato che impone una riflessione urgente e, soprattutto, soluzioni concrete.
Una risposta strutturale arriva dall’Italia, con il modello di mangimistica circolare sviluppato da Regardia, player di riferimento in Italia nellacircular economy, che opera nel recupero degli ex-prodotti alimentari trasformandoli in risorse utili attraverso processi industriali dedicati, e capace di incidere fino all’80% sulla riduzione delle emissioni legate alla componente mangimistica degli allevamenti.
Il nesso tra alimentazione animale ed emissioni è diretto: la produzione di mangimi tradizionali richiede un consumo di materie prime vergini, con un impatto significativo in termini di emissioni lungo tutta la filiera. L’approccio di Regardia ribalta questa logica, recuperando ex-prodotti alimentari, eccedenze, prodotti fuori specifica, surplus di lavorazione, e trasformandoli in materie prime per la mangimistica attraverso processi industriali dedicati.
“Le emissioni del settore zootecnico non si combattono solo intervenendo sugli allevamenti, ma ripensando l’intera catena degli input produttivi” spiega Paolo Fabbricatore, Group CEO di Regardia. “La mangimistica circolare permette di sostituire materie prime vergini con risorse già disponibili nel sistema, riducendo drasticamente le emissioni associate, fino all’80%, e trasformando un problema ambientale in un’opportunità concreta per la filiera”.
In questo modo, le risorse già prodotte e disponibili sostituiscono l’impiego di ingredienti vergini, accorciando la filiera, abbattendo le emissioni legate alla produzione e riducendo la pressione sulle risorse naturali.
Grazie a questo modello, Regardia preserva mediamente oltre 180.000 tonnellate all’anno di surplus alimentare nella filiera dei mangimi, evitando lo spreco di risorse ancora valorizzabili e riducendo il ricorso a materie prime tradizionalmente associate a elevate emissioni. In Italia, dove il settore zootecnico rappresenta una filiera strategica (con 6,5 milioni di bovini, 9 milioni di suini e 170 milioni di pollame), la mangimistica circolare si conferma risposta strutturale scalabile, certificata da studi LCA che ne dimostrano l’impatto su emissioni, suolo e acqua. Benefici concreti che si propagano lungo tutta la catena del valore zootecnica, coniugando sostenibilità ambientale ed efficienza economica made in Italy.
In questo scenario, secondo gli esperti di Regardia, la transizione verso un settore zootecnico più sostenibile passa attraverso l’adozione integrata di otto leve d’innovazione strategiche:
Esplora altri articoli su questi argomenti
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
La nuova edizione dell'evento, in programma il 3 e il 4 novembre presso Allianz MiCo, riunirà venti grandi aziende alla ricerca di partner tecnologici per sviluppare soluzioni concrete, forti dei successi già concretizzati in prodotti e sperimentazioni industriali.
01-10-2026
La Casa Bianca proclama l'era della Super Intelligence: un nuovo decreto firmato dal presidente Donald Trump sostituisce ufficialmente i termini "intelligenza artificiale" e "AI" con "Super Intelligence" e "SI" all'interno di tutta la pubblica amministrazione federale.
01-10-2026
La società specializzata nella ricarica ultraveloce ha realizzato 338 nuovi punti di ricarica su territorio nazionale e si è aggiudicata tre bandi autostradali, evolvendo contestualmente da operatore di infrastrutture a fornitore di servizi di mobilità completi.
30-09-2026
La tecnologia sviluppata dalla deeptech Alkelux utilizza nano-polymer dots ricavati dai residui di lavorazione per creare un packaging alimentare antimicrobico che combatte virus, batteri e funghi senza perdere efficacia una volta integrato nelle plastiche industriali.
30-09-2026
L'Università degli Studi di Napoli Federico II e DXC Technology Italia uniscono le forze per dare vita a un'accademia di alta formazione gratuita dedicata a venticinque talenti, focalizzata sulla trasformazione digitale data-driven e sulla conformità alle normative europee sull'innovazione tecnologica.
L'infrastruttura da sette megawatt rappresenta il secondo asset green del gruppo austriaco in Italia e il primo a beneficiare del meccanismo di supporto Fer-X, inaugurando una fase di forte espansione che prevede nuovi cantieri nel corso dei prossimi mesi.
L'intelligenza artificiale generativa è ormai parte della quotidianità per il 90% dei giovanissimi in Italia secondo l'analisi dell'Università Niccolò Cusano
InfraTech Cables, la piattaforma di produzione di cavi in fibra ottica sviluppata da InfraTech Capital, ha annunciato oggi di aver scelto la Polonia per lo sviluppo del proprio prossimo polo europeo d...