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Per meglio orientarci nel mondo delle pile Alcaline e Ricaricabili, GP Batteries analizza un po' di aspetti, con qualche consiglio per valutare bene l’acquisto migliore (e più redditizio).
Vi è mai capitato di trovarti davanti a quel cassetto "magico", magari in cucina, quello pieno di pile sparse, cavetti misteriosi, con un carico di speranza (frustrata) di trovare una o due pile cariche, proprio quando il telecomando decide di abbandonarti sul più bello? Ebbene la risposta è probabilmente affermativa!
Scegliere la batteria giusta sembra un gesto banale, quasi automatico. Eppure, dietro la scelta di quei cilindretti colorati si nasconde una delle decisioni più sottovalutate per il nostro portafoglio e per l’ambiente. Già, perché non è solo questione di quanto durano le batterie ma anche come usiamo l'energia che ci forniscono. Cosa succede quando siamo al supermercato e ci viene in mente che “servono le pile"? Quali sono le informazioni che guardiamo prima e che ci spingono a scegliere un prodotto piuttosto che un altro? Iniziamo col dire che la parte più importante delle pile non è tanto quella che vediamo fuori, ma la tecnologia che c’è dietro.
Per orientarci meglio nel mondo delle pile alcaline e ricaricabili, analizziamo un po' di aspetti, in particolare mettiamo in evidenza le informazioni essenziali che serviranno quando, davanti allo scaffale, cercheremo di scegliere il blister giusto!
Pile alcaline: le “velociste” pronte all'uso
Le batterie alcaline rimangono ancora le "tuttofare" del mercato. Il motivo? Perché hanno un grande punto di forza: la prontezza. Sono stabili e quindi sono in grado di mantenere la carica per anni, se lasciate nel cassetto (bassa autoscarica), oltre ad essere economiche al momento dell’acquisto. Quindi sì, sono le pile che cerchi disperatamente quando il telecomando del televisore ti abbandona!
Quando sceglierle
Le pile alcaline sono perfette per i dispositivi a basso consumo costante. Si tratta di dispositivi come telecomandi, orologi da parete, stazioncine meteo, bilance pesapersone o anche apparecchiature più specifiche come i rilevatori di fumo o CO2. Ti stai chiedendo perché non impiegare una ricaricabile, dato che promuoviamo il consumo sostenibile?! Una motivazione c’è ed è più che valida: in questi casi, una pila ricaricabile sarebbe “sprecata” perché avrebbe la tendenza a scaricarsi da sola, prima ancora che il dispositivo abbia consumato tutta l'energia disponibile (parliamo sempre di autoscarica).
Se si acquistano pile alcaline, potete puntare sui pacchi scorta di qualità e, consiglio d’oro, evitare di lasciarle per mesi nei dispositivi che non usate. Il rischio è quello della fuoriuscita di liquidi che potrebbero rovinare di sicuro i contatti del vostro prodotto preferito.
Pile ricaricabili: le maratonete del risparmio
L’acquisto di batterie ricaricabili (solitamente NiMH - Nichel-Metallo Idruro) richiede un investimento iniziale più consistente: le pile costano di più e, se non ne hai già uno, devi procurarti un caricabatterie. Nonostante tutto questo è un investimento che si ripaga in pochissimo tempo, sia economicamente che in termini di impatto ambientale. Infatti una batteria ricaricabile può essere ricaricata 200, 500 o addirittura 1500 volte (ad esempio con la versione Recyko Pro), sostituendo di fatto qualche migliaio di usa e getta.
