La rete elettrica oggi è un asset nazionale strategico: ecco perché

Lo sviluppo della rete di trasmissione e la sua capacità di integrare fonti rinnovabili e accumuli sono cruciali per migliorare la sicurezza energetica e ridurre il costo dell’energia. Secondo uno studio TEHA-Terna ogni euro in essa investito genera 1,31 euro di PIL

Autore: Redazione InnovationCity

TEHA Group (The European House Ambrosetti) ha presentato oggi in un convegno dedicato a Roma lo studio "Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia", realizzato in collaborazione con Terna. Il report, spiega TEHA, approfondisce la centralità strategica della rete di trasmissione nazionale quale fattore abilitante non solo della transizione energetica, ma anche della sicurezza economica, della competitività industriale, e dell'autonomia strategica dell'Italia.

Nel nostro Paese, continua la società di consulenza, le rinnovabili sono ormai mature e competitive e contribuiscono a rafforzare l’indipendenza energetica. Tuttavia, finché il prezzo dell’elettricità resterà fortemente correlato al gas, sistema produttivo e famiglie continueranno a essere esposti alla volatilità geopolitica.

In questo scenario, la rete di trasmissione assume un valore strategico che va oltre la sua funzione tecnica: non solo trasporto dell’energia, ma pianificazione, orchestrazione e garanzia dell’equilibrio del sistema, assicurando adeguatezza, flessibilità e qualità del servizio.

Nel 2025 in Italia il 50% dell'energia è derivato da fonti rinnovabili

Gli investimenti nella rete – sottolinea TEHA - generano benefici che trascendono il perimetro energetico: rafforzano la resilienza nazionale, migliorano l’integrazione europea e valorizzano il posizionamento dell’Italia come hub elettrico nel Mediterraneo. Inoltre producono un rilevante effetto moltiplicativo su PIL, occupazione e filiere industriali nazionali. "Per questo motivo, la rete di trasmissione rappresenta una delle infrastrutture a più alto rendimento sistemico per il Paese, e investire in essa significa quindi investire nella sicurezza economica, nella competitività industriale e nell’autonomia strategica dell’Italia", ha detto Valerio De Molli, managing partner e CEO di TEHA Group.

“Nel 2025 in Italia le fonti rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione nazionale, rappresentando la principale leva per l’indipendenza energetica del Paese, e a tendere per il contenimento del prezzo dell’energia per famiglie e imprese”, ha dichiarato al convegno Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. “In questo quadro, la rete di trasmissione genera valore duraturo ed effetti sul territorio: ogni euro investito si traduce in 1,3 euro di PIL. Guardando al lungo termine, è opportuno garantire un mix equilibrato fra energia eolica e solare, integrato con una percentuale adeguata di generazione programmabile a basse emissioni”.

Ma vediamo più in dettaglio i principali nove messaggi dello studio TEHA-Terna:

1. Nel mondo il costo medio di produzione dell’energia da solare ed eolico è in continua riduzione (-90% solare e -70% eolico tra 2010 e 2024). Questo trend riguarda anche l’Europa che, nel 2025, ha raggiunto un traguardo importante: per la prima volta la quota di generazione elettrica da solare ed eolico è passata al primo posto, superando quella da fonti fossili (30% contro 29%). Più indietro nucleare (23%), idroelettrico (12%) e altre rinnovabili (6%). Nello stesso anno il solare ha registrato una crescita record (+61 TWh, +20% vs 2024), portando le FER (fonti di energia rinnovabile) a soddisfare quasi la metà (48%) del fabbisogno elettrico europeo.

2. Anche in Italia il costo medio di produzione dell’energia da fonti eoliche e solari si è ridotto gradualmente nel tempo. A oggi il costo medio di produzione del solare e dell’eolico integrato è inferiore rispettivamente del 42% e 28% rispetto al prezzo medio elettrico nazionale nel 2025 (115 €/MWh). Negli ultimi 20 anni, la quota di produzione da FER è circa triplicata, a fronte di un livello complessivo di generazione elettrica sostanzialmente stabile, mentre la generazione termoelettrica si è quasi dimezzata (-40%).

