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Secondo l’ultima indagine Ipsos Doxa, i giovani chiedono formazione: tra voglia di esperienza (29%) e apprendimento di un mestiere (23%), la riforma dell'istruzione diventa una sfida nazionale prioritaria per rispondere alle ambizioni delle nuove generazioni nei prossimi 10 anni.
Più che una mancanza di lavoro, quella dei giovani italiani è una crisi di fiducia e di prospettive. Disorientate tra il timore dello sfruttamento e il desiderio di un sano equilibrio tra vita e carriera, le nuove generazioni faticano a trovare una guida in un mercato sempre più aggressivo. Per rispondere a questa urgenza, Ecosistema Formazione Italia (EFI) organizza, per il terzo anno, l’Innovation Training Summit, due giorni - il 26 e il 27 marzo - per provare a trasformare l’incertezza in opportunità.
Secondo l’ultima indagine Ipsos Doxa, i giovani italiani under 35 manifestano una profonda preoccupazione per il proprio futuro professionale: la mancanza di prospettive e l'instabilità lavorativa (entrambe al 32%) sono indicati come i principali problemi della società moderna. Per gli intervistati, inoltre, il lavoro è visto soprattutto come fonte di reddito (79%) e strumento di indipendenza (81%).
Emergono, però, forti timori legati alla qualità del proprio lavoro: il 40% degli under 35 ha paura di essere sfruttato, il 28% teme di non avere più tempo per sé e il 24% è preoccupato per l'assenza di tutele o per un ambiente relazionale negativo con i colleghi.
Nonostante le paure, i giovani cercano opportunità di crescita: il 29% considera prioritario poter fare esperienza, mentre il 23% indica come aspetto fondamentale la possibilità di imparare un mestiere. Appare evidente, quindi, come la formazione non sia più un optional, ma la risposta alla richiesta del 14% dei giovani che vede nella riforma del sistema educativo una delle sfide principali per l'Italia nei prossimi 10 anni.
La ricerca evidenzia che i giovani aspirano a un modello lavorativo flessibile, meritocratico e attento al benessere. Il 56% ha espresso preferenza per il settore privato, il 62% richiede smartworking e il 64% orari flessibili, mentre il 23% punta l’attenzione sulla meritocrazia e cerca un capo capace di ascoltare e di riconoscere i meriti di ciascuno.
L'evento giunto alla sua terza edizione e in programma a Roma il 26 e 27 marzo presso l’Auditorium della Tecnica a Roma, vedrà la partecipazione di esperti internazionali, aziende e istituzioni per discutere di come l'intelligenza artificiale, le soft skills e i nuovi modelli di apprendimento possano creare un ecosistema lavorativo più equo, sicuro e stimolante per le nuove generazioni.
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