Il team dell'Università di Cagliari e del Politecnico di Milano sviluppa un calcestruzzo riciclato con prestazioni pari al tradizionale, salvaguardando le riserve mondiali di sabbia.
Dalle macerie degli "ecomostri" a nuovi edifici sostenibili: è questa la rivoluzione promessa da SARCOS (Steel And Recycled COncrete Slab), un progetto di ricerca d'avanguardia finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca. Il team di ingegneri e architetti dell'Università di Cagliari e del Politecnico di Milano ha sviluppato una soluzione innovativa per solette composte, integrando acciaio e calcestruzzo prodotto interamente con aggregati provenienti dal riciclo di demolizioni. Il risultato è un materiale che non solo rispetta l'ambiente, ma garantisce prestazioni strutturali equivalenti - e talvolta superiori - a quelle del calcestruzzo standard.
L'intuizione alla base di SARCOS è la combinazione tra le proprietà del calcestruzzo riciclato e quelle di una lamiera profilata in acciaio ad alta resistenza. I test condotti su scala reale hanno dimostrato che l'utilizzo di materiale di recupero in percentuali variabili tra il 30% e il 100% non compromette la solidità della struttura. Al termine del ciclo di vita dell'edificio, l'intero sistema è progettato per essere totalmente riciclabile: il calcestruzzo può essere nuovamente frantumato e l'acciaio fuso per futuri impieghi, chiudendo definitivamente il cerchio dell'economia circolare in cantiere.
Oltre alla gestione dei rifiuti, SARCOS risponde a un'emergenza ambientale critica: la "crisi della sabbia". Poiché l'edilizia utilizza sabbia proveniente da cave fluviali e non dal deserto, il prelievo massiccio sta devastando gli ecosistemi naturali. Sostituendo gli aggregati naturali con le macerie, il progetto offre una via d'uscita concreta per preservare i letti dei fiumi. La validità scientifica della ricerca è stata già confermata da pubblicazioni su testate di prestigio come Materials and Structures (Springer Nature), e il team punta ora a nuovi finanziamenti europei per portare questa tecnologia su scala industriale entro il settembre 2026.
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