Fase Nomination: lascia il tuo voto agli Italian Security Awards 2026
Il nuovo rapporto di Amazon Web Services evidenzia un incremento nell'uso delle tecnologie digitali, ma l'evoluzione verso i sistemi più avanzati e l'IA agentica rimane frenata da ostacoli normativi, carenza di competenze e investimenti ridotti.
L'adozione dell'intelligenza artificiale (AI) continua a far registrare progressi significativi all'interno del tessuto imprenditoriale italiano, spinta da una parallela espansione delle infrastrutture di rete. Secondo il report "Unlocking Italy’s AI Potential", commissionato da Amazon Web Services e curato dalla società di consulenza Strand Partners, il 40% delle imprese italiane ha integrato soluzioni di intelligenza artificiale, evidenziando un incremento del 33% su base annua. Nel segmento delle piccole e medie imprese la quota si attesta al 38%. Questo percorso di digitalizzazione è strettamente legato al cloud computing, che vede il 70% delle aziende coinvolte. I benefici si riflettono direttamente sulla produttività per il 66% degli intervistati e sulla velocità di innovazione, con il 72% delle realtà che dichiara un'accelerazione dei processi negli ultimi due anni, un valore che tocca l'88% nel caso delle startup. Nonostante l'ottimismo diffuso, con nove aziende su dieci che prevedono una crescita nei prossimi dodici mesi, la trasformazione strutturale del Paese procede a ritmi lenti.
La maggior parte del mercato si trova infatti ancora in una fase embrionale, con quasi sei imprese su dieci focalizzate su strumenti di IA di base e pronti all'uso, come i chatbot pubblici rivolti principalmente all'efficienza operativa. Il livello intermedio di integrazione copre il 24% del panorama, mentre solo il 13% delle imprese ha raggiunto una fase di utilizzo avanzato o personalizzato. Questo dato, pur segnando un leggero progresso rispetto all'11% dell'anno precedente, resta fortemente distante dalla media europea del 22%. Continuando con questa andatura, l'Italia raggiungerebbe la soglia del 50% di adozione avanzata soltanto nel 2034. Un discorso analogo interessa la nuova frontiera dell'intelligenza artificiale agentica, ossia sistemi capaci di pianificare e agire in autonomia: solo il 18% dei manager la conosce e appena il 2% l'ha implementata, sebbene il 55% si dica interessato a sperimentarla dopo averne compreso le potenzialità. Questa timidezza tecnologica ha causato un calo nella propensione a lanciare sul mercato nuovi prodotti o servizi basati sull'IA, scesa al 34% rispetto al 40% registrato nel 2025.
In questo scenario, le startup italiane faticano a scalare il mercato e mostrano una preoccupante vulnerabilità, tanto che il 34% delle startup valuta l'ipotesi di lasciare l’Europa per accelerare il proprio percorso di sviluppo. A spingere i giovani imprenditori oltre i confini europei sono soprattutto la ricerca di maggiori finanziamenti, una migliore proiezione sui mercati internazionali e la disponibilità di incubatori o partnership strutturate. I freni che rallentano l'adozione trasformativa dell'intelligenza artificiale nel Paese si concentrano in tre aree critiche: la burocrazia, le competenze e i capitali. Dal punto di vista regolatorio, la complessità della conformità normativa assorbe oggi ben il 34% della spesa tecnologica complessiva delle aziende italiane, una percentuale in crescita ma comunque inferiore al 42% registrato a livello europeo.
Sul fronte delle risorse umane, la carenza di profili specializzati rappresenta un freno importante per il 48% delle imprese, e il 43% lamenta una generale insufficienza di abilità digitali nella forza lavoro complessiva, a fronte di un esiguo 18% di realtà che dichiara di possedere competenze interne davvero solide. Infine, l'espansione dei progetti pilota è fortemente limitata dai budget: il 40% delle aziende non ha stanziato fondi dedicati all’intelligenza artificiale e il 26% denuncia una netta scarsità di risorse finanziarie, sebbene l'86% dei manager sia consapevole del fatto che i sistemi di IA occuperanno una quota progressivamente maggiore all'interno della spesa informatica dei prossimi anni.
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
Saranno considerate sempre ingannevoli espressioni generiche come "ecosostenibile", "verde" o "amico dell'ambiente" qualora non siano supportate da un’eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali, certificata da un ente pubblico o da un terzo indipendente. Verranno banditi i bollini ecologici auto-certificati dai reparti marketing e le promesse di impatto climatico neutro basate semplicemente sull'acquisto di crediti di carbonio.
21-09-2026
Un accordo strategico quindicennale che unisce l'acquisizione di un parco solare da 5,5 MWp a San Giorgio di Nogaro e una connessione privata diretta, garantendo oltre un quarto del fabbisogno energetico dello stabilimento del Gruppo IMG con energia pulita e costi stabili.
19-09-2026
Il nuovo NASA-IBM Lunar Foundation Model trasforma decenni di osservazioni scientifiche in una base dati unificata, superando i metodi tradizionali nell'identificazione di crateri, ghiaccio e attività vulcanica per supportare una presenza umana sostenibile.
19-09-2026
Una partnership strategica di grande respiro che combina l'esperienza energetica di E.ON e il know-how tecnologico di BYD, con l'obiettivo di rendere la ricarica flessibile accessibile a milioni di automobilisti e accelerare la transizione ecologica.
18-09-2026
Il Premio è dedicato ai Migliori Progetti sviluppati nell'anno 2025, realizzati da un ecosistema virtuoso composto da aziende innovative, start-up, realtà del mondo Accademico. La 5ª edizione si è caratterizzata per l’assegnazione di 10 premi in diversi ambiti, dal sociale all'agrifoodtech, dall'innovazione tech all'economia circolare, dai servizi al cittadino all'energia, dall'ambito industriale alle smart city.
Dopo l'inaugurazione della sede milanese, la società di intelligenza artificiale affida la guida del mercato italiano al manager forte di una lunga esperienza in Stripe e AWS, mentre grandi gruppi come Generali, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e Unipol integrano Claude Code nei propri processi di sviluppo.
Un hub costituito da 5000 metri quadrati di laboratori all’avanguardia dedicati alla ricerca, allo sviluppo e al trasferimento tecnologico nel campo della transizione energetica.
Sviluppato per rendere la conoscenza sul cibo più accessibile e immediata, il nuovo strumento digitale debutterà a Torino dal 24 al 27 settembre, offrendo supporto multilingua e percorsi personalizzati ai visitatori.