Per quanto riguarda il settore agroalimentare, l'export tricolore verso i paesi del Mercosur vale circa 489 milioni di euro. L'intesa, oltre all'abbattimento di dazi, prevede anche il riconoscimento di ben 57 Indicazioni Geografiche Tipiche (IGP) italiane. Per quanto concerne i servizi, vale 1,9 miliardi di euro l'anno in termini di export, soprattutto trasporti e turismo, ma anche servizi finanziari, telecomunicazioni e servizi digitali.
Autore: Redazione InnovationCity
Dopo cche è stato firmato in Paraguay l'accordo commerciale ftra UE e Paesi del Mercosur (Brasile, Uruguay, Paraguay e Argentina) si iniziano a intravedere i dettagli. L'accordo, ricordiamo atteso per oltre un ventennio, è stato accolto con molte polemiche in Europa, soprattutto nell'ambito del settore agricolo, che di fatto ha gia alzato le barricate, mentre viene ritenuto dalla Commissione Europa "strategico", perchè pone fine ai dazi verso i Paesi dell'America Latina, coinvolgendo un bacino reale di quasi 700 milioni di persone e un valore di un quinto del PIL mondiale.
In generale, l'intesa Mercosur consente di abbattere i dazi su circa il 91% delle esportazioni europee verso Brasile, Uruguay, Paraguay e Argentina - e si parla del 35% per il vino, il 28% per i formaggi, il 35% sulle automobili e ricambi auto, il 20% sui macchinari e il 18% sulla chimica. Di contro si abbatte i dazi per un valore complessivo del 92% dei prodotti esportati dall'America Latina verso i Paesi UE. Secondo i primi calcoli della Commissione europea, l'accordo favorirà un aumento del 55% dell'export agroalimentare europeo verso il Mercosur e la creazione di circa mezzo milione di posti di lavoro legati all'export.
Per quanto concerne l'Italia, gli scambi con il Mercosur valgono 16,4 miliardi di euro e la liberalizzazione dell'export sul 91% del commercio con l'area sud-americana avrebbe un impatto rilevante sull'economia, sostenendo 3,4 milioni di posti di lavoro legati all'export, pari ad un occupato su sette. Il commercio con l'area copre i settori più diversi: dalle auto alla chimico-farmaceutica, dai macchinari alle apparecchiature elettriche, dall'acciaio alle materie plastiche.
Per quanto riguarda il settore agroalimentare, l'export tricolore vale circa 489 milioni di euro. L'intesa, oltre all'abbattimento di dazi, prevede anche il riconoscimento di ben 57 Indicazioni Geografiche Tipiche (IGP) italiane, fra cui Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Aceto Balsamico di Modena, Prosecco e Grappa.
Infine, per quanto concerne i servizi, il comparto vale 1,9 miliardi di euro l'anno in termini di export, soprattutto trasporti e turismo, ma anche servizi finanziari, telecomunicazioni e servizi digitali, e andrà a beneficio soprattutto delle PMI, che rappresentano il 98% dell'export italiano, favorendo procedure più snelle e minori adempimenti amministrativi per l'export.