La Corte d'Appello Federale degli Stati Uniti ha respinto la richiesta dell'amministrazione Trump di sospendere i procedimenti legali relativi ai rimborsi dei dazi per gli importatori. La battaglia legale, che riguarda oltre 2.000 cause intentate da piccole imprese e importatori, entra nella nuova fase, quella dei rimborsi.
Autore: Redazione InnovationCity
Oggi, lunedì 2 marzo, la Corte d'Appello Federale degli Stati Uniti ha respinto la richiesta dell'amministrazione Trump di sospendere i procedimenti legali relativi ai rimborsi dei dazi per gli importatori. La decisione segue la storica sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato illegittima la politica tariffaria del Presidente. Ora la Corte d'Appello per il Circuito Federale ha ordinato l'immediata riapertura dei procedimenti, rinviando il caso alla Corte del Commercio Internazionale degli Stati Uniti. I giudici hanno respinto fermamente la richiesta del governo di una pausa di quattro mesi, una mossa che mirava a dare tempo al potere politico di valutare altre opzioni.
La battaglia legale riguarda oltre 2.000 cause intentate da piccole imprese e importatori. Il Dipartimento di Giustizia aveva chiesto di mantenere il blocco per altri 90 giorni oltre i tempi tecnici della Corte Suprema, ma i legali delle imprese coinvolte hanno spinto per una conclusione rapida del contenzioso, così da poter procedere con le richieste di rimborso senza ulteriori ritardi.
Ricordiamo che lo scorso 20 febbraio, la Corte Suprema aveva stabilito, con una maggioranza di 6 voti contro 3, che l'uso da parte di Trump di una legge sui poteri di emergenza del 1977 per imporre dazi globali era illegale. Con questa decisione di oggi della Corte d'Appello si sblocca di fatto l'iter che consentirà a migliaia di aziende di recuperare i fondi versati sotto il regime tariffario ora annullato.