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Innovazione e AI: 7 imprese su 10 investono ma solo la metà ottiene profitti

Presentato un nuovo vademecum strategico per superare i limiti strutturali e sfruttare i fondi del Piano Transizione 5.0 e del PNRR nella corsa alla digitalizzazione.

Intelligenza Artificiale

Il panorama dell’innovazione globale vive oggi un paradosso evidente dove l’urgenza di adottare l’intelligenza artificiale si scontra con una preparazione digitale spesso inadeguata. Secondo i dati recenti della Digital Skills and Jobs Platform dell’Unione Europea, il 68% delle organizzazioni investe pesantemente in AI (intelligenza artificiale), spaziando dal machine learning ai sistemi generativi, eppure solo il 54% registra un ritorno economico positivo. Questo divario tra spesa e rendimento evidenzia come la tecnologia, se priva di una visione strategica, rischi di trasformarsi in un costo infruttuoso piuttosto che in un asset patrimoniale.

Le difficoltà principali che frenano il successo di questi progetti riguardano la complessità di integrazione con i sistemi IT esistenti, la cronica carenza di talenti qualificati e i vincoli normativi sempre più stringenti. In Italia, dove il mercato digitale è proiettato verso un valore di 91,4 miliardi di euro entro il 2028, la sfida non è solo tecnica ma culturale. Le aziende italiane si trovano in un momento cruciale, poiché il 57% ammette ritardi nell'innovazione dovuti a problemi strutturali nei propri stack tecnologici, rendendo necessaria una guida esperta per navigare la transizione.

Per rispondere a questa esigenza, la collaborazione tra QuestIT by Vection Technologies e Centro Studi Area 12 ha portato alla creazione di un vademecum operativo che unisce tecnologia d'avanguardia e finanza agevolata. L’obiettivo è trasformare l'IA in un investimento documentabile a sostegno della crescita, partendo da un’analisi reale dei processi aziendali per identificare aree dove l'IA conversazionale e agentica possa generare impatti misurabili su fatturato e marginalità senza interventi invasivi sulle infrastrutture già presenti.

Il contesto normativo italiano offre oggi strumenti straordinari per colmare questo gap digitale. Il Piano Transizione 5.0 rappresenta una delle opportunità più rilevanti, mettendo a disposizione risorse per progetti che integrano l'automazione intelligente con l'efficientamento energetico. A questo si aggiungono i crediti d’imposta per beni 4.0, le misure del PNRR specificamente dedicate alla digitalizzazione delle PMI e i programmi di assessment come il bando PID Next, che permettono di ridurre drasticamente l'impiego di risorse proprie attraverso contributi a fondo perduto.

Il percorso verso una digitalizzazione profittevole deve necessariamente poggiare su pilastri solidi che partano dall'assessment della maturità digitale e dalla definizione di una roadmap personalizzata. Non meno importante è la formazione del capitale umano, affinché l'intelligenza artificiale non resti un corpo estraneo ma diventi uno strumento gestito consapevolmente dai team interni. Solo attraverso l'ottimizzazione finanziaria e la mappatura strategica degli incentivi è possibile garantire che l'innovazione tecnologica si traduca in un reale vantaggio competitivo e in una solidità economica duratura per l'impresa.

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