Presentato alla Camera il Rapporto Federalimentare 2026: cresce l'ecosistema dell'innovazione "dal campo alla tavola" con l'intelligenza artificiale come nuovo motore strategico.
Autore: Redazione InnovationCity
Il Rapporto 2026 "La Trasformazione tecnologica dell’agroalimentare Made in Italy", promosso da Federalimentare, scatta la fotografia di un settore in forte fermento. I dati rivelano che la startup economy nell'Agri&FoodTech sta finalmente riducendo il gap con i principali competitor europei come Francia, Germania e Spagna. Gli investimenti nel settore hanno raggiunto quota 122 milioni di euro, segnando un incremento del 18% rispetto all'anno precedente.
L'ecosistema italiano conta oggi 571 startup attive lungo tutta la filiera, supportate da 20 centri di ricerca e 15 fondi specializzati tra incubatori e acceleratori. Si tratta di numeri cruciali per un comparto che, considerando l'intera filiera "from farm to fork", ha superato il valore di 700 miliardi di euro, arrivando a pesare per il 32% del PIL nazionale. Tuttavia, il rapporto sottolinea la necessità di uno sforzo immediato per trasformare questa spinta tecnologica in vera capacità industriale, coinvolgendo non solo i grandi player ma anche le piccole e medie imprese.
Il vero fattore abilitante di questa trasformazione è identificato nell'Intelligenza Artificiale. L'AI non è più una prospettiva futura, ma una tecnologia centrale capace di migliorare efficienza e performance in ogni segmento della produzione. Secondo il Centro di Ricerca Luiss-X.ITE, le imprese agroalimentari dovranno necessariamente ridisegnare i propri modelli di business intorno alle soluzioni di AI per mantenere la leadership globale del Made in Italy. L'obiettivo è consolidare un sistema che sappia trasformare la ricerca in innovazione strutturale, garantendo la competitività del settore in un'era di profondi cambiamenti tecnologici.
Per Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare: “L’industria alimentare italiana, che nel 2025 ha segnato nuovi record con oltre 200 miliardi di fatturato e 59 miliardi di export, si conferma un successo globale perché rappresenta quello che il mondo cerca: qualità, gusto, tradizione, fiducia. Per sostenere il suo sviluppo anche in futuro, l’innovazione sarà alla base della competitività del settore, anche per seguire i nuovi trend dell’alimentazione mondiale. Per questo abbiamo voluto dare alta priorità alla costruzione di un ecosistema nazionale dell’innovazione del settore agroalimentare, che favorisca l’incontro tra centri di ricerca e industrie, in particolare le PMI, e alla promozione della conoscenza e dello sviluppo delle start-up innovative in Italia”.