Il consumo tessile pro capite nell'Area UE è cresciuto di 2kg all’anno tra il 2019 e il 2022, mentre il numero medio di utilizzi per capo è diminuito del 36 percento.
Secondo la Ellen MacArthur Foundation tra il 2000 e il 2015 la produzione mondiale di abbigliamento è raddoppiata, mentre il numero medio di volte in cui un capo viene indossato è diminuito del 36%. E dopo la pandemia il trend è peggiorato: uno studio dell’Agenzia Europea per l’ambiente (EEA) il consumo tessile pro capite nella UE è aumentato da 17 kg a 19 kg di tessuti all’anno tra il 2019 e il 2022, con circa 12 kg, abbastanza per riempire una valigia, buttati ogni anno.
Un modello di consumo direttamente collegato al forte aumento dei rifiuti tessili generati ogni anno, che è uno dei fattori che sta mettendo in crisi la filiera del recupero in Italia e in Europa. «La riduzione del rifiuto comincia con un intervento a monte, ossia prolungando la vita utile di indumenti e calzature. Ogni utilizzo in più consente di valorizzare le risorse impiegate per produrli e di contenere la quantità di scarti da gestire» è la riflessione di Giancarlo Dezio, direttore generaledi Ecotessili, consorzio italiano per la raccolta e il recupero dei rifiuti tessili in ambito EPR.
Il settore tessile è tra quelli a maggiore intensità di materie prime, acqua ed energia. Accorciare il ciclo di vita dei prodotti moltiplica gli impatti ambientali legati alla produzione, al trasporto e allo smaltimento. Per questo motivo, ricorda Ecotessili, la durata effettiva di un capo è uno dei fattori chiave per migliorarne l’impatto ambientale e che scelte di consumo sostenibile possono allungarne la vita utile. Ecco quindi alcune strategie da mettere in atto in proposito:
«L’economia circolare nel tessile inizia dalla consapevolezza e dall’adozione di comportamenti virtuosi – sottolinea Dezio –. Fare acquisti pensando alla durata dei capi, utilizzarli il più possibile e, solo in ultima istanza, destinarli alla raccolta differenziata è la sequenza di azioni che permette di contrastare la crescita dei rifiuti tessili».
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