: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
Su un totale di poco più di 19 milioni di tonnellate di rottame ferroso consumato a livello nazionale (Fonderie di Ghisa comprese), quasi 12,5 milioni sono stati ricevuti dalla raccolta nazionale. Considerando che circa 4,5 milioni di tonnellate sono pervenute da Paesi membri dell’Unione europea, soltanto il 3,2% del rottame ferroso consumato in Italia è stato importato da Paesi Extra-UE (607.000 tonnellate).
In occasione delle interrogazioni parlamentari presso la Camera dei Deputati dello scorso 29 novembre, si è tornato a parlare di esportazione di rottami ferrosi in relazione alle esigenze della siderurgia nazionale, che utilizza il rottame come materia prima per la produzione di acciaio. ASSOFERMET, l’Associazione che rappresenta il recupero e riciclo di rottami metallici, sottolinea che i dati pubblici a disposizione dimostrano l’ampia disponibilità di rottame ferroso per gli impianti siderurgici del nostro Paese.
Nel 2022, anno sul quale sono interamente disponibili i dati, su un totale di poco più di 19 milioni di tonnellate di rottame ferroso consumato a livello nazionale (Fonderie di Ghisa comprese), quasi 12,5 milioni sono stati ricevuti dalla raccolta nazionale. Considerando che circa 4,5 milioni di tonnellate sono pervenute da Paesi membri dell’Unione europea, soltanto il 3,2% del rottame ferroso consumato in Italia è stato importato da Paesi Extra-UE (607.000 tonnellate). È quindi evidente che la disponibilità di rottame sul territorio nazionale è sempre stata inferiore alla quantità complessivamente richiesta dalla nostra efficiente siderurgia: tuttavia, non è possibile parlare di una situazione di emergenza nella produzione di acciaio, dal momento che il mercato UE continua a essere una fonte strategica e consolidata di continuo approvvigionamento. Nel territorio dell’Unione europea, infatti, la disponibilità di rottame ferroso è particolarmente ampia, come dimostrano le 17,7 milioni le tonnellate di rottame ferroso in eccesso esportate verso Paesi Extra-UE nel 2022, per via del mancato assorbimento interno UE.
Per quanto riguarda l’esportazione di rottame dall’Italia, nel corso delle interrogazioni parlamentari sarebbe emerso che l’Italia è al 22° posto fra i Paesi che esportano rottame ferroso a livello mondiale. Tutti i più recenti dati dimostrano quanto l’export sia un fenomeno estremamente marginale e secondario nel mercato italiano del rottame ferroso: nel periodo gennaio-agosto 2023 sono state esportate verso Paesi Extra-UE poco più di 317 mila tonnellate, in tutto il 2022 516 mila tonnellate, mentre nel 2021 solo 387 mila tonnellate. Si tratta di numeri che dimostrano in ampia misura e senza ombra di dubbio che l’esportazione di rottame non danneggia in alcun modo le esigenze della siderurgia nazionale, privandola di una preziosa risorsa.
Il quadro così delineato evidenzia pertanto che, a differenza di quanto emerso nel corso dell’interrogazione parlamentare, l’esportazione di rottame ferroso non può essere correlata o chiamata in causa con riferimento al rischio di una possibile fermata delle acciaierie per presunti problemi di approvvigionamento. Se è vero che stiamo assistendo a un periodo di riduzione della produzione di acciaio sul territorio nazionale (Gen. - Ott. 2023 - 3,4% rispetto al medesimo periodo del 2022), è quindi altrettanto certo che questa diminuzione non è in nessun caso imputabile alla mancanza di disponibilità di rottame, ma a motivi ben diversi, noti agli addetti del settore. La siderurgia si è sino ad ora trovata di fronte a una domanda di acciaio in calo e a costi di produzione in risalita, in particolare costi energetici. Nel corso dell’anno il prezzo del rottame ha registrato principalmente delle riduzioni e la disponibilità è stata sostanzialmente buona: non può perciò giustificare il calo della produzione del 2023, che ha ragioni profonde, principalmente legate alla congiuntura economica negativa.
Il progetto FREDMANS di ENEA punta a rendere il nucleare più sostenibile: grazie a nuovi combustibili riciclabili, si ridurranno le scorie applicando il concetto di economia circolare anche in questo campo.
30-01-2026
Una nuova tecnologia Mitsubishi Electric rileva l’intossicazione da alcol durante la guida per fornire avvisi al conducente e persino interventi sul controllo del veicolo.
30-01-2026
Il progetto UE DRG4FOOD (con ENEA) promuove digitale e dati per un'agroalimentare più sicuro e sostenibile.
29-01-2026
La tecnologia di rete campus di Huawei garantisce un’infrastruttura condivisa tra tutte le realtà dell’hub, garantendo al tempo stesso piena autonomia della governance dei singoli processi IT.
29-01-2026
Le piccole e medie imprese italiane possono trarre grandi vantaggi dall’Intelligenza Artificiale, bisogna solo introdurla in azienda con semplicità e pragmatismo. Questo è il punto di partenza della startup padovana.
SME AI Accelerator mira a supportare oltre 20.000 Pmi nel corso dell'anno con formazione pratica gratuita, focalizzata sulle applicazioni concrete dell'intelligenza artificiale. Il programma è aperto ai titolari di piccole imprese e ai team di tutti i settori, inclusi quelli senza esperienza tecnica, e si concentra sull'uso degli strumenti di AI per migliorare produttività, efficienza e competitività.
Dalla volontà di Yellow Tech e Veliu, in partnership con Vento e Italian Tech Week, nasce la prima competizione italiana di hackathon AI, che vedrà talenti selezionati a livello internazionale sfidarsi in finale a uno degli eventi tech più importanti d’Europa.
Proxima introduce una concezione innovativa dell’edificio, inteso come unione di due sistemi edilizi distinti: una struttura madre a lungo ciclo di vita (100 anni) e una serie di tecnomoduli realizzati off-site. Questi ultimi sono device plug-in intercambiabili che concentrano servizi, sistemi e componenti tecnologici e impiantistici a breve e medio ciclo di vita (20 anni). Grazie a sistemi brevettati, funzioni e configurazioni distributive degli edifici diventano reversibili.