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IBM supera i limiti del quantum: collegati i primi moduli criogenici per supercomputer a prova di errore

IBM ha unito e raffreddato con successo due moduli criogenici in un unico ambiente ultra-freddo, segnando una tappa fondamentale della tabella di marcia verso il rivoluzionario sistema Quantum Starling previsto per il 2029.

TechWorld

IBM ha annunciato un traguardo fondamentale nella ricerca avanzata, avendo completato con successo il collegamento e il raffreddamento di due moduli criogenici all'interno di un unico ambiente integrato. Questa nuova architettura ingegneristica è stata progettata specificamente per scalare verso un sistema modulare, condiviso e ultra-freddo, capace di connettere centinaia di chip quantistici differenti per dar vita a elaboratori di potenza senza precedenti. L'importante risultato rappresenta un passo in avanti decisivo lungo la tabella di marcia di IBM, che punta a rilasciare nel 2029 il primo computer quantistico tollerante agli errori al mondo, battezzato IBM Quantum Starling, un progetto destinato a integrare innovazioni cruciali nella correzione degli errori, nella decodifica e nella progettazione dei processori.

I primi due moduli operativi, alti e larghi oltre due metri e mezzo, hanno dimostrato durante i test iniziali la straordinaria capacità di raffreddarsi alla temperatura di quattro Kelvin in meno di cinque giorni, raggiungendo successivamente una temperatura finale inferiore a 15 millikelvin, un valore pari a oltre centottanta volte il freddo dello spazio profondo. Ciascun contenitore a vuoto offre uno spazio di cablaggio fino a dodici volte superiore rispetto ai sistemi quantistici più diffusi, consentendo un numero notevolmente maggiore di connessioni chip-to-chip. La particolare struttura a forma di scatola consente ai moduli di unirsi strettamente in fila, sfruttando lo spazio aggiuntivo per collegare direttamente i processori quantistici tramite l'innovativa tecnologia dei L-coupler, elementi fondamentali per permettere ai singoli chip di condividere informazioni, comunicare e operare come un unico grande sistema.

La tabella di marcia della società prevede di sfruttare i L-coupler entro il 2027 per collegare molteplici processori in un unico computer quantistico dotato di almeno mille qubit programmabili. Per accelerare questo processo, i nuovi processori IBM Quantum Nighthawk verranno installati all'interno dei moduli criogenici già nel corso dell'anno per ampliare i test di performance operativa, mentre ogni modulo di Starling arriverà a ospitare migliaia di qubit a pieno regime. Come sottolineato da Jay Gambetta, direttore di IBM Research, la connessione e il funzionamento operativo di questi moduli criogenici segnano un vero e proprio balzo in avanti tecnologico, capace di accelerare significativamente i progressi nella hardware, nel software e negli algoritmi quantistici per portare l'elaborazione tollerante agli errori a disposizione del mercato e delle industrie.

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