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Al via i lavori per il nuovo impianto agrivoltaico sperimentale nato dalla collaborazione tra Statkraft e l’Università di Bari Aldo Moro.
Ha preso ufficialmente il via il cantiere di AgriBari, un innovativo impianto pilota che segna una tappa fondamentale nel percorso di ricerca verso un futuro sostenibile. Situato nel Comune di Valenzano, presso l’Azienda Didattico-Sperimentale “P. Martucci”, il progetto nasce dalla sinergia tra Statkraft, leader europeo nella produzione di energia rinnovabile, e il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Questa iniziativa si configura come una vera e propria piattaforma di sperimentazione in campo, estesa su circa 1,5 ettari, dove l’integrazione tra la produzione agricola e la generazione elettrica solare verrà analizzata con estremo rigore scientifico per un periodo di almeno quattro anni.
L’obiettivo centrale di AgriBari è misurare con precisione gli effetti della co-localizzazione tra pannelli fotovoltaici e colture, concentrandosi in particolare su specie orticole e arboree tipiche del contesto mediterraneo. Attraverso un approccio multidisciplinare, il progetto intende dimostrare come la tecnologia solare possa convivere con le pratiche agricole senza compromettere la qualità delle lavorazioni o l’efficienza operativa. I dati raccolti forniranno evidenze cruciali su aspetti chiave quali la meccanizzazione agricola, l’ottimizzazione energetica e la tutela del suolo, favorendo lo sviluppo di modelli agrivoltaici replicabili e scalabili su larga scala dal punto di vista economico.
Oltre ai benefici produttivi, AgriBari pone una cura particolare verso la sostenibilità ambientale e la conservazione degli ecosistemi. L’impianto è infatti parte di un programma globale di Statkraft volto a definire metodologie innovative per il calcolo del guadagno netto di biodiversità, monitorando costantemente la qualità ecologica del sito. Grazie all'utilizzo di tecnologie avanzate per il monitoraggio della natura, l’iniziativa punta a valorizzare il territorio non solo come fonte di energia pulita destinata prioritariamente all’autoconsumo dell’Ateneo, ma anche come laboratorio a cielo aperto per la rigenerazione della biodiversità in coerenza con gli ambiziosi obiettivi del Green Deal europeo.
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