Quando sceglierle
Per tutti i dispositivi che hanno un consumo medio alto oppure che vengono utilizzati di frequente, la pila ricaricabile è una scelta quasi obbligata. Controller per console, rasoi elettrici, giocattoli radiocomandati, fotocamere digitali o mouse wireless sono, ad esempio, alcuni dispositivi che vengono utilizzati molto spesso, anche di continuo. In questo contesto la ricaricabile brilla perché può essere rigenerata centinaia di volte e, prima di perdere le sue caratteristiche di scarica, passerà molto tempo. A questo proposito il mondo delle ricaricabili da un decennio a questa parte è un po' cambiato. Se sei rimasto alle ricaricabili di dieci anni fa che si scaricavano dopo due giorni di inattività o peggio, prima di poterle utilizzare occorrevano ore e ore per la prima carica, ci sono buone notizie! Oggi sono ampiamente disponibili le versioni di pile ricaricabili "LSD" (Low Self Discharge) che sono disponibili a scaffale già cariche e mantengono l'energia per mesi. Lo si può capire in quanto sulla confezione è presente la dicitura "pre-caricate".
Sostenibilità non è solo marketing
Ogni volta che buttiamo una pila usa e getta, stiamo generando un rifiuto speciale che richiede un processo di smaltimento complesso. Una singola batteria ricaricabile può sostituire, nel corso della sua vita, fino a mille pile alcaline.
Immaginate la montagna di metallo e sostanze chimiche in meno prodotte. Scegliere ricaricabile dove possibile non è solo un modo per risparmiare euro, ma un atto di responsabilità verso l'ambiente. È quel "valore aggiunto" che spesso dimentichiamo di considerare al momento dell'acquisto. Perché se riciclare è possibile, comunque ha un costo sia di risorse che squisitamente economico. Per questo motivo cercare di limitare il più possibile la produzione di rifiuti resta comunque l’opzione più sostenibile.
Il Mix Strategico
Prima di scegliere e acquistare pile alcaline o ricaricabili, cosa serve considerare?
Analizza i tuoi dispositivi: A casa con calma, fai una lista di tutti i dispositivi che utilizzi abitualmente. Quanti telecomandi, orologi, mouse, rasoi, ecc. possiedi? In base a questo ti suggeriamo di articolare la scelta costruendo un kit ibrido di pile formato da:
- Un set di 8 o 12 ricaricabili (AA e AAA oppure stilo e mini-stilo, per intenderci) con un caricatore intelligente (a spegnimento automatico quando la carica è ultimata). Questa scorta si può utilizzare su tutto ciò che utilizza più velocemente energia.
- Una scorta di pile alcaline, ovviamente di buona qualità, (non andate al risparmio), che terrai in casa solo per le emergenze. Tutti i dispositivi che sono meno energivori e che quindi non hanno bisogno di frequenti sostituzioni, tendono ad essere dimenticati. Parliamo proprio dei telecomandi, degli orologi da parete, delle stazioncine meteo e tanto altro. Funzionano per mesi e mesi prima di esaurirsi definitivamente, quindi una scorta in casa, due, quattro o sei pile, risolvono le emergenze.
Un ultimo consiglio è quello di prestare attenzione al voltaggio. Le batterie ricaricabili hanno un voltaggio nominale di 1.2V mentre le alcaline 1.5V delle alcaline. La stragrande maggioranza dei dispositivi moderni non sente la differenza di 0,3 V, tuttavia se un apparecchio elettronico è molto vecchio e sembra non funzionare bene, questo è il motivo.
Conclusione
Avrai capito che non esiste la batteria "migliore" in assoluto ma ne esistono di corrette per l'uso che si intende fare. A questo proposito possiamo fare una riflessione: smettere di comprare pile usa e getta (vero, costano meno sull’etichetta a scaffale, ma a conti fatti abbiamo già visto che le ricaricabili sono più economiche) per giochi e gadget energivori farà risparmiare a lungo termine decine di euro all'anno e ridurrà in modo significativo anche l’impatto ambientale. Al contrario, usare una ricaricabile nel telecomando, sebbene sia tecnicamente possibile, sarà meno efficiente poiché ti costringerà a ricaricare di tanto in tanto le batterie. La prossima volta che ti troverete davanti allo scaffale, non guardare più solo il prezzo più basso ma soffermati a pensare a quante volte dovrai tornare per effettuare nuovamente l’acquisto di nuove batterie. GP Batteries conosce perfettamente l’importanza di una scelta di acquisto informata: ciò significa dare energia non solo ai tuoi dispositivi, ma anche alle scelte consapevoli.
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