Proxima introduce una concezione innovativa dell’edificio, inteso come unione di due sistemi edilizi distinti: una struttura madre a lungo ciclo di vita (100 anni) e una serie di tecnomoduli realizzati off-site. Questi ultimi sono device plug-in intercambiabili che concentrano servizi, sistemi e componenti tecnologici e impiantistici a breve e medio ciclo di vita (20 anni). Grazie a sistemi brevettati, funzioni e configurazioni distributive degli edifici diventano reversibili.
Si chiama Proxima, ed è un progetto innovativo che fonda la propria visione tecnologica sul concetto di architettura ibrida modulare, e che sarà tra i protagonisti di Klimahouse 2026, la fiera internazionale dedicata all’edilizia responsabile e all’efficienza energetica che si tiene a Bolzano dal 28 al 31 gennaio 2026.
Proxima nasce da un percorso di ricerca avviato nel 2017 con la ricerca dottorale dell’architetto Joseph di Pasquale presso il Politecnico di Milano. Nel marzo 2025 il progetto ha ottenuto l’accreditamento come spin-off del Politecnico di Milano. I fondatori sono Joseph di Pasquale, Elena Mussinelli, Andrea Tartaglia, Gianpaolo Cugola, Roberto Mandurino e Giovanni Castaldo. Alla base di Proxima vi è un approccio che integra sostenibilità, efficienza e flessibilità progettuale, proponendo una nuova visione del costruire.
Il modello innovativo Proxima introduce di fatto una concezione rivoluzionaria dell’edificio, inteso come unione di due sistemi edilizi distinti: una struttura madre a lungo ciclo di vita (100 anni) e una serie di tecnomoduli realizzati off-site. Questi ultimi sono device plug-in intercambiabili che concentrano servizi, sistemi e componenti tecnologici e impiantistici a breve e medio ciclo di vita (20 anni). Grazie a sistemi brevettati, funzioni e configurazioni distributive deglie difici diventano reversibili, secondo una logica dinamica e adattiva. L’Ecosistema Proxima integra, inoltre, sensoristica avanzata e una piattaforma digitale in grado di ottimizzare le interazioni tra edificio, gestore e utenti.
Alla base del Tecnomodulo vi è il concetto di architettura ibrida modulare, una visione innovativa della tecnologia dell’architettura che supera la rigidità tradizionale degli spazi costruiti, introducendo edifici capaci di adattarsi nel tempo a funzioni ed esigenze in continua evoluzione.
La partecipazione all’edizione Klimahouse 2026 di avviene sull’onda di un significativo traguardo raggiunto alla fine del 2025: il Tecnomodulo Proxima si è infatti aggiudicato il premio della prima edizione della competizione “Edilizia sostenibile e sicura”, il concorso organizzato da Regione Lombardia che ha come obiettivo quello di favorire la nascita di nuove imprese e startup innovative nel settore dell’edilizia.
Già nel 2021 il sistema costruttivo di Proxima ha ottenuto il brevetto e, attraverso il Programma di valorizzazione Boostech finanziato dall’Unione Europea–NextGenerationEU - PNRR, è stato realizzato nel 2025 il primo prototipo di tecnomodulo completo e funzionante, sviluppato in collaborazione con Siemens, Sanika, Gewiss, Valsir, Energa Engineering, JDP Architects, Crea e Progress.
“Dopo il successo raggiunto con l’ideazione del Tecnomodulo Proxima, siamo orgogliosi di essere fra i protagonisti di Klimahouse 2026. Esporre anche in questa occasione la nostra idea di nuovo ecosistema architettonico, significa posizionarsi fra le migliori avanguardie che puntano a costruire un futuro prospero nel settore. Oggi più che mai è necessaria un’edilizia intelligente, adattiva e dinamica, non più basata su strutture rigide e predefinite, ma capace di modellarsi sui bisogni specifici e mutevoli degli utenti. Il percorso intrapreso ci consente oggi di promuovere una sintesi avanzata tra sensoristica e digitalizzazione, favorendo un rapporto sostenibile e sicuro tra edificio, gestore e utenti” – ha dichiarato l’architetto Joseph di Pasquale.
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