Può analizzare fino a 200 campioni al giorno, con risultati in 24–48 ore e dispone di sistemi in grado di rilevare anche sostanze non ancora note. Invimit SGR, società interamente detenuta dal MEF che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, ha contribuito attivamente alla realizzazione del nuovo centro antidoping della Federazione medico sportiva italiana (FMSI).
Autore: Redazione InnovationCity
Il nuovo laboratorio antidoping realizzato per le imminenti olimpiadi di Milano‑Cortina 2026 (ma non solo) è stato ufficialmente accreditato dalla WADA (World Anti‑Doping Agency) ed è considerato una delle eccellenze mondiali nel controllo antidoping. Realizzato in tempi molto rapidi (circa un anno), può analizzare fino a 200 campioni al giorno, con risultati in 24–48 ore e dispone di sistemi in grado di rilevare anche sostanze non ancora note, grazie a metodologie analitiche avanzate.
“Siamo davvero soddisfatti di aver contribuito, con l'individuazione di uno degli immobili da noi gestiti e poi acquistato da Sport & Salute, alla riuscita di questa sfida ambiziosa”. Così Stefano Scalera, AD di Invimit SGR - società interamente detenuta dal MEF che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico - a margine dell'inaugurazione del nuovo centro antidoping della Federazione medico sportiva italiana (FMSI) che entrerà in funzione per le Olimpiadi di Milano-Cortina.
“La missione di Invimit SGR è proprio quella di ridare vita a immobili pubblici che da tempo avevano esaurito la precedente. Beni che, dopo anni di abbandono, rischiano di diventare buchi neri delle città, cioè luoghi di degrado e reati vari, specialmente se situati in quartieri periferici di una grande città come in questo caso. Stiamo lavorando per riaccenderli tutti e oggi siamo particolarmente felici perché la nuova destinazione dell'immobile di via delle Rupicole, al servizio della tutela dei valori dello Sport, rende questo intervento un risultato concreto e tangibile: una vera impresa, resa possibile dalla collaborazione istituzionale” conclude l’AD Scalera.