3. Integrare efficacemente le FER nel sistema elettrico genera benefici di riduzione dei costi di generazione, e del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica. Questo comprime i prezzi nelle ore centrali della giornata, riduce i picchi di prezzo nelle ore di punta e diminuisce le ore di marginalità di altre tecnologie non rinnovabili. Inoltre l’integrazione di FER e accumuli contribuisce a ridurre la CO2 e la dipendenza dal gas importato, aumentando al contempo il peso di investimenti in asset “CAPEX-intensive”, con costi più stabili e prevedibili nel tempo.

4. In Italia la crescita delle FER sta contribuendo a una maggiore sicurezza energetica, avendo ridotto la dipendenza energetica di circa 9 punti percentuali (dall’82,6% al 73,9%) tra il 2010 e il 2024. Tuttavia il mercato elettrico resta esposto ai prezzi del gas: nel 2024 la generazione termoelettrica a gas ha determinato il prezzo elettrico (PUN) per oltre il 60% delle ore e la correlazione tra PUN e prezzo del gas (PSV) è stata del 97%. Accelerare sulle FER, insieme a rete e accumuli, è quindi una leva chiave di sicurezza energetica e competitività economica.

5. Con il costante aumento di fotovoltaico ed eolico, la rete elettrica è chiamata a gestire una produzione più distribuita e intermittente. Inoltre la maggiore elettrificazione del sistema e l’avvento dei data center avranno un impatto sul profilo della domanda di elettricità. In questo contesto, il ruolo del Transmission System Operator (TSO), cioè Terna, è centrale: abilita l’integrazione della nuova capacità FER tramite l’espansione e l’ammodernamento della rete. In Italia la trasmissione pesa per circa il 4% sulla bolletta annua (poco più di 30 Euro l’anno per i clienti domestici tipo) ed è tra le più efficienti d’Europa, con un alto livello di qualità del servizio: nel 2024 il costo di 11,2 €/MWh è stato inferiore a Francia (-7%) e Spagna (-25%), a fronte di incidenti/100 km inferiori del 75% rispetto alla Spagna e dell’85% rispetto alla Francia.

6. Il Piano di Sviluppo 2025 di Terna prevede oltre 23 miliardi di Euro di investimenti entro il 2034, aumentando di circa 15 GW la capacità di trasmissione interzonale in Italia e potenziando le interconnessioni verso l’estero, oltre a garantire l’integrazione efficiente delle nuove FER. Su questo aspetto, Terna si distingue nel confronto europeo, presentando un’efficienza economica degli investimenti molto elevata: il costo di integrazione per 1 GW di rinnovabili è pari a 0,38 miliardi di Euro in Italia, contro una media di 0,85 miliardi di Euro in Germania, Francia e Regno Unito.

7. Un sistema elettrico ad alta penetrazione di rinnovabili presenta nuove sfide e complessità di esercizio in termini di regolazione di frequenza e tensione, cui occorre far fronte con investimenti adeguati in risorse umane, competenze, asset, tecnologia e nuovi strumenti. Le attività di Terna degli ultimi anni sono state tutte finalizzate a permettere una maggiore integrazione delle rinnovabili in condizioni di sicurezza di esercizio e di adeguatezza del sistema elettrico. Tra queste, Terna – su mandato delle Istituzioni – ha implementato e gestito i meccanismi di Capacity Market e MACSE.

8. Un beneficio rilevante per il sistema-Paese deriva dai moltiplicatori degli investimenti di Terna: ogni Euro investito genera un impatto di 2,98 Euro sul valore della produzione e 1,31 Euro sul PIL. Gli investimenti previsti dal Piano Industriale di Terna si traducono in 35 miliardi di Euro di valore della produzione e 16,2 miliardi di Euro di PIL considerando impatti diretti, indiretti e indotti, sostenendo inoltre la creazione di circa 40.000 occupati medi annui (FTE).

9. Nel medio-lungo termine, la transizione del sistema elettrico richiede un mix rinnovabile “efficiente”: forte crescita di solare ed eolico, bilanciata tra le due tecnologie per ridurre la variabilità e sfruttare le complementarità stagionali. Spingersi verso un sistema quasi totalmente rinnovabile è tecnicamente possibile, ma diventa progressivamente meno efficiente: i costi marginali di integrazione crescono rapidamente per l’aumento di accumuli, reti e overgeneration. Oltre una certa soglia, il MWh rinnovabile aggiuntivo perde competitività: diventa quindi conveniente integrare le FER con flessibilità e con una componente di generazione programmabile a basse emissioni, per garantire sicurezza e sostenibilità economica.


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