L’aviazione del futuro si ispira ai fratelli Wright: il progetto sostenibile di Kingston University e RBF Morph

Una ricerca pionieristica punta a rivoluzionare l'aerodinamica civile attraverso ali flessibili capaci di adattarsi in volo, riducendo drasticamente consumi ed emissioni.

Autore: Redazione InnovationCity

Il settore dell’aviazione compie un passo deciso verso la sostenibilità grazie a una collaborazione internazionale che unisce il mondo accademico londinese e l'innovazione tecnologica italiana. La Kingston University di Londra, attraverso la ricerca della dottoranda Muram Abbadi, ha stretto una partnership con la software company RBF Morph per lo sviluppo di una nuova ala flessibile destinata agli aeromobili civili. Il cuore del progetto risiede nella tecnologia "morphing", ovvero la capacità dell'ala di modificare la propria geometria in modo dinamico per rispondere in tempo reale alle diverse sollecitazioni e condizioni di volo.

I principi scientifici alla base di questa innovazione affondano le radici nella storia del volo, riprendendo il concetto di deformazione alare introdotto originariamente dai fratelli Wright. A differenza delle ali rigide tradizionali dotate di superfici mobili separate (come flap e alettoni), questa nuova architettura si basa su una variazione continua e armonica della forma. L'obiettivo è analizzare e implementare variazioni controllate della curvatura alare per ottimizzare le prestazioni aerodinamiche, eliminando le discontinuità strutturali che generano resistenza superflua.

Il supporto tecnico di RBF Morph è stato fondamentale per tradurre la teoria in modelli applicabili, grazie all'integrazione con la piattaforma di simulazione Ansys. Le analisi numeriche e le simulazioni di fluidodinamica computazionale (CFD) hanno già prodotto risultati straordinari: l'adozione di ali morphing potrebbe ridurre la resistenza aerodinamica fino al 15% e incrementare la portanza mediamente del 12%. Questi dati si traducono direttamente in un miglioramento dell'efficienza complessiva del velivolo, con un impatto significativo sulla riduzione dei consumi di carburante e delle emissioni di CO2.

Il progetto, che vede la Abbadi impegnata nel suo terzo anno di dottorato con il sostegno della società aeronautica Air Charter Service (ACS), rappresenta un esempio virtuoso di come la sinergia tra università, industria del software e operatori di volo possa accelerare la transizione ecologica. Attraverso una combinazione di progettazione computazionale all'avanguardia e rigorosi test in galleria del vento, la tecnologia sviluppata tra Londra e l'Italia promette di trasformare il concetto di volo civile, rendendolo più pulito, efficiente e tecnologicamente avanzato.


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