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Il 'Rapporto sulla fiducia e la trasparenza nell’IA' mostra che, man mano che aumentano la difficoltà nell’identificare le immagini generate dall'intelligenza artificiale, la fiducia del pubblico in quello che è reale sta rapidamente diminuendo.
Con l’aumento smisurato di immagini generate dall’intelligenza artificiale su social media, pubblicità e marketplace, un nuovo studio condotto dagli esperti di fotografia di MPB rivela che la fiducia nei contenuti visivi è sempre più messa a dura prova.
Infatti il "Rapporto sulla fiducia e la trasparenza nell’IA" mostra che, man mano che aumenta la difficoltà nell’identificare le immagini generate dall''AI, la fiducia del pubblico in quello che è reale sta rapidamente diminuendo. Basata su un sondaggio condotto tra il pubblico italiano, la ricerca esplora il modo in cui gli italiani percepiscono le immagini generate dall'AI, se si fidano dei marchi che le utilizzano e cosa significa questo cambiamento per il futuro della fotografia e della narrazione visiva.
Lo studio evidenzia un chiaro calo di fiducia nei confronti dei marchi che utilizzano le immagini AI in modo poco trasparente. Il 47% degli italiani dice di fidarsi meno di un’azienda quando utilizza immagini AI al posto di fotografie reali e quasi un quinto (19%) dice di perdere completamente fiducia quando i marchi si affidano a elementi visivi generati con l’intelligenza artificiale.
Nonostante le affermazioni che considerano le immagini AI facilmente identificabili, i dati suggeriscono il contrario: mentre la fiducia rimane limitata, le identificazioni errate sono diffuse, sollevando preoccupazioni riguardanti autenticità, disinformazione e manipolazione dei consumatori. I dati raccolti tramite social listening mostrano che il sentiment nei confronti delle immagini generate dall’AI in Italia è sostanzialmente neutro, ma il sentiment negativo (22%) supera nettamente quello positivo (9%). Regioni come la Sicilia e l'Emilia-Romagna mostrano livelli particolarmente elevati di scetticismo, con il 25% del sentiment negativo legato alle “foto generate dall’AI”.
Oltre alla fiducia, gli italiani stanno sempre più mettendo in discussione anche l’impatto generale delle immagini AI. Mentre più della metà non ha nulla in contrario al fatto che l’intelligenza artficiale venga addestrata su immagini con copyright previo consenso, il 70% non ritiene etico che l’AI replichi lo stile unico di un artista.
Con il rapido aumento dei contenuti generati dall’AI (che hanno raggiunto il livello di decenni di foto di stock reali in soli tre anni), il rapporto indica che la novità sta sfumando, venendo rimpiazzata dallo scetticismo e dal rinnovato apprezzamento per le immagini reali e trasparenti.
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