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Secondo una ricerca di The Trade Desk e PA Consulting, il 95% del tempo digitale si svolge al di fuori degli ambienti AI. Sebbene il 77% degli utenti utilizzi i motori di ricerca intelligenti, per le decisioni importanti la scelta finale premia i media premium e l'open web.
L’intelligenza artificiale sta ridefinendo radicalmente il modo in cui le persone cercano e processano le informazioni, offrendo percorsi di scoperta più rapidi e immediati. Tuttavia, quando si tratta di compiere scelte rilevanti, la fiducia continua a giocare un ruolo determinante. È quanto emerge da una nuova ricerca condotta da The Trade Desk in collaborazione con PA Consulting, che analizza il comportamento dei consumatori nell'era dell'AI e l'importanza strategica dell'open internet e dei media premium.
Nonostante il 77% degli utenti dichiari di prevedere un incremento nell'utilizzo dei motori di ricerca basati sull'intelligenza artificiale, i dati rivelano una netta distinzione tra velocità e affidabilità. L’87% dei consumatori ammette di non fidarsi completamente degli strumenti di AI e di avvertire la necessità di verificare le informazioni attraverso altre fonti, trovando nell'open internet il punto di riferimento imprescindibile. Del resto, le abitudini digitali confermano questa dinamica: il 95% del tempo trascorso online si svolge al di fuori degli ambienti AI, distribuendosi tra piattaforme di streaming, podcast, applicazioni mobile, siti web e open web.
L'analisi evidenzia una linea di demarcazione ben precisa basata sulla complessità della decisione. Per le attività semplici e a basso impatto, gli strumenti di AI vengono percepiti come efficienti e utili; tuttavia, due consumatori su tre concordano sul fatto che essi non siano altrettanto affidabili quando la scelta comporta un investimento economico, emotivo o personale significativo. In questi casi, l'88% degli utenti non si sente a proprio agio nell'affidarsi esclusivamente all'intelligenza artificiale, preferendo orientarsi verso fonti ritenute più credibili come siti editoriali, piattaforme di comparazione, recensioni specializzate e ambienti premium.
In questo scenario, AI e open internet non rappresentano due mondi in competizione, ma dimensioni complementari del percorso d'acquisto. L'intelligenza artificiale eccelle nella fase iniziale di orientamento e sintesi, mentre l'open internet resta lo spazio deputato all'approfondimento e alla costruzione della fiducia definitiva. Un fattore confermato anche dalla percezione della creatività: due consumatori su tre ritengono che l'ispirazione generata dagli algoritmi sia meno originale rispetto alle idee concepite dagli esseri umani. Per i brand, la sfida nell'ecosistema digitale odierno non si limita a farsi trovare dagli algoritmi, ma consiste nel conquistare la preferenza delle persone, un obiettivo per cui i consumatori risultano 1,6 volte più propensi a finalizzare un acquisto sull'open internet rispetto a un percorso interamente gestito dall'AI.
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