: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
Il laboratorio, concepito come centro di studio e confronto aperto a ricercatori, istituzioni, imprese e banche, si propone di analizzare con un approccio scientifico e pragmatico le trasformazioni in corso nei mercati finanziari, con particolare attenzione alle criptovalute e al nascente euro digitale.
Presso la Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma è stato ufficialmente inaugurato un nuovo think tank multidisciplinare sul market abuse e l’impatto delle criptovalute sull’economia reale. L’iniziativa, promossa dal Consorzio T-Tauri presieduto da Giuseppe Pastore, ha preso avvio con il convegno “L’impatto delle criptovalute sull’economia reale”, che ha registrato una significativa partecipazione di esperti del settore, accademici, studenti universitari e alunni delle scuole superiori.
Il laboratorio, concepito come centro di studio e confronto aperto a ricercatori, istituzioni, imprese e banche, si propone di analizzare con un approccio scientifico e pragmatico le trasformazioni in corso nei mercati finanziari, con particolare attenzione alle criptovalute e al nascente euro digitale. Un tema di crescente rilevanza, considerata la rapida evoluzione del settore e le implicazioni normative, economiche e sociali che ne derivano.
“Le criptovalute sono l’espressione più evidente della trasformazione finanziaria in atto. Rappresentano uno strumento potenzialmente rivoluzionario, ma richiedono attenzione e una visione regolatoria lungimirante”, ha dichiarato durante l’incontro “L’impatto delle criptovalute sull’economia reale” Sandra Savino, Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, intervenuta all’evento.
Per il Preside della Facoltà di Economia, Prof. Giovanni Di Bartolomeo: “Oggi discutiamo di un tema cruciale per il futuro. Vogliamo offrire ai nostri studenti strumenti per comprendere le professioni di domani, profondamente diverse da quelle di oggi”. Tra i relatori il Rettore Vicario e Ordinario di Economia presso Sapienza Università di Roma, Giuseppe Ciccarone; l’Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso Sapienza Università di Roma, Bernardino Quattrociocchi; il Presidente di Unindustria Lazio Giuseppe Biazzo; il Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma Giovanni B. Calì; Pamela Pace, Head Advisory di Neverhack Southern Europe e Giuseppe Pastore, Presidente del Consorzio T-Tauri.
Proprio secondo Giuseppe Pastore, presidente del Consorzio T-Tauri, “la formazione dei giovani è centrale: sono loro i veri protagonisti di questa rivoluzione. Le criptovalute possono rappresentare un’opportunità straordinaria, purché l’innovazione sia al servizio della persona”. All’iniziativa hanno partecipato anche gli studenti dell’Istituto Vittorio Veneto di Latina, a testimonianza del forte orientamento educativo e divulgativo del progetto.
Il dibattito si inserisce in un contesto in cui l’interesse degli italiani per le criptovalute resta elevato, nonostante una flessione nella quota dei possessori. Secondo un recente report realizzato dal Rettore Vicario e Ordinario di Economia presso Sapienza Università di Roma, Giuseppe Ciccarone e dall’Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso Sapienza Università di Roma, Bernardino Quattrociocchi, sull’impatto delle crypto in Italia e in Europa, nel 2024 erano circa 2,7 milioni gli italiani tra i 18 e i 75 anni a detenere criptovalute (7% della popolazione in quella fascia d’età), in calo rispetto ai 3,6 milioni del 2023. Tuttavia, oltre 13 milioni di cittadini dichiarano di aver avuto a che fare con criptovalute, segno di una diffusione ampia, sebbene con investimenti ancora contenuti (l’85% ha investito meno di 5.000 euro).
Anche se l’Italia rappresenta meno dell’1% dei volumi europei di transazioni in criptovalute, il mercato è in crescita: solo nel primo trimestre del 2023 le transazioni fiat-crypto hanno superato 1,54 miliardi di euro, con un incremento del 23% rispetto all’anno precedente.
Preoccupano, tuttavia, i rischi legati all’uso illecito delle criptovalute. Le segnalazioni di operazioni sospette in Italia hanno superato quota 5.000 nel 2022, con un aumento del 45% rispetto all’anno precedente. Fenomeni come riciclaggio, frodi online ed evasione fiscale evidenziano la necessità di un quadro normativo chiaro e strumenti di controllo più incisivi. Il tema della sicurezza delle transazioni, sempre più centrale in un contesto di digitalizzazione spinta, è stato affrontato da Pamela Pace, Head Advisory di Neverhack Southern Europe, che ha offerto una prospettiva tecnica sulle vulnerabilità informatiche e sulle opportunità offerte dalla cybersicurezza nel mondo crypto.
Secondo Giuseppe Ciccarone, ordinario di Economia presso la Sapienza Università di Roma, “siamo solo all’inizio: la quota del mercato finanziario occupata dalle criptovalute è ancora limitata, ma l’esperienza e la teoria suggeriscono che l’impatto sia destinato a crescere”.
“Le monete digitali e, più in generale, il dibattito sull’era digitale rendono fondamentali giornate di confronto come questa. Le criptovalute stanno conquistando sempre più spazio non solo tra i giovani, ma anche tra gli imprenditori. È quindi essenziale comprendere il loro impatto sull’economia quotidiana. In Italia si contano già circa 17 milioni di persone che hanno posseduto o intendono possedere criptovalute, spesso con investimenti di entità contenuta, inferiori ai 5.000 euro” ha sottolineato il professor Bernardino Quattrociocchi, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso la Sapienza Università di Roma.
Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria Lazio, ha sottolineato come “le criptovalute siano un territorio di frontiera: non sono semplicemente una versione digitale della moneta, ma mirano a ridefinire il concetto stesso di valuta. Una sfida da affrontare con prudenza, consapevoli del ruolo centrale delle istituzioni monetarie”. Il nuovo think tank si propone dunque come spazio di dialogo e ricerca per interpretare i segnali del cambiamento economico globale e contribuire alla costruzione di una cultura economico-finanziaria aggiornata, responsabile e orientata al futuro.
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