Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige ospitano sette sedi di gara, dislocate in quattro cluster principali: Milano, Cortina d'Ampezzo, Valtellina (Bormio e Livigno) e Val di Fiemme (Predazzo e Tesero). A queste si aggiungono le località specifiche per il biathlon (Anterselva), in Alto Adige, nel comprensorio della Val Pusteria, mentre la cerimonia di chiusura avverrà all'Arena di Verona, il prossimo 22 febbraio.
Autore: Redazione InnovationCity
Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 sono state definite le prime 'Olimpiadi Diffuse' nella storia sportiva a cinque cerchi. Infatti, sono distribuite su un'area di oltre 22mila chilometri quadrati tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige e che ospitano sette sedi di gara, dislocate in quattro cluster principali: Milano, Cortina d'Ampezzo, Valtellina (Bormio e Livigno) e Val di Fiemme (Predazzo e Tesero). A queste si aggiungono le località specifiche per il biathlon (Anterselva), in Alto Adige nel comprensorio della Val Pusteria, mentre la cerimonia di chiusura avverrà all'Arena di Verona, il prossimo 22 febbraio.
Tutto questo è stato messo a punto da Simico, la Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, responsabile della realizzazione delle opere connesse ai Giochi, che nel proprio masterplan ha previsto 98 interventi, 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto.
A Milano, oltre alla cerimonia di apertura avvenuta il 6 febbraio allo stadio di San Siro, la città ha avuto in carico le varie competizioni sul ghiaccio. Quattro le strutture, temporanee, dedicate: nel quartiere espositivo di Fieramilano il Milano Ice Park, il Milano Speed Skating Stadium, il Milano Rho Ice HockDey Arena e l'Arena Santa Giulia, nell'omonimo quartiere, nuovo palazzetto polifunzionale da 16mila posti che ospita l'hockey e il para ice hockey, mentre pattinaggio di figura e short track sono anndati in scena al Forum di Assago.
Due le sedi di gara in Valtellina. Anche Livigno ha dato il suo contributo, lo Snowpark Mottolino, tra i più rinomati in Europa, ha ospitato le gare di freestyle, slopestyle e snowboard, con un impianto all’avanguardia che ogni anno ospita la Coppa del Mondo. Lo sci acrobatico ha come casa il Livigno Aerials e Moguls. Bormio, invece, ha accolto lo sci alpino maschile e, per la prima volta, lo sci alpinismo sulla leggendaria pista Stelvio che lo scorso 7 febbraio ha assegnato le prime medaglie olimpiche, quelle della discesa libera maschile.
A Cortina d'Ampezzo, in provincia di Belluno, il Curling Olympic Stadium, area costruita per i Giochi Olimpici del 1956, è stato ristrutturato per ospitare gli atleti olimpici e paralimpici del curling. Sorge sullo stesso tracciato di settant'anni fa, ma è completamente nuova, la pista di bob, slittino e skeleton, mentre le gare di sci alpino femminile sono state effettuate al Tofane Alpine Skiing Centre, nel cuore delle Dolomiti.
Sempre in tema di Olimpiadi diffuse, la Val di Fiemme in Trentino-Alto Adige ha ospitato le gare di salto con gli sci mentre la combinata nordica ha avuto uil suo clou a Predazzo, dove il Ski Jumping Stagium inaugurato nel 1989 è stato adeguato per l'Olimpiade 2026. L’Arena copre una superficie di 3.000 metri quadrati ed è composta da due trampolini principali, quelli su cui si svolgono le competizioni a cinque cerchi, entrambi ristrutturati e ingranditi, e altri quattro trampolini dedicati allo sviluppo dei giovani saltatori.
Sempre in provincia di Trento, Tesero ha ospitato lo sci di fondo e le gare di combinata nordica al Cross-Country Skiing Centre. Inaugurato nel 1990 si trova a 830 metri di altitudine e offre 19 chilometri di piste. Sempre in Trentino, ma in provincia di Bolzano, Anterselva è diventata la casa del biathlon. A un passo dal confine con l'Austria, l'Arena è progettata per ospitare fino a 19 mila spettatori per ciascuna competizione.