Un team di ricercatori della Southern Illinois University ha sviluppato gli "µBites", snack proteici ottenuti trasformando rifiuti di plastica PET e residui agricoli grazie a microrganismi e stampa 3D.
Affrontare l'inquinamento da plastica, contrastare la crisi alimentare globale e sostenere le future missioni spaziali a lunga percorrenza: sono questi gli obiettivi ambiziosi raggiunti dai ricercatori della Southern Illinois University, che sono riusciti a ingegnerizzare specifici microbi per trasformare rifiuti di plastica e scarti agricoli in biscotti ricchi di proteine. Chiamati "µBites", questi innovativi snack utilizzano come ingredienti di base la plastica PET delle comuni bottiglie d'acqua e di bibite, combinata con residui vegetali come steli e foglie di mais avanzati dai raccolti. Il complesso processo di trasformazione sfrutta acqua e ossigeno sotto condizioni estreme di calore e pressione per scomporre materiali resistenti come la plastica e la biomassa in frammenti elementari, che vengono successivamente riassemblati da lieviti programmati in proteine, grassi e acidi essenziali prima di essere modellati in forma di biscotto tramite una stampante 3D.
La ricerca ha riservato particolare attenzione anche alla palatabilità e ai valori nutrizionali del prodotto finito. Il sapore caratteristico viene conferito da un lievito geneticamente modificato in grado di generare aromi di vaniglia direttamente dalla biomassa vegetale, mentre un secondo ceppo di lievito converte l'etilenglicole, una molecola tipica della plastica PET, in beta-carotene, un prezioso precursore che l'organismo umano trasforma autonomamente in vitamina A. I test di sicurezza preliminari hanno già superato le valutazioni per il consumo umano, e i test olfattivi condotti su un campione di partecipanti hanno mostrato riscontri positivi, con la maggioranza disposta a consumare gli snack in contesti caratterizzati da risorse limitate.
Sebbene il team stia lavorando per arricchire ulteriormente la ricetta con amido, fibre e dolcificanti, puntando a rendere il prodotto accessibile al pubblico nel giro di pochi anni, le implicazioni di questa tecnologia vanno ben oltre la semplice novità culinaria. Con circa 2,1 miliardi di persone che affrontano l'insicurezza alimentare a livello globale e proiezioni che indicano quasi il 30% della popolazione mondiale a rischio fame entro il 2050, soluzioni di economia circolare come i "µBites" offrono un'alternativa sostenibile e a ciclo chiuso rispetto all'agricoltura tradizionale, capace di ridurre drasticamente i rifiuti plastici e di garantire una fonte di sostentamento sicura sia per le crisi umanitarie sulla Terra sia per i futuri esploratori dello spazio profondo.